Vorrei il posto fisso ma non posso…

vorrei il posto fisso

“Il lavoro è un diritto,” sento dire spesso. E sino a questo punto siamo d’accordo. Però vorrei invitarti a non cadere nell’errore di confondere i sacro santi diritti dei lavoratori con il “diritto ad essere assunto,” che non esiste.

Il fatto che se uno ti assume poi deve rispettare la paga minima sindacale (anziché scrivere 1,000 Euro in busta paga e poi dartene solo 400), darti le vacanze che ti spettano (anziché farti lavorare ottanta ore a settimana pena il licenziamento), e garantirti condizioni di sicurezza che evitino gli incidenti sul lavoro, che purtroppo capitano ancora troppo spesso, sono diritti per cui ti invito a combattere, manifestare, scioperare.

Ma che uno debba assumere te piuttosto che un altro non sta scritto da nessuna parte. Perché dovrei assumerti? Perché hai una laurea? Se fosse nato nel 1981 anche mio nonno, che di mestiere faceva l’agricoltore, avrebbe una laurea. Perché sei nato in Italia? Hai idea di quanti disoccupati ci siano in Italia? Perché sei più qualificato di quell’altro? Beh, questo è tutto da dimostrare.

Faccio una precisazione perché poi sembra che sia uno stronzo senza cuore: i ragionamenti che sto per fare non sono rivolti agli operai padri di famiglia che perdono il lavoro e, vista la difficoltà di “riciclarsi” a quell’età, vivono un dramma sociale comparabile a pochi altri. No, loro – per quanto poco possa contare – hanno tutta la mia solidarietà.

Quest’articolo è piuttosto rivolto ai giovani della mia generazione che si sono arresi.

“La mia generazione ha perso,” scriveva Giorgio Gaber. Ecco, io credo che la mia può ancora vincere. A patto che si svegli.

In questo mondo ci sono due tipi di persone. Quelle che sono soddisfatte e quelle che invece non lo sono. Tra gli insoddisfatti, c’è chi protesta e chi decide di cambiare il proprio destino.

Quello che forse non ti hanno spiegato è che, chi decide di cambiare, spesso ci riesce.

Ne ho già discusso in passato. I nostalgici del posto fisso mi hanno rotto le balle. Il posto fisso è un’anomalia fordiana nata un secolo fa e destinata a morire presto. Il mondo del lavoro è in continuo mutamento e, a mio modo di vedere, la strada intrapresa va in direzione opposta da quella sperata dai nostalgici del comunismo e delle catene di montaggio. Ne ho già parlato ne La fine de lavoro quindi non mi dilungo.

E adesso puoi protestare, sbattere i pugni, votare Lega, maledire la casta o postare emoticon di indignazione su Facebook. Ma cambiando l’ordine delle cazzate il prodotto non cambia.

Intendiamoci, non teorizzo il liberismo sfrenato né sono contrario al “lavoro fisso.” A dirla tutta, sul più visitato dei miei siti, Sapore di Cina, c’è un bel motore di ricerca gratuito dedicato esclusivamente alla ricerca del lavoro. Quindi al massimo il “posto fisso” lo sto promuovendo.

Però non penso neanche di poter essere annoverato tra quelli che si lamentano o vedono la situazione attuale come un dramma. No grazie, non ho tempo. Sono occupato a inventarmi il lavoro.

Vorrei ma non posso

“Furio, il mio lavoro è una merda e tra l’altro ho paura che mi licenzino.”

“Eh, dai vita al tuo business, oggi giorno con internet ti bastano 100 Euro per partire.”

“Sì, ma non so da dove iniziare.”

“Sapevi nuotare prima di buttarti in piscina per la prima volta? Ecco, brava, neanch’io”

“Ok, mettiamo anche che sia possibile, ma io preferirei un posto fisso.”

“Eh, io invece preferirei avere tre mogli bisessuali che mi amino alla follia e girino nude in soggiorno ma sai com’è, a volte è bene ridimensionare le aspettative o si rischia di rimanere delusi.”

“Ok mi hai convinto! Da dove inizio? : )))”

Inizia da qui!

Dialogo socratico

Quello che hai appena letto non è dialogo inventato, bensì una discussione – con parole diverse ma con la stessa struttura e conclusione – che mi capita di avere sempre più spesso, sia con persone che conosco personalmente sia con chi mi scrive attraverso questo blog (di solito in privato, quando si tratta di temi scottanti quali la supposta mancanza di lavoro).

A questo punto puoi decidere di comportarti in tre maniere differenti:

1) Pensare che io sia pazzo o, peggio, auto compatirti come Tom Cruise in Cocktail quando scopre che il suo socio si è scopato la sua ragazza, convincerti che “non fa per me, resterò disoccupato perché non ho la mentalità adatta,” e continuare a lamentarti senza nemmeno provarci. Bene, divertiti su Facebook!

Dico sul serio, se non intendi provarci allora è meglio che anziché leggere questo blog continui a sfogliare i quotidiani italiani, dove si alimenta la sensazione di crisi perché è quello che vende meglio (dopo il gossip, il calciomercato, la cronaca nera e la neuro-politica interna).

Prendi i titoli di Repubblica di venerdì scorso (o di oggi, tanto fa lo stesso):

“Hollande-Gayet si amano da due anni.” Interessante, pensavo che i politici fossero fedeli alle proprie consorti.

“PSG vuol arrivare a Pogba, Hamsik piace allo United.” PSG, Paul te lo scordi!

“Delitto Garlasco: Stasi assolto dall’accusa di pedopornografia.” Vista la proliferazione di mitomani degli ultimi anni ormai tra Anna Maria Franzoni, Erica & Omar, Amanda Knox e quant’altro possiamo schierare una squadra di rugby.

“Grillo: al voto subito col proporzionale” Ok, hai rotto 3/4 di cazzo (questa purtroppo non è mia, l’ho vista sul profilo Skype di un amico).

Ma, tornando alla situazione economica, il titolo in evidenza è: “Mercato auto UE: nel 2013 calo dell’1,8%.”

E ‘sti cazzi, sarà ora che iniziamo ad andare in autobus o in bicicletta!

Dopo il girone infernale, andiamo ad analizzare il purgatorio:

2) C’è chi decide di muovere il culo ma pretende di poter risolvere tutti i tuoi dubbi prima di iniziare. E le tasse? E la partita IVA? E il sito? E il marketing? Torno alla metafora della piscina. Se speri di imparare a nuotare prima di buttarti in acqua stai fresco. E infatti chi si perde in analisi troppo dettagliate e non fa mai una mossa resta esattamente dov’è.

Però, c’è un però. Chi inizia a porsi questo genere di domande e a fare delle ricerche ha tutta la mia stima. Perché almeno ci prova. E avere una mentalità imprenditoriale non è certo facile. C’è chi ci è nato, e chi no.

No, l’ultima frase è una minchiata. Nessuno nasce imparato (come diciamo in Sardegna). C’è chi ha bazzicato un ambiente imprenditoriale sin dalla nascita, magari perché è nato nella Silicon Valley o perché è figlio di commercianti, e chi invece – come me – deve sputare sangue per cambiare mentalità, smettere di pensare che la soluzione sia il posto fisso invisibile e prendersi le proprie responsabilità.

Fai tutte le ricerche del caso, prenditi il tempo per pensare e districare la matassa dei tuoi dubbi interiori. Però poi fatti venire un’idea e metti in pratica quello che hai imparato!

3) I miei preferiti. C’è chi, perché stanco di stare in purgatorio, per spirito d’imitazione (magari perché ha tre amici imprenditori), o perché è nato così, si butta e fa partire un progetto: un e-commerce, una serie di e-book da vendere su Amazon.it o un servizio di traduzione inglese-italiano su oDesk. Si tratta di tre idee banali e che forse non ti renderanno ricco, però ti permetteranno di iniziare.

The limit is the sky!

E tu, a che punto sei? Ti stai ancora lamentando, sei passato in purgatorio o hai già guadagnato i tuoi primi Euro senza esserti fatto assumere da nessuno?

[Photo Credits: www.flickr.com/photos/pasukaru76/]

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Commenti

  1. Maria dice:

    Condivido in pieno tutto e aggiungo: anche se hai il “posto fisso” in una multinazionale americana (non importa in quale sede nel mondo) di fisso non c’e proprio nulla! Ho visto talmente tanti colleghi, di qualsiasi livello, essere licenziati dall’oggi al domani, con la differenza che qualcuno se ne lamenta ancora dopo anni, altri Hanno quasi subito trovato altro, anche di livello piu basso, si sono insomma dati da fare. Io il “posto fisso” per adesso ce l’ho in una di queste societa’, ma mi sento a rischio ogni giorno e se domani mi dicessero “this is your last day, we let you go finding new opportunities” (formula gentile per dirti “you’re fired”), non sarei ne stupita ne delusa, funziona cosi’ e basta.
    Giusto per finire in acidita’, mi ricordo anche di quanti ragazzi giovani venivano a fare i colloqui da noi (ero ancora in Italia in quei tempi) per un un posto da commerciale Junior, con Assunzione a tempo indeterminato, macchina, telefono, ecc con stipendio fisso+bonus, ma che prevedeva viaggi costanti in tutta l’Italia e sbattimenti annessi, e non erano interessati perche’ troppo faticoso!

    • Furio Fu dice:

      Ciao Maria,

      paradossalmente visti i tempi che corrono il “posto fisso” è più rischioso di un lavoro autonomo (a meno che non si lavori per lo stato, dove è più difficile che ti licenzino).

      • Maria dice:

        D’accordissimo! Infatti per questo bisogna non smettere mai di imparare e acquisire nuove competenze (da una lingua straniera a un corso di cucina).

  2. ciao Furio, non mi delludi mai!! adoro leggere i tuoi articoli, mi dai un sacco di fiducia nel futuro perchè il futuro vuole gente capace
    di trovare soluzioni….io la mia strada l’ho già fatta, (non sto a specificare da quanti anni sono nel mondo del lavoro..) ed ora mi trovo a dovermi reinventare: ciò che ho fatto fino ad ora non funziona più e non ho ancora voglia di smettere quindi penso a te, a voi che avete conosciuto solo questa realtà e trovo tanta intraprendenza e voglia di fare, la capacità di cambiare punto di vista e trovare in qualche modo la strada, che magari non sarà “fissa” ma sicuramente “ricca” (parlo di ricchezza personale, poi magari arriva anche quella monetaria!!!) quindi grazie per farmi sentire giovane, condivido pienamente il tuo punto di vista e avanti, con coraggio e un po di incoscienza!!!

    • Furio Fu dice:

      Ciao Ste,

      grazie per il messaggio. Non sono troppo d’accordo sull’ “incoscienza” nel senso, come ho scritto nella risposta a Maria, secondo me oggi giorno è più sicuro iniziare una propria attività piuttosto che sperare che l’impresa che ti ha assunto non decida di ridurre gli organici.

  3. Il posto fisso è comunque una realtà e quando te lo offrono è veramente difficile rifiutarlo, soprattutto se hai famiglia! Questo non vuol dire che si è rinunciato a costruire un’altra strada, o ai propri progetti… hai solo più tempo a disposizione per realizzarli! ^_^

  4. BENE BRAVO BIS!!!! ECCEZIONALE!!!!
    Ascoltate questo ragazzo!! Dice cose giuste almeno il 99% delle volte. CA$$O!!

    P.s. Sto ultimando un romanzo in Inglese che riguarda fantapolitici -o forse no- rapporti tra Italia e Cina. Spero ti interessi…
    :)

  5. Sebbene io ci provi, scrivo dipingo, faccio ritratti, ho un sito (anzi l’embrione in formazione di un sito), faccio corsi ….in tutta sincerità non rifiuterei mai un posto fisso, anzi, con tutti i pro e i contro è quello a cui ambisco! Ciò nonostante quello che ci tenevo a dire è che sono d’accordo con tutto ciò che dici… Ma non sul non lamentarsi. Si può tentare di crearsi un impiego e una vita ma lamentarsi in modo costruttivo… Non credo che sia corretto dire che il mondo del lavoro è in continua evoluzione, non per l’Italia dove di flessibile c’è solo appunto, il mondo del lavoro! Allora sempre giusto non arrendersi mai ma altrettanto giusto guardare con atteggiamento critico e capire che le cose non è cosi che dovrebbero andare! A fine di questa sviolinata, ti faccio i complimenti per il sito e per tutte le cose interessanti che ci scrivi :)

  6. valentino dice:

    Impantanato. Nel purgatorio.. :-)

  7. Mirach dice:

    Il diritto al lavoro e i diritti dei lavoratori sono due cose diverse.
    Il diritto al lavoro significa che tutti Noi abbiamo diritto ad un lavoro per poterci sostenere economicamente. E lo stato italiano dovrebbe in teoria come scritto nella nostra costituzione operare per rendere possibile questo.

  8. alice dice:

    Bell’articolo,veramente! :) bisogna buttarsi o si rischia di rimanere infangati e nn si riesce piu a uscirne!e soprattutto seguire con tenacia e fiducia in se stessi le proprie ambizioni!l’ostacolo non indifferente che riscontro é l’uscire dagli schemi di una mentalitá iperprotettiva ed eccessivamente calcolatrice dove il fallimento non é concesso.Ma il fallimento serve x migliorarsi e migliorare .Eliminare i se e i ma e agire e soprattutto il cambiamento deve venire da noi stessi e nn dagli altri perché lo stiamo facendo per mostra soddisfazione personale,per una nostra crescita e per sentirci realizzati interiormente.E sempre più spesso si necessita un sonoro (perdona l’espressione)”andate al diavolo” nei confronti di chi tenta in tutte le maniere di bloccare i tuoi progetti, non meno importante da eliminare sono le invidie. Da parte di chiunque,sia nel lavoro sia nel personale.

  9. Simona dice:

    Ciao! è la prima volta che scrivo in commento ad un’articolo, ma trovo il tema interessante così come tutti gli interventi successivi. La ricerca del lavoro ha caratterizzato i miei 40 anni di vita (escludendo l’età scolare ovviamente) ed è coincisa con la mia ricerca personale (chi sono? cosa voglio diventare? cosa mi piacerebbe fare?). Ne ho fatta di strada: ho iniziato ad affinare le mie competenze acquisirne di nuove, senza arrivare ad un risultato “consistente”. Mi sento un pò stanca, ecco tutto! Faccio fatica ad inventarmi nuovamente. Mi manca l’entusiasmo di credere in un progetto, mi manca un nuovo progetto in cui credere.
    Però mi è piaciuto lo spirito d’incoraggiamento che trasmettevi nel tuo articolo e ti ringrazio, mi è arrivato fortemente.

  10. Alice dice:

    Ciao Furio :)
    Ho scoperto il tuo sito perché cercando consigli per il CV ho trovato l’articolo sulla candidatura online, e devo dire che è molto interessante :)
    Io sto facendo un percorso formativo per una professione che credo sia la mia strada…. Dopo i vari tentativi che ho fatto fin ora.
    Sono da subito riuscita a collaborare con l’associazione che organizza i corsi, e non voglio assolutamente mollare questa occasione, che per ora è curriculum e poco altro. Infatti sto anche dando parecchia disponibilità, forse troppa, ma non mi interessa, voglio portare avanti questa strada.

    Però, visto che nel frattempo devo vivere (e pagare i corsi futuri) sto disperatamente cercando lavoro online…. Nonostante sia minimo una settimana che cerco per giornate intere (rallentando anche la collaborazione), sono ancora molto confusa su come fare… :(

    Pensa che pur non perdere più tempo in cose temporanee che non centrano nulla come ho dovuto fare fin ora, ho paura che mi chiamino per un lavoro a cui mi ero candidata a fine 2014, e nonostante il gran bisogno spero non mi chiamino in realtà….!!! T_T Sono pazza?!! :(

    Scusa il romanzo!! Complimenti ancora per gli articoli molto ben scritti e utili :)

    • Furio dice:

      Ciao,

      è una scelta difficile. Secondo me, sino a che non muori di fame fai bene a seguire la tua passione!

      F

  11. Ciao Furio ho scoperto per caso il tuo blog e non solo condivido quanto scrivi sintetizzabile in : finiamola di lamentarci e diamoci da fare.Se non sai fare una cosa inizia a farla e vedrai che migliorerai.
    Io non capendo un emerito kaiser di informatica, cms, seo e diavolerie strane,dopo aver speso 18 mesi della mia vita a studiare e studiare e studiare il mondo del web per creare qualcosa di mio, lentamente ci sono riuscito. Sono partito con un piccolo progetto da cinque mesi e ho notato che agendo tutte le mie insicurezze e paure pregresse( vedi iva, leggi e tutto cio’ che può ruotare attorno ad un’attività) sono sparite.
    Ciao e alla prossima.

Parla alla tua mente

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