Trasferirsi all’estero in cambio di vitto e alloggio: Valentina ci spiega il Wwoofing

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C’è una domanda che mi capita di ricevere spesso via email e a cui, fino a poco tempo fa, facevo fatica a rispondere in maniera soddisfacente:

Vorrei fare un’esperienza all’estero, possibilmente in un paese anglosassone, in modo da migliorare il mio inglese. Purtroppo non ho i soldi per mantenermi né una specializzazione che mi permetta di trovare facilmente un lavoro all’estero. Cosa mi consigli?

Oggi vorrei proporti una soluzione, si chiama W.W.O.O.F. (World Wide Opportunities Organic Farms, che in italiano si può tradurre con “Opportunità in tutto il mondo tramite le fattorie biologiche”).

Ma, visto che io non sono mai stato un Wwoofer, anziché scrivere un articolo meramente teorico colgo al volo l’opportunità offertami da Valentina, una lettrice di Non Voglio Lavorare che ha 25 anni, ha studiato ragioneria e al momento fa la Wwoofer in Irlanda.

Cos’è il wwoofing e come si fa a trovare una fattoria?

Valentina, grazie per la disponibilità. Ci spieghi cos’è il wwoofing?

Grazie a te per avermi concesso spazio sul tuo sito. Il wwoofing offre l’opportunità di fare volontariato in aziende biologiche. Da un lato abbiamo gli host, ovvero le fattorie e aziende agricole ospitanti, e dall’altro i wwoofer, che offrono il proprio aiuto in cambio di vitto e alloggio.

Questa associazione nasce nel 1971 grazie a Susan Coppard che, essendosi trasferita in città, sentiva la necessità di scappare dalla sua vita londinese. Essendo interessata al biologico e mancandole l’amata campagna, Susan si adopera per cercare una fattoria dove trascorrere il week end offrendo, in cambio, un aiuto nei lavori e sopratutto il suo entusiasmo, basilare per questo tipo di esperienza.

E così nasce Wwoof, che mette in contatto fattorie di tutto il mondo con persone che vogliano passare del tempo a contatto con la natura.

trasferirsi all'estero

Come si fa a trovare una fattoria disposta ad accettarti? Quali sono i requisiti minimi e i tempi? Bisogna conoscere l’inglese?

Andando sul sito web internazionale di Wwoof si può cliccare sul paese in cui si vorrebbe vivere quest’avventura. Si viene quindi indirizzati su una pagina che offre spiegazioni e informazioni inerenti alla nazione.

A seconda del paese che si sceglie vi sono dei costi di registrazione che possono variare. Bisognerà poi aggiungere il costo dell’assicurazione sanitaria. Per esempio in Irlanda i costi sono di 20 Euro per l’iscrizione e 35 per l’assicurazione.

Una volta ricevuta la conferma del pagamento, si inizia la ricerca delle fattorie. Questa è la parte più interessante e stressante allo stesso momento, sopratutto se sai che devi andartene dal posto in cui ti trovi e non sei sicura se tra una settimana avrai un tetto sopra la testa.

Hai centinaia di fattorie cui chiedere se hanno bisogno di aiuto. L’unico requisito è avere almeno 16 anni. Per quanto riguarda i tempi, dipende. Alcuni Wwoofer mi hanno detto che è stato difficile trovare fattorie.
Personalmente, ho avuto sempre risposte immediate.

Un altro strumento per trovare fattorie disponibili è quello di utilizzare il Wwoofing’s Noticeboard, dove puoi postare un annuncio in cui dici che sei alla ricerca di una fattoria o leggere gli annunci degli host che stanno cercando aiuto nella propria fattoria.

Un consiglio spassionato. Chiedete sempre quante ore dovrete lavorare in modo tale che non ci siano incomprensioni iniziali. Per quanto riguarda l’inglese, bisogna solo essere a conoscenza del minimo indispensabile per poter sopravvivere.

Appena sono arrivata in fattoria non capivo nulla. Il mio farmer (ovvero il padrone della farm, la fattoria) parlava velocissimo e con un accento strano. Ci sono tantissimi ragazzi in questa situazione: i farmer sanno che andiamo da loro anche per imparare la lingua.

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Il cielo d’Irlanda

Perché hai scelto l’Irlanda?

Quando avevo quattordici anni sono andata in Irlanda con altri ragazzi per fare una vacanza-studio di una quindicina di giorni. L’idea era quella di studiare l’inglese ma il divertimento ha avuto la meglio. Ma ricorderò per sempre le forti emozioni che ho provato quando ho visto quel paesaggio, con prati verde smeraldo e un cielo azzurro dove le nuvole sembrano agnellini che giocano a rincorrersi.

Quindi, mi sono detta “Un giorno ci ritornerò.”

Dove ti trovi esattamente? Quanto resterai in Irlanda?

Proprio oggi sto partendo per andare in una nuova fattoria, in County Kerry, nella parte sud-ovest del paese. Penso di rimanerci tre o quattro settimane.

Per quanto riguarda la mia permanenza, non saprei dirti. Prima che partissi, avevo programmato di restare al massimo fino a giugno, ma sono ancora qua e continuerò a fare wwoofing fino a fine luglio.

La vita in fattoria

Parlaci della tua routine giornaliera. Quante ore lavori? Che mansioni svolgi?

Sveglia alle 7.30 con mega colazione per poter affrontare al meglio la mattinata. Si inizia a lavorare alle 8.30 e le mansioni sono quasi sempre molto interessanti.

I lavori cambiano anche in base al clima perché se fa davvero freddo o piove lavoriamo nella serra, altrimenti stiamo all’aria aperta. In questa fattoria abbiamo solo frutta e verdura. Non ci sono animali da accudire, a parte le mie adorate galline che ogni giorno ci regalano uova eccezionali.

I lavori che stiamo svolgendo in questo periodo sono la raccolta delle patate nella serra e semina di queste all’aperto, piantare alberi, coltivazione di piante di pomodori, zucchine, spinaci, mais e prezzemolo, raccolta del rabarbaro, preparazione delle marmellate di more, mirtilli, ribes oppure di rabarbaro e ginger. A breve avremo anche la raccolta delle fragole.

E poi ci sono tantissimi altri lavori che devono essere svolti per avere un minimo di organizzazione nella fattoria o lavori ordinari come il dare da bere alle galline.

A metà mattinata abbiamo il tea break di mezz’ora.

Per quanto riguarda il pranzo, facciamo a rotazione per cucinare e, rigorosamente alle due, il team entra in cucina con una fame che sgagnerebbe anche le gambe del tavolo.

Per ora la cucina italiana rimane sempre quella più apprezzata. Vuoi mettere polenta e polpette al sugo preparate in casa e come per dessert tiramisù contro un riso in bianco e lenticchie preparate con ravanelli e porro? Ahahah

A parte le battute, si tratta di un esperienza bellissima perché si ha la possibilità di assaggiare piatti da provenienti da tutto il mondo.

Dopo aver lavorato cinque ore durante la mattinata, abbiamo il pomeriggio libero. Sia d’inverno e specialmente durante la primavera/estate, non mi sono mai annoiata anzi, non mi basta mai il tempo libero per fare ciò che amo.

Se si è persone dinamiche, trovi sempre tantissime cose da fare anche se si è in campagna e si è abituati a vivere nel casino della città. Io abito a Milano e ho sempre avuto paura all’idea di dovermi trasferire in campagna, ad oggi dico “Tutta la vita!”

Poi pensate anche che, se vivrete con altri wwoofer, sarete sempre in compagnia di persone che, per la maggior parte delle volte, sono socievoli e con cui si possono condividerete esperienze fantastiche.

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Stai imparando l’inglese? Se sì, in che modo?

Si, sto imparando l’inglese nonostante non stia frequentando una scuola. Il primo mese non ho imparato nulla, ma è stata colpa mia. Avevo tanti pensieri per la testa, pensieri che mi trascinavo dall’Italia, avevo malinconia di casa, in più non mi trovavo bene in questa famiglia e non capivo quasi nulla di quello che mi dicevano.

Purtroppo, quando ho qualche problema mi chiudo a riccio e quindi. Sono arrivata in Irlanda come ragazza au pair e, appena finivo di lavorare, non passavo del tempo con la famiglia ma uscivo fuori, da sola. E di sera mi chiudevo in camera a parlare su Skype con i miei amici e famiglia.

Non avendo Facebook non ero nemmeno a conoscenza di gruppi in cui si incontravano au pair che vivevano nella stessa città e quindi sono rimasta per quasi tutto il mese da sola. Oltretutto abitavo in piena campagna. Capirai quanto inglese abbia parlato.

Poi decisi di andare in fattoria e da lì ho iniziato a impararlo. Ero in camera con una ragazza francese con cui ho condiviso bellissime esperienze. Avevo voglia di raccontarle la mia vita, le mie esperienza, starci insieme. Sono stata quindi obbligata a parlare in inglese, l’unica lingua che poteva permetterci di comunicare.

Un pro e un contro del wwoofing.

Un contro del wwoofing è quello di dover continuamente spostarsi da un posto all’altro. Sì, ti permette di visitare posti nuovi, ma vi assicuro che è stancante. A volte viaggi anche per una giornata intera e sei stanca di doverti trascinare dietro pesanti valigie. Ogni mese, o anche meno, devi rifare i bagagli e salutare persone a cui ti sei affezionata, persone che sono diventate la tua famiglia.

Un altro contro è che puoi trovarti in fattorie dove pensano tu sia un loro dipendente oppure il lavoro è noioso. Per questo esistono i feedback, ovvero commenti che lasciano altri ragazzi che hanno vissuto precedentemente in quel luogo e che puoi consultare prima di decidere se trasferirti in una data fattoria o meno.

Inoltre potrebbe capitare di ritrovarsi da soli nelle fattorie, dover lavorare più del dovuto o magari non avere internet. Si può rimediare cambiando fattoria o cercando di adattarsi e prendere l’esperienza per quella che è.

Per quanto riguarda i pro, quello più importante è l’esperienza che vivi. Molte persone mi chiedono perché ho deciso di stare in una fattoria dove lavoro e non vengo pagata.

Rispondo che quest’avventura mi sta dando molto di più di quanto mi potrebbero dare i soldi. Sono cambiata tantissimo in questi mesi e ho imparato a conoscere me stessa. I soldi non avrebbero potuto darmi questo tipo di felicità.

Certo, non farò tutto la vita wwoof e ho bisogno dei soldi per poter vivere. Ma quante persone fanno gavette lavorative e vengono pagati solo pochi euro come contributo spese e magari sono trattati anche male?

Noi wwoofer non siamo dipendenti ma lavoriamo con la nostra famiglia di quel momento, non abbiamo spese di vitto e alloggio, palestra gratis (perché vi assicuro che non avevo questi muscoli quando sono partita) e sopratutto parli parli e parli in inglese.

Vuoi sopravvivere? vuoi stare in compagnia? Sei obbligato a parlare inglese!

Poi lavorare la terra sa donarti gioie impagabili.

Non essendo pagata, come fai a sopravvivere?

In passato lavoravo a Milano e ho messo da parte dei soldini. Inoltre l’unico costo che devi mettere in preventivo sono le spese del volo, il viaggio per raggiungere la fattoria e vari vizi che si hanno nel weekend. That’s all!

Personalmente sono stata attenta nell’acquistare solo lo stretto necessario e limitare le spese al pub (per chi ama la birra è davvero difficile resistere). Però ho viaggiato abbastanza!

D’altronde ho scelto questo paese anche per i suoi paesaggi fantastici e avendone la possibilità, mi sono permessa di girare l’Irlanda. Quindi diciamo che si potrebbe spendere anche molto poco, dipende da te.

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Wwoofing o Au pair?

Quando ti ho proposto di fare quest’intervista mi hai risposto “Volentieri, tutti sanno cos’è un’au pair ma non il wwoofing e, avendo provato tutte e due le esperienze, non c’è paragone!” Cosa intendi? Ci spieghi la differenza?

Partiamo dal presupposto che io amo i bambini, quindi pensavo che la strada migliore per me fosse fare l’au pair. Vieni pagata, in media, 100 euro alla settimana con vitto e alloggio. La mia prima esperienza è andata male perché non mi trovavo bene con i bambini e di conseguenza, come vi ho detto prima, non sono riuscita a integrarmi con la famiglia.

Dovendo lasciare casa e volendo continuare questa esperienza in Irlanda, mi sono messa alla ricerca di altre famiglie ma nessuna mi convinceva. Dopo tre giorni di continua ricerca, mi sono imbattuta per caso sul sito di wwoof.

Dopo pochi giorni sono andata in una fattoria a Bantry, dalla parte opposta dell’Irlanda. Appena sono arrivata in fattoria mi sono trovata davanti una realtà a me completamente sconosciuta. Io sono sempre stata molto schizzinosa e vi assicuro che, sopratutto per una come me, sedersi a tavola e mangiare con accanto i ragni non è il massimo.

Ho chiamato mia madre e le ho detto: “Vabbè, adesso sto esagerando! Già devo abituarmi a una nuova lingua, non ce la faccio a dovermi ambientare anche a stare in fattoria! Tra qualche giorno me ne vado.”

E invece, tempo due giorni, mi sono innamorata di questa vita da contadina. A gennaio decisi di riprovarci come au pair, perché avevo conosciuto una famiglia con dei bimbi adorabili e poi volevo mettermi da parte qualche soldino.

Avevo tutto, il lavoro era molto easy, i bambini mi adoravano, i genitori mi trattavano benissimo, una camera da hotel a cinque stelle, una vista sul lago da fare invidia a George Clooney. Avevo persino la macchina che usavo per viaggiare durante il week end.

Ma c’era un problema, avevo perso il mio sorriso! Non era contenta come lo ero in fattoria. A volte era stancante. Con i bambini non è facile, sopratutto quando non sono i tuoi figli e gli viene data una diversa educazione.

Invece lavorare la terra è dura ma non si è mai stressati… MAI. E in più sei sempre a contatto con la natura, la tua vita non è mai monotona come quando fai l’au pair, sei sempre in contatto con persone giovani, altri wwoofer con cui condividere quest’avventura e sopratutto, vuoi mettere il dover preparare un contorno per pranzo e dire “Cavolo, non ho niente in frigo” esci di casa, vai in serra e raccogli l’insalata, pomodori, mais poi vai nel pollaio e prendi delle uova fresche : )

Vivere all’estero

Si tratta della tua prima esperienza da espatriata? Se sì, qual’è secondo te la difficoltà maggiore nell’adattarsi a un nuovo paese?

Mi fa sorridere la parola espatriata! Quando ero più piccola e sentivo parlare di amici di amici che erano andati a vivere all’estero, rimanevo sempre affascinata dalle loro storie, li ammiravo perché avevano avuto le palle di fare ciò che desideravano.

A volte non riesco a rendermene conto che adesso sono io quella che sta vivendo all’estero, che ha trovato il coraggio di mollare tutto. Questa è la mia prima esperienza e inizialmente è stata davvero dura.

Il doversi allontanare dalle persone che ami, arrivare in un paese che ha una cultura diversa, imparare a conoscere il paese, le persone che ci abitano, amicizie zero e in più la lingua.

Molti mi dicono “Beata te che sei all’estero” e proprio a loro vorrei far capire quanto è stato difficile, quanto ho sofferto e ancora ad oggi, non è facile. Vi assicuro che è molto più semplice vivere a casa propria.

Detto ciò non rimpiango la scelta che ho fatto, anzi, ringrazio sempre di aver avuto il coraggio di fare questo passo perché mi sta facendo vivere un’esperienza che ha cambiato la vita e continua ad arricchirmi dentro.

La chiave per riuscire è stata quella d’imparare ad avere una mentalità aperta e ad essere flessibili. Ma devo davvero tanto a tutte le persone che mi sono state accanto sopratutto nel primo mese, non so se ce l’avrei fatta senza di loro.

Cosa facevi prima di arrivare in Irlanda e perché hai deciso di partire?

Stavo lavorando in un negozio di telefonia da ormai due anni. Per gioco, alla fine di agosto, mi iscrissi su un sito che cercava au pair, sopratutto perché volevo imparare l’inglese e vivere un’esperienza all’estero.

Dopo una decina di giorni ebbi la mia prima video chiamata su Skype con una famiglia irlandese. Ero molto agitata, sopratutto a causa del mio scarso livello d’inglese. Loro sono stati carinissimi perché parlavano molto lentamente e si sforzavano di capire quello che gli stessi dicendo.

A fine conversazione mi chiesero di andare a vivere da loro e senza nemmeno pensarci gli risposi di sì. Quando chiusi la conversazione, scoppiai a piangere e mi dissi

“Ma l’hai fatto davvero? Ma sei scema? E ora… che intenzioni hai? Mollare tutto? Lasciare quello che hai di sicuro per un futuro incerto?”

Dopo sedici giorni ero sull’aereo in partenza per Dublino. Vi assicuro che è stata la scelta migliore che potessi fare!

Progetti per il futuro?

Bel punto di domanda. Per il momento voglio vivere DAY BY DAY, godermi questa esperienza anche perché sono arrivata alla conclusione che è inutile che programmo qualcosa.

Durante la mia permanenza in Irlanda, ormai sono qui da sette mesi, mi si sono presentati tanti imprevisti che hanno distrutto completamente i miei piani, facendomi cambiare rotta da un momento all’altro.

A partire da maggio avevo pensato di cominciare a lavorare, cercare un lavoro a Dublino come cameriera in qualche ristorante o pub ma poi mi si sono presentate queste giornate fantastiche di sole e mi sono detta:

“Perché devo andare a rinchiudermi in un locale quando ho la possibilità di godermi ancora questa vita a contatto con la natura?”

Ho lavorato nelle fattorie nel periodo peggiore, il vento gelido la faceva da padrone e non vedevi l’ora di farti una doccia bollente e metterti davanti al camino con una calda tazza di tè. Ora vorrei godermi quest’esperienza nel periodo migliore dell’anno, dove la terra sta donando i suoi frutti e le temperature sono perfette.

Concludendo, cosa consigli alle persone che vorrebbero vivere all’estero ma hanno paura di farlo?

Se è davvero ciò che sognate, trovate in voi stessi il coraggio di partire, prendere e mollare tutto. Non chiudete mai la porta ai cambiamenti, vi potrebbero regalare sorprese inaspettate!

Siate però consapevoli che non sarà facile, che dovrete allontanarvi dalle persone a voi più care e rinunciare a comodità e abitudini.

Dovete essere persone con una mentalità aperta per poter vivere a meglio la vostra esperienza.

Concludo facendovi tanti auguri e citandovi l’inizio del mio diario di viaggio:

“Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete, con le vostre vele, i venti. Esplorare. Sognate. Scoprite.” Mark Twain

Valentina, grazie per averci raccontato la tua esperienza. Un po’ t’invidio visto che qui a Shanghai ci sono 37 gradi e non soffia un filo di maestrale ; )

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Commenti

  1. Ciao Furio. Ottimo articolo. Però ti volevo segnalare che il tuo sito è lentissimo a caricare.

    • Furio Fu dice:

      Ciao, a volte succede.

      Il sito dovrebbe essere a posto e qua carica normalmente. E’ possibile che ci sia un problema con il server : )

  2. Sebastiano dice:

    Ciao Furio,
    io e te abbiamo davvero diverse cose in comune. Io ho 25 anni, il prossimo anno mi laureo in Civilità Orientali, nella vita voglio viaggiare e scrivere di quello che vedo, sono dotato di una curiosità morbosa e vampiresca. E’ fin da quando sono piccolo che in me arde questo fuoco del voler vedere, comprendere, penetrare nelle culture umane. Se dovessi proiettarmi nel futuro per immaginarmi come sarò, mi vedo in viaggio, con addosso stratificazioni di conoscenza, che continuo a leggere e a scrivere come ho sempre fatto. Attualmente mi trovo però in una situazione finanziaria ai limiti dell’indigenza, perciò pensavo che il prossimo anno mi potrei buttare nel woofing, e ho visto che in Cina esistono diverse farm disponibili in cui fare questa grande esperienza. Ne sai qualcosa a riguardo? Sapresti darmi consigli o dritte utili? Da te mi basta anche semplicemente uno scambio emozionale/intellettuale!

    Un abbraccio.

    • Furio Fu dice:

      Ciao caro,

      scrivi molto bene, si vede dal commento ; )

      Sul wwoofing so molto poco, è proprio per questo che ho chiesto aiuto a Valentina. Ti consiglio di visitare il sito internazionale di wwoof (trovi il link nell’articolo) e di controllare cosa offre la Cina.

      Come consigli generali sul vivere in Cina ti rimando al mio sito, .

      In particolare, ti consiglio di:

      1) Assicurarti di poter ottenere il visto (trovi un articolo abbastanza dettagliato sul sito.

      2) Stipulare un’assicurazione sanitaria.

      3) Farti i vaccini.

      4) Comprare il volo con qualche mese di anticipo in modo da non pagarlo un occhio della testa.

      5) Dare la precedenza alle province del sud quali Yunnan (my favorite!), Guanxi, Guangdong, o Fujian visto che con il wwoofing dovrai lavorare all’aperto e ti assicuro che l’inverno del nord della Cina è tutt’altro che piacevole.

      Fammi sapere e non esitare a chiedere info più dettagliate ; )

  3. Sebastiano dice:

    Ho letto con grande interesse buona parte del tuo blog, dal quale ho tratto importanti informazioni.
    Riaguardo al sito del woofing in Cina, ho già dato una veloce occhiata, ma per approfondire la questione sono obbligato ad iscrivermi pagando 40 euro, e al momento non ho voglia di sborsare.

    Volevo parlare un po’ con te di letteratura e di obiettivi riguardo una possibile pubblicazione futura. Questa sede è adatta per tali argomenti?

  4. montefeltro dice:

    Qualcosa avevo sentito, mia cognata, cui tengo a dire ch’é russa,mio fratello ha scelto così, era andata a qualcosa del genere in Alto Adige; qualcosa esiste anche in Italia al centro-sud; ma qui lo vedo con un’ottica più piena…rimango perciò a bocca aperta…un’approfondimento eccezionale…

  5. montefeltro dice:

    se è 40 euro e non oltre se ne buttano tanti di soldi qua, dico che vale la pena. IN altre circostanze avrei pianto anche per questo, capisco perfettamente la voce di Sebastiano

  6. Alexandra dice:

    Salve a tutti! Mi piacerebbe molto fare il wwoof o l’helpx in Irlanda quest’estate. Non ho ben capito però come procedere con l’assicurazione, in wwoof è obbligatoria ed esclusa dalla quota associativa? So che invece Helpx non offre un’assicurazione ma mi chiedo quanto sia necessaria dato che, teoricamente, essendo italiani, siamo protetti dal sistema sanitario nazionale per 3 mesi dalla data di arrivo in terra straniera.
    Sapete darmi maggiori informazioni? Grazie mille!

    • Valentina dice:

      Ciao Alexandra, per quanto riguarda Helpx non saprei dirti come funziona, se è un sito serio o meno, prova a controllare su google, sicuramente troverai qualche commento. Per quanto riguarda Wwoof io mi sono trovata molto bene, sia come aiuto da parte di chi ci lavora dietro sia come stuttura del sito, davvero molto intuitiva.
      Per quanto riguarda l’assicurazione ho provato anch io a fare la stessa domanda più e più volte, visto che ad oggi mi sembra molto strano che noi non possiamo usufruire del nostro tesserino sanitario, ma ogni volta mi è stato detto che siamo obbligati e che il tesserino non vale. Alcuni farmer non ti accettano se non hai l’assicurazione. Io l’ho fatta, giusto per stare più tranquilla. Auguri per la tua nuova esperienza da contadina ;)

      • valentina, ci possiamo sentire su fb? io sono Emy Veg (la foto con la corona d’alloro) grazie :)

      • Stefania dice:

        Ciao Valentina…avevo qualche dubbio riguardo l’assicurazione sanitaria e ho letto questi commenti a riguardo. Volevo chiederti dove avevi fatto l’assicurazione perchè nel sito di Wwofing Ireland ci sono un paio di link ma non sono sicura di come procedere

  7. E’ possibile contattare Valentina, in qualche modo? Inoltre, dove posso leggere i FEEDBACK di cui parla così da evitare di andare in fattorie ”sconsigliate”? Grazie mille, attendo una risposta :)

    • Valentina dice:

      Ciao Emy, i feedback li trovi direttamente nella pagina descrittiva della fattoria. Se hai qlc domanda, falla pure qua, potrebbe aiutare qlc altro.

  8. montefeltro dice:

    E’ una richiesta allora comune alla mia; prettamente preferirei una zona vicino a Beijing.
    Per la cronaca il mio cinese prosegue molto e troppo lentamente,ormai ho l’ausilio di 2 libri,l’amica cinese e si aggiungerà una’ltro libro audio dato da un conoscente italiano…se funziona mi ci do una mossa!

  9. Jessica dice:

    Ciao! anche io vorrei partire per woofing in Irlanda nei prossimi mesi, direi grossomodo da giugno! Alexandra mi lasci il tuo contatto FB (non ti trovo..) così magari ci scambiamo un po’ di info? :)

  10. Riccardo dice:

    Il fatto che il gestore di un sito che si chiama “nonvogliolavorare” abbia inserito l’articolo dell’amica wwoofer, è una grande, permettetemi, cazzata.
    Si può infatti facilmente immaginare la fatica, sebbene siano solo 5 ore al giorno, di un lavoro in fattoria.
    Datemi la possibilità di immaginare questo disgraziato che decide dim intraprendere una esperienza del genere: laureato, con 2000 euro in tasca (di cui 500 spese per recarsi al “luogo di lavoro a paga zero”), in un paese notoriamente freddo, dove ci sono altri come lui ed un fattore che probabilmente parla solo il dialetto del posto. Gli altri ragazzi magari sono tutt’altro che della lingua che si vorrebbe perfezionare, magari sono tutti italiani! Svegliarsi tutti i giorni, anche la domenica, alle 7,30, fino alle 1,30 nei campi, tra mangiare e riposarsi sono le 5 del pomeriggio. Buio pesto. Il paese più vicino, dove c’è un solo pub e frequentato da 4 o 5 anziani del posto, dista 5 chilometri. Quello della città più vicina è lontano 20 chilometri. “Dove cazzo vado, me ne sto alla fattoria…” L’indomani sveglia alle 7,30 e così via. Dopo 15 giorni raccolgo i cenci nella valigia e me ne torno a casa, anche perchè ho finito i soldi da spendere all’unico svago che ci sarà.
    Io avrei piuttosto un consiglio da dare a qualcuno è cioè di informarsi nelle fattorie locali, dove la manodopera gratis in cambio di vitto e alloggio non la rifiuteranno di certo e che magari ci si potrebbe trovare qualcuno che ha deciso di fare il wwoofer proprio in quella fattoria! Magari è inglese! Oppure cercatevi un lavoretto, anche se sottopagato.

  11. montefeltro dice:

    Ho letto varie cose, qualcosa mi aveva detto mia cognata su Alto adige ed Austria,altro ho saputo io su l’Italia stessa,ma non sono i posti dove mi aspetto di perfezionare il cinesi che intendo poter spiaccicare nel comune;indicazioni nel blog ho letto qualcosa a richiesta di maggiori istruzioni non ho avuto grandi delucidazioni,giustamente tu Riccardo osservi che la leggerezza descrittiva è madornale proprio perché il proprosito della lingua da imparare va’ facilmente allo sfascio,le indicazioni di prudenza son parecchie,se 6 in grado di descrivere meglio te,se di prendi il disturbo di annientare la mia attesa-curiosità con informazioni alla mano, anche col “lavoretto sottopagato” o vitto e alloggio soltanto in cambio di lavoro, ci stia,l’importante è che parallelamente l’occasione di approfondire la lingua non manchi

  12. Riccardo dice:

    La mia era solo una visione di quello che potrebbe succedere aderendo ad una iniziativa del genere. Non è certo un racconto vissuto, il mio. Quindi non posso dare informazioni certe a riguardo.
    Ma è facilmente immaginabile la visione futura, come ho accennato.
    Credo che nessun genitore sia felice se il proprio figlio decidesse di fare un’avventura del genere a meno che la stessa non fosse fatta in una fattoria vicina pochi chilometri. Quale sarebbe la differenza tra le due cose? Sicuramente la mia proposta avrebbe non pochi lati positivi, per primo la velocità del ritorno a casa dopo aver provato la fatica e l’impegno che una fattoria comporta, perchè questo comporterebbe.
    Il lato negativo sarebbe quello dello scambio linguistico che non esisterebbe… Ma forse si, se ci fosse un ospite della lingua che interessa.
    Improbabile, dirai? Ma certo, come improbabile sarebbe trovare in una fattoria inglese, degli ospiti inglesi, a parte il contadino. Con, come già detto, la forte probabilità di trovare altri italiani…

  13. valentina dice:

    Riccardo, innanzitutto prima di scrivere certe cose, leggi! Leggi il perchè il propritario di questo blog ha messo questo nome e secondo leggi la mie intervista perché dai commenti che hai lasciato spero tu nn l abbia letta minimamente, perchè altrimenti non hai capito coa intendevo, magari per colpa mia, di cm scrivo.
    Cmq ringrazio di essere una disgraziata e di averte una mentalitá aperta.

  14. Riccardo dice:

    Cara Valentina, il tuo articolo l’ho letto e devo anche dire che sei stata molto esaustiva e precisa. Ed è proprio questo che mi ha spinto a scrivere il mio commento. Non ho la tua età, ho 46 anni e sono padre di una tua quasi coetanea, e credimi ho una mentalità aperta come la tua. La differenza tra noi è che io ragiono, permettimi, un tantino più di te tanto da pensare alle conseguenze di un gesto. Ricordati sempre che una persona più attempata di te ha passato già la tua età. Con questo non voglio farti la morale (a questo ci penserà tuo padre) ma mia figlia, per fare un’esperienza come la tua, dovrà farlo contro la mia volontà. Tu e lei ed altri (purtroppo troppi) della tua età, pensate che il futuro, che il meglio, che il bello, che il giusto siano all’estero. Ma volete o no apprezzare il nostro Paese? E poi, perchè dovrei permettere a mia figlia di andare in un paese freddo anche d’inverno a sgobbare (perchè è questo che fanno i wooffer) e per di più senza essere pagati, in qualche vecchia fattoria sperduta nelle lande dell’ Irlanda, probabilmente dormendo in una umida stanza o magari (letto su wooff.it) in tenda? Perchè questa esperienza, che reputo sana e costruttiva, non la fate in qualche fattoria a pochi km da casa? Ah già… L’estero…

  15. Riccardo dice:

    Sorry, mi è scappata una F, intendevo ovviamente scrivere woof.it e woofer.

  16. Riccardo dice:

    Oh damn scusate ancora… questa volta mi sono dimenticato una W: wwoof.it e wwoofer.

  17. valentina dice:

    Non sto neanche a discutere perche sarebbe inutile. Tu continueresti a pensarla in questa maniera e io nella mia. Grazie cmq per avere espresso la tua idea.

  18. Riccardo dice:

    Eh già, troppo facile. Anch’io sapevo che avresti continuato a pensarla a modo tuo, mica volevo dissuaderti. Ho voluto solo esprimere la mia. Non vuoi affrontare la realtà e almeno provare a smentirmi.
    Lasciami per ultimo scrivere un mio immaginario che è quello di vedere una fattoria toscana (e neanche troppo immaginaria perchè è una fattoria a pochi km da dove abito) dove ogni anno cercano braccianti per raccogliere i pomodori. Ogni anno devono tribolare per trovarli, infatti i giovani nullafacenti autoctoni mai si sognerebbero di andarci per 1000 euro al mese per 10 ore al giorno, ovviamente senza nessun inquadramento di legge. Insomma, al nero. Il proprietario, che conosco, mi dice che se assicurasse ogni lavoratore gli costerebbe troppo e quindi per mandare avanti la baracca deve fare così e quindi rischia pesanti sanzioni. Gli si presentano solo extracomunitari quasi tutti di colore, questo passa il convento. E qui viene il mio immaginario che è quello di vedere il fattore che si iscrive a wwoof.it come host e organizzarsi per nutrire i wwoofers. Per l’alloggio, leggo sul sito, possono anche portarsi una tenda. Questo sarebbe il modo di eludere le tasse in modo del tutto regolare e risparmiando mooolti soldi per le paghe e l’assicurazione, che se la pagano i ragazzi. La prossima volta che lo vedo glielo voglio proporre.
    La morale della favola è: voi wwoofers, non vi sentite sfruttati?

    • Furio Fu dice:

      Ciao Riccardo,

      io sono quello che, secondo te, intervistando Valentina ha fatto una cazzata.

      Hai mai vissuto/lavorato all’estero? Magari mi sbaglio, ma da quello che dici – e da come lo dici – mi sembra di no.

      Buona vita.

      F

      • montefeltro dice:

        A vedere la posizione di Riccardo in Italia,paese a picco,significa solo che occupa posizioni che molti non hanno più,ma preferisce sorvolare.Tuttavia se non intervistavi Valentina lui non interveniva e quindi niente informazioni,e niente presupposti di accortezze secondo la reale utilità che uno si prefigge senza fare troppo l’avventuriero,sconsigliato ai tempi odierni,visto che ho ancora della mentalità anni ’60: che univa meglio l’utile al dilettevole. Io ne ho cavato d’ utile che scegliendomi un posto specifico all’estero devo utilizzare il woofing come un’anticamera ma ch’esso non è sufficiente a coprire una stabilità minima, quindi nel contattare l’associazione tenderò tra prime cose -nel garbato modo- la possibilità di un approccio che mi dia indicazioni quando per conto esclusivamente personale tenderò comunque ad una permanenza maggiore. L’intento è semplicemente il miglior risparmio,d’altronde l’aver volentieri lavorato gratis per un certo periodo credo mi da’ un piccolo debito di scambio ricambiabile,che non ha insormontabili problemi.
        Chiedere non costa e la migliore informazioni di pregi e difetti più che creare rivalità è foriera di buone domande che favoriscono un maggior equilibrato uso anche di se stessi per uso a terzi,senza improvvisazioni o ripensamenti “ma pensavo così”…In effetti ho detto che mia cognata c’era stata anche se in luoghi più vicini e non ha sempre trovato quello che si attendeva

  19. montefeltro dice:

    Riccardo hai dato una buona avvisaglia neutra e ottima,poi secondo me hai ecceduto nella considerazione nazionale piuttosto dell’estero,non so se sia dovuto ad una tua posizione che chiude gli occhi sul restante che ci circonda…a 2 passi…oppure a semplici idee,ma che le cose da tempo stanno marcando davvero molto male è un fatto tangibile che non si può sotterrare perché lede ancor peggio ai necessari cambiamenti;ma grave davvero!Mio fratello non solo ha sposato una russa ma è andato a lavorare in Svizzera felice come una pasqua e felice di aver lasciato l’ENI: tra le ditte considerate a mo’ di botte di ferro. Osservo quindi questo piccolo eccesso che nuoce al consiglio stesso. Invece è una cosa anomala il lavorare gratis,spendendo anzi per il viaggio,altroché se non l’ignoro! Che lusso inaspettato per i proprietari,nella mia piccola ditta potrei pensare “schiavi che mi lavorano gratis e mi prendo anche il resto…?Ma guarda un po’…e senza frusta e senza obblighi…Capisco quindi il retro losco che ha una situazione grossa però da definire. Allora al momento preso il tipico lato buono,l’unico a parte fare ginnastica gratuita,il più che si cerca,dei ricambi di diritti in cambio del lavoro,la posizione meglio prescelta della località,la possibilità della lingua diretta.Sono del parere che uno scambio tra le parti debba avvenire,non vado certo con un contratto virtuale impostato solo di doveri,questo mi tende a voler approfondire alquanto bene.Per mio personale conto interessa parlare il cinese e vedere più agevolmente una ragazza che sta’ a Beijing,Il baratto lavoro-ricambio quindi “la garanzia di parlare il cinese” -che peraltri si tramuterà nel proposito nell’inglese o francese,ecc…e che non smeni un viaggio trovandomi ad una località che non posso scegliere. Quel tuo consiglio è quindi stato della massima importanza. Hai oltrepiù aggiunto 15gg,che mi sembrano inezia,nella mia visione si parla di almeno 1mese,anche quel tipo di aspetto voglio capire,anche se forse ormai là potrei ovviare usando altri alloggi

  20. Monica dice:

    La voglia di mollare gli ormeggi, di provarci, di non avere rimpianti nelle scelte fatte… io descrivo una motivazione differente che mi spinge a lasciare un lavoro a tempo indeterminato per passare i prossimi mesi in Irlanda. Parto a fine Agosto e conto di rimanerci almeno fino a Natale, poi chissà… Nella vita non contano solo i contratti e i lavori sicuri, io stò lasciando il certo per l’incerto, ma lo faccio con convinzione e sò che se non lo faccio ora me ne pentirò amaramente. E lo faccio non perché abbia un paracadute (se mi va male torno e ho qualcuno che mi mantiene), ma perché a volte bisogna anche inseguire le Sirene se se ne sente la voce..

  21. Andrea dice:

    Ciao Riccardo sono Andrea.
    Ho 38 anni, per una serie di vicissitudini mi ritrovo senza occupazione.
    Ho una maturità scientifica e l’inglese lo capisco solo a livello elementare…ecco perchè tra le alternative valutavo anche questa del WWOOF.
    Poi ho letto il tuo commento. Per questo ti dico che allo stato attuale in particolar modo ( ma non solo ora) l’idea di raccogliere pomodori nella fattoria del tuo amico non mi dispiace, ci fosse veramente la possibilità! In toscana poi!!!!!!!!!!! Se c’è una soluzione per vitto e alloggio sono a disposizione fin da subito e posticipare l’esperienza all’estero!

  22. valentina dice:

    A distanza di un anno da quando mi è stata fatta l intervista, molte cose sono cambiate.a fine luglio ho finito con questa esperienza e mi sono trasferita in una cittadina dell irlanda. Partendo da lavoretti piú umili ora sto lavorando in un hotel e mi occupo di catering e servixio ai tavoli per i matrimoni, sono in affitto in una casetta stupenda con giardino e camino (diventati essenziali per me :) e sto slla grande! Rifarei tt quello che ho fatto 1000 volte!

  23. Monica dice:

    Che bello leggere di come ti è andata Valentina, non sai quante volte ho letto questo articolo!!! Davvero una bella scelta e… in culo alla balena! :)
    Io parto a fine Agosto..

    • valentina dice:

      Grazie mille monica! In bocca al lupo e facci sapere cm ti trovi! Se passi per Galway fammi sapere, ci prendiamo un caffe insieme ;)

  24. gianluca dice:

    Salve a tutti, volevo complimentarmi con voi per questo bellissimo articolo, ma la cosa più bella e leggere il commento aggiornato al 3 luglio di Valentina dove dice di aver trovato lavoro, questa è la cosa che più mi spinge a fare questa scelta!! Perchè la mia intenzione sarebbe dapprima di fare questa bellissima esperienza per poi quando ho tempo libero spostarmi in città per trovare un lavoro con salario… purtroppo oggi vi potevo raccontare anche io della mia esperienza visto che a marzo 2014 dovevo appunto partire per una farm ma mi mancò il coraggio…volevo sapere da Valentina come hai fatto per trovare lavoro e con quanti soldi mi consiglieresti di partire? Grazie

    • valentina dice:

      Grazie Gianluca. Io consiglierei almeno un 1000 euro, per stare tranquilli ma puoi anche meno. Dipende tanto da te, è davvero soggettivo l ammontare dei soldi che uno dovrebbe portarsi dietro. Lavoro l ho trovato su internet, il secondo tramite una famiglia presso cui facevo pulizie e ora lavoro in un ristorante italiano e l ho trovato lasciando il curriculum sul posto. Trova il coraggio e parti. La vita è una sola, bisogna godersela. In bocca al lupo

  25. simone dice:

    roba da ricchi! e se un disoccupato senza un euro da poter spendere e senza un euro guadagnato volesse partecipare come fa’ a comprarsi il min indispensabile?

    • Monica dice:

      Dei guanti da lavoro li hai? Fai l’auto stop fino alla più vicina farm. poi non ti serve altro. Attenzione pero’ che qui non stiamo parlando di come trovare lavoro facile, ma di una esperienza che ti può arrhicchire la vita, non il portafoglio…. :-)
      Io sono in Irlanda da 3 settimane e x ora mi trovo molto bene..
      Ciao!!

      • simone dice:

        insisto! o hai molti soldi da parte oppure augurati di non aver mai bisogno di un medico o di un dentista.dubito che fra tutti quelli che partono ce ne sia uno squattrinato.comunque se non ci fossero spese partirei subito! saluti e tanta fortuna!

        • Furio dice:

          “Chi dice che qualcosa è impossibile dovrebbe stare attento a non interrompere chi quel qualcosa lo sta già realizzando” Proverbio cinese

          p.s. Grazie alla convezione europea, il medico e il dentista costano esattamente quanto in Italia ; )

          • simone dice:

            forse sono stato frainteso.ho rispetto e ammirazione verso coloro che fanno queste esperienze che io stesso vorrei fare e mi sono gia’ informato leggendo attentamente tutto e per questo senza avere scambiato cio’ per un lavoro retribuito.ho solo detto che un disoccupato ultaquarantenne che gradirebbe impiegare il proprio tempo per qualcosa di utile non avendo denaro sufficiente da spendere non per i vizi ma per le prime necessita’ e’ costretto a rinunciare.saluti!

        • Valentina dice:

          Ciao Simone, le spese mediche sono coperte dall assicurazione,idem per il dentista, fino a un massimo di 500 euro per quest’ultimo. Se non si ha un soldo e si devono affrontare spese, ci si può rimboccare le maniche. In che modo? Chiedendo e facendo sacrifici. Pulizie in casa di famiglie irlandesi, kitchen porter in qualche ristorante. Questi sono giusto i lavori umili che, nel caso uno si trovasse nella cacca, potrebbe fare. Ma questo sia se ti trovi in Italia che in qualsiasi parte del mondo. Ma non voglio convincerti che questa è la strada migliore, in questo articolo ho voluto solo raccontare la mia storia e far capire a molte persone che è possibile fare una esperienza all’estero anche con pochi soldi. Per me è stata la strada migliore perchè, nonostante avessi i soldi per permettermi una casa in affitto, cercare senza nessuna fretta lavoro e andare a scuola a imparare la lingua, ho optato per fare un esperienza di vita, imparare la lingua con la gente del luogo e vivere con loro, entrando pienamente nella loro cultura. Una domanda sola. Un disoccupato in Italia, come fa a comprarsi il minimo indispensabile? Stando a casa dei genitori e non facendo nulla? Io preferisco stare in Irlanda e arricchirmi dentro piuttosto che non fare nulla in Italia. Buona fortuna

          • simone dice:

            ciao valentina.le esperienze di cui parli tu sono utilissime e arricchiscono molto.io qualche anno fa’ ho fatto un tour europeo(per conto mio) con la differenza che i lavoretti che facevano venivano retribuiti e il discorso era molto diverso.nessuno deve cercare di convincermi perche’ lo sono gia’ ma frenato da cio’ spiegato.meglio che non fare nulla va’ bene tutto ma lavorare in cambio di alloggio con il consiglio iniziale di procurarsi un sacco a pelo per il rischio di rimanere senza tetto mi sembra davvero troppo.se devi fare il clochard tanto vale non lavorare neppure.comunque( sempre se ai miei contatti qualcuno si degnera’ di dare una risposta e sempre se saro’ preso) cerchero’ di trovare una soluzione.saluti e auguri!

          • valentina dice:

            Ma allora questo è un altro discorso, questa è una tua idea. Tu mi hai detto che era una cosa da ricchi e io ti ho risposto. Il rsto ognuno la pensa un po come vuole!secondo io nn ho mai consigliato di comprare un sacco a pelo con il rischio di rimanere senza un tetto. Perlomeno da quello che io miricorda. E nessuno fa il clochard qua.

  26. Monica dice:

    Ciao Simone, forse tu parli di chi vorrebbe trasferirsi all’estero definitivamente x cercare lavoro, ma il woofing e’ un’altra cosa. Davvero, puoi stare in giro molto a lungo con pochissimo! Potrei farti l’elenco delle spese sostenute, ma non mi interessa convincere nessuno. Mi piacerebbe invece dire che prima di partire avevo mille dubbi.. Amici e parenti che mi dicevano che ero matta a mollare un lavoro sicuro x fare questa esperienza. Ora che sono qui ho già conosciuto diversi ragazzi come me e molta gente che lo ha fatto in passato, forse è poco conosciuto in Italia, non saprei… Ma dalle altre parti c’ è molto genre che lo fa o lo ha fatto!

  27. simone dice:

    il consigli di portarsi il sacco a pelo o alcune fattorie che offrono alloggi in tenda o nelle capanne sugli alberi sono scritti nella lista(alcuni intendo).comunque alla simpatica valentina dico che i miei sono giudizi sono basati solo su cio’ che ho letto e qualora avro’ l’opportunita’ di fare l’esperienza saro’ pronto a ripresentarmi qui’ per scrivere commenti diversi e magari ad ammettere che mi ero sbagliato.l’unica cosa certa e che chi parte deve per forza star bene economicamente.non vorrei occupare l’intera pagina anche perche’ ho rotto le balle a me stesso figurarsi a voi! a risentirci!

    • Monica dice:

      Ciao Simone, io dico l’esatto contrario, non c’è bisogno per forza di stare bene economicamente x partire. Valentina ha fatto l’ipotesi di una cifra: 1.000 euro o anche meno, non è che se hai 1.000 euro da parte sei ricco… :)
      Comunque credo che finchè si parla con educazione nessuno rompe le balle a nessuno.. Ciao!

  28. Elena dice:

    Ciao a tutti, sono Elena ho 26 anni e da poco ho terminato gli studi economici. Ho una conoscenza non sufficiente dell’inglese (poco più che scolastico) perciò sto valutando l’esperienza di wwoofer. Premetto che amo la natura e mi adatto alle diverse situazioni. Inizialmente avevo pensato di propormi come ragazza alla pari, ma non penso di avere una pazienza tale per farlo, e solo da poco ho conosciuto questa nuova opportunità.
    Vorrei chiedere a Valentina qual è il periodo migliore per partire, considerando l’agricoltura e le condizioni atmosferiche in Irlanda? Quanto le fattorie distano, solitamente, dai centri abitati e se consiglia di cambiare fattoria dopo un certo periodo? Ringrazio della disponibilità e dell’eventuale risposta.

  29. Valentina dice:

    Ciao Elena, scusa se ti rsp solo ora! Il periodo migliore per me è stato durante i mesi estivi anche se l inverno ha il suo perchè! è davvero dura lavorare durante quel periodo ma tornare a casa e stare con i tuoi nuovi compagni, cucinare tutti insieme e guardare un film with a cup of tea e una borsa calda al tuo fianco ha il suo fascino! Le fattorie in cui sono andata distavano poco dai centri abitati anche se la maggior parte delle volte non cambia nulla perchè c’è solo un pub e una chiesa e te ne fai ben poco!Ma puoi sempre andare nei weekend a Dublino, Galway, Cork o girarti l Irlanda e durante la settimana ti concentri su altre cose! Io consiglio di stare un 5/6 sett non di piu perchè poi diventa routine e non meno d un mese perchè impareresti poco! Spero di esserti stata utile! Buona fortuna ;)

  30. GIULIA dice:

    ciao vale :) ti do del tu ahhaha
    ho 19 anni e volevo anch’io fare un esperienza all’estero..
    diciamo che io e una mia amica volevamo partire insieme per l’estero.. è il sogno della mia vita!!! pensavamo di partire come volontarie in coppia per poi magari cercare di ambientarci nella zona e cercare un lavoretto magari.. almeno cosi all’inizio prendiamo un pò maestranza con la lingua.. cosa ne pensi..? volevo qualche tuo consiglio :)

  31. valentina dice:

    Ciao Giulia,
    Ottima idea. Purtroppo non posso darti consigli a livello di cosa è meglio fare. Posso dirti come ho vussuto la mia esperienza, aggiornarti sul mio presente ma chi lo dice che ció che ho fatto puó essere un esperienza positiva per un altra persona? E chi lo dice sopratutto che ció che ho fatto è stata la cosa migliore per me? Nessuno! So solo che l ho vissuto e tutt ora la sto vivendo a pieno, rimanendo ancora nel mio piccolo mondo da sognatrice. Una cosa posso dirtela peró. Personalmente consiglierei a qls persoma di partire da sola e affrontare le proprie difficoltá con se stessi. In due è piú semplice quindi ti da la forza di fare il primo passo! Ogni qls cosa che succede hai il supporto dell amica! Da soli è tosta, è spaventoso talvolta, se succede qlc devi saperti risollevare con le proprie gambe! Ma gli sforzi e i sacrifici ti verranno riconosciuti un giorno! E quel giorno sorriderai ripensando ai quei momenti! Anche i pianti li vivrai con positivitá. Cmq qks decisione tu prenda, sará una grande esperienza di vita e ti auguro il meglio ;)

    • Francesco dice:

      Ciao a tutti soprattutto a Valentina che mi ha acceso ancora di più quella voglia che ho sempre avuto di partire all’avventura.
      Avrei qualche domanda da fare, da quanto ho capito l’abbonamento al wwoof è valido solo x una nazione?
      Se volessi andare ad es: un mese in messico e un mese in irlanda dovrei fare due abbonameni?
      E una volta iscritto scrivo sulla bacheca di una fattoria che mi interessa e aspetto la risposta che mi arriva tramite e-mail?
      Ma rispondono facilmente oppure devo scrivere a molte fattorie prima di ricevere una risposta?
      Il mio primo obbiettivo è andare in messicoooooo
      Grazie in anticipo e un salutone a tutti

      • valentina dice:

        Ciao francesco scusa per il ritardo ma stavo viaggiando e mi sn dimenticata di rsp
        Cmq di abbonamenti ne devi fare 2 e le rsp ti arrivano via email.

        Un saluto grande e buona fortuna

  32. annalisa dice:

    Ciao a tutti,
    non sono una giovincella come voi, sono vicina ai 60 ed in vista della prospettiva di pensione sto pensando a come organizzare la mia vita per i prossimi 10 anni. Ho due obbiettivi prefissati, laurearmi ed aumentare la conoscenza del mio scarso inglese. Per questo obbiettivo vorrei viaggiare da due a sei mesi scambiando vitto ed alloggio con lezioni di cucina italiana ( principalmente pane, pasta e risotti). Qualcuno mi sa indicare con quali siti mettermi in contatto?
    Grazie in anticipo dei consigli che mi potete dare

    • Furio dice:

      personalmente mai sentito di niente di simile : )

    • valentina dice:

      Ciao Annalisa purtroppo non ne ho mai sentito parlare neanche io ma di dove sei? Il mio inglese non è perfetto ma sono abbastanza brava e mi piacerebbe molto imparare qlc trucco della cucina italiana.
      Se vuoi ci possiamo mettere in contatto e vedere se si riesce a progettare qlc cosa ;)
      Un saluto grande

  33. Maurizio dice:

    Buongiorno ho veramente bisogno di lavorare mi ritrovo alle spalle al muro e non voglio fare una brutta fine ho fatto per dieci anni la aiuto cuoco e oggi in Italia n n si trova nulla

    • valentina dice:

      Ciao Maurizio,
      Non so cm sia la tua condizione economica ma cio che posso fare è metterti in contatto con un ristorante italiano presso cui lavoravo in irlanda. Ma devi prima rischiare e venire qua. Il periodo estivo è ottimo per trovare lavoro la paga è buona e gli affitti condivisi hanno prezzi bassi. Se vuoi lasciarmi qlc tuo contatto ti posso mandare qlc info.
      Fammi sapere e stai tranquillo maurizio ;)

  34. Bianca dice:

    Ciao Valentina, quest’imtervista è utilissima! e complimenti per tutto, ma nelle fattorie si lavora tutti i giorni? dal mattino fino al pomeriggio o alla sera? grazie mille

    • Valentina dice:

      Ciao Bianca ti ringrazio. In fattoria si lavora 5 giorni su 7 e gli orari sono diversi da fattoria a fattoria. solitamente cmq non si lavora la sera.
      Buona fortuna ;)

  35. Giulia dice:

    Ciao Valentina! Sono Giulia, ho 21 anni, sono anch’io di Milano ed è da parecchio tempo che sto pensando di fare un’esperienza simile. Mi ha entusiasmato molto l’idea di poter lavorare in fattoria; e l’Irlanda come meta sarebbe perfetta! Anche perchè partirei prevalentemente per il mio scarsissimo inglese che mi limita parecchio! Come periodo sceglierei la primavera, diciamo tra aprile e giugno.
    Per poter però ad avere un minimo di dimestichezza con la lingua, secondo te quanto tempo dovrei rimanere almeno? E la mia paura più grande sarebbe andare alla cieca alla ricerca della famiglia, te non potresti consigliarmi/ci nessun contatto? Terzo ed ultimo dubbio, non ho ben capito la storia del cambio famiglia dopo un tot, è necessario?
    Ti ringrazio in anticipo!

    • Valentina dice:

      Ciao Giulia,
      mi ricordo che questa era una domanda a cui facevo a tutti prima di partire e non riuscivo a capire come mai la risposta fosse sempre. “eh dipende…”volevo avere piu o meno un idea. Dai 3 mesi ai 9? da un anno ai due?
      Purtroppo ti do anch’ io la stessa risposta ma cercando di fartela capire meglio.
      Dipende dalla tua forza di volontà, dipende dalla tua personalità.Se ti butti nel parlare con le persone senza aver paura di sbagliare, impari piu facilmente. Dipende se dopo aver ascoltato per tutto il giorno parlare in inglese tu abbia voglia di vedere un film in inglese, dipende se ti fidanzi cn un ragazzo del posto(ho visto progressi fantastici in questo modo), dipende se stai tutto il tempo con persone italiane. Io ora, dopo quasi 3 anni, sono ritornata in Italia. Il mio inglese dovrebbe essere perfetto ma non lo è. Ho imparato tantissimo nelle fattorie, poi ho iniziato a vivere in città e ho frequentato gente fantastica(che è diventata col tempo la mia famiglia, per questo che non me ne pento) ma con il mio stesso livello di inglese, quindi non ho potuto migliorare tantissimo.Riesco a parlare con tutti, riesco a capirli, riesco a guardare i film in inglese. Dovrei essere contentissima perchè prima non riuscivo a fare un discorso sensato ma una volta che entri in questo vortice vuoi imparare sempre di piu e non riesci a essere soddisfatta al 100%.
      Per quanto riguarda la fattoria, io ti consiglio di fare te le tue esperienze e non chiedere ad altri. Io mi sono trovata bene ma in ogni fattoria fai delle esperienze diverse. guarda i profili delle fattorie e i feedback e poi decidi quale ti ispira di piu. Chiedi se ci sono altri ragazzi, vedi cosa ti piacerebbe imparare, scrivigli e vedi se ti ispira. Terzo…è un consiglio di cambiare dopo un tot, non è necessario.
      Figurati e Buona giornata ;)

  36. simone dice:

    Rieccomi!come promesso un anno fa’ mi ripresento ma stavolta per fare il bilancio di un anno di wwoofer in giro per l’italia .Avevo detto che volevo provare e ho provato.a parte alcuni host con gli stessi comportamenti dei datori di lavoro, qualche visitina nei market a spese mie per non morire di fame , viaggi abiti etc a spese mie e alcune camere senza riscaldamento in inverno direi che l’esperienza non e’ stata poi cosi’ male.in fondo ho avuto modo di conoscere molte persone nella solita’ impossibilita’ di essere se stessi e ho avuto l’opportunita’ di vedere da vicino una realta’ che non conoscevo.certo,per me che mi affeziono molto a gli animali e’ stata dura tenere un coniglietto in braccio e coccolarlo la mattina per poi ritrovarmelo spennato sul lavandino la sera e infatti mi sono sempre rifiutato di uccidere animali o anche solo di assistere.naturalmente sto’ parlando di alcuni posti e non tutti.devo pero’ dire senza alcuna ironia, che se un domani diventero’ molto ricco mi piacerebbe ripetere l’esperienza, magari all’estero,ma visto che da gli errori si impara sempre sara’ meglio fare il volontario ove rispettano gli animali e per chi ne ha veramente bisogno……….saluti a tutti!

  37. Giovanni dice:

    Ciao valentina, io e un mio amico vorremmo provare un’esperienza di wwoof in Irlanda,quest’estate. Ma abbiamo dei dubbi di natura logistica…potresti dirci in particolare,se lo ricordi,in quali fattorie ti sei trovata meglio? E inoltre,quale dovrebbe essere il budget per rimanere là circa un mese? Ci saresti di grande aiuto. Grazie mille

  38. Abigail dice:

    peccato che non ti pagano e che non ti danno l’auto per andare in città, se non ci sono mezzi pubblici come per l’au pair. È interessante ma non lo trovo giusto che non debbano darti qualcosa alla settimana. Mica siamo schiavi…. Dopo 5 ore a lavoro che fai? ok che ci vai per imparare la lingua ma vorrei andare a prendere una birra o frequentare una palestra o un corso di lingua. credo che almeno una volta la settimana voglia uscire chiunque. non credo sia tanto normale e giusto. Ecco perchè non mi convince

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