Tutti i progetti di business in cui ho fallito (oggi mi sputtano)

fallimenti businessQuando, giovane e ingenuo, pensavo di diventare fotografo…

“La maggior parte della gente sopravvaluta quello che può fare in un anno e sottovaluta quello che può realizzare in dieci anni,” Bill Gates, Fondatore di Microsoft.

Sei pronto a fallire?

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti, imprenditori senza paura che sono arrivati al successo con mosse degne del miglior Bobby Fischer, il mio scacchista preferito. Steve Jobs, Bill Gates, Larry Page & Sergey Brin (i fondatori di Google) o, tanto per restare sulla terra ferma, i cinquanta e più esempi citati da Chris Guillebeau nel suo ottimo libro “The $100 StartUp.”

Tali storie mi hanno aiutato ad avere più fiducia in me, a crederci, a lasciare il mio posto di lavoro *sicuro* e nuotare da solo nell’oceano impetuoso.

Ma quella che mi ha aiutato più di tutte è stata la storia di un perfetto sconosciuto che oggi guadagna “solo” duemila Euro al mese. Ma lo fa da libero professionista. Senza un capo. E lavorando da dove vuole (al momento si trova a Bali, Indonesia).

“Errare humanum est, sed perseverare diabolicum,” Lucius Annaeus Seneca.

La parte interessante della storia non è tanto come sia arrivato al “successo,” ma quante volte abbia fallito prima di avere ragione. Senza mai mollare. Ripartendo sempre da zero ma con un bagaglio di esperienza sempre maggiore. Cosciente dei suoi sbagli e determinato a non ripeterli.

Perché quello che le copertine patinate dei Bizness Magazines non ci raccontano è che la maggior parte degli imprenditori di successo (titolo che, sia chiaro, personalmente ancora non mi appartiene) è andata incontro a fallimenti spettacolari prima di riuscire.

Ma sono i vincitori a re-interpretare la storia a proprio piacimento. E il loro è l’unico carro su cui i giornalisti siano disposti a salire. A costo di distorcerla la storia, ignorare i fallimenti, evidenziare solo i successi.

Quest’articolo è dedicato a te che ancora non hai trovato la tua strada, a te che sei disoccupato, a te che hai fallito e non ti sei ancora rialzato. Spero possa servirti quanto la storia dell’anonimo imprenditore di cui ti ho parlato è servita a me.

I miei fallimenti durante l’ultimo anno

Alcuni di questi progetti li considero come fallimenti totali. Su altri, invece, mi sono dato cinque anni di tempo.

Un’ultima cosa prima di iniziare. Se il tuo problema non è tanto il fallire ma piuttosto il non saper da dove iniziare allora ti invito a leggere prima questo articolo: Come creare un bizness di successo nella nicchia giusta per te.

Diventare uno romanziere di professione

Quando ho iniziato a scrivere, quasi per caso, mi sono subito buttato sul genere che mi piace di più, che poi è anche il più difficile: il romanzo. E devo dire che ho anche buttato giù una bozza interessante. Ma per fortuna il primo ed unico editore cui l’ho inviato mi ha tagliato le gambe. Aveva ragione. Lo stile era acerbo, la trama da sviluppare. Ha potenzialità ma va migliorato. O meglio, va rivisto da capo.

La cosa divertente è che nessuno si sognerebbe mai di diventare un musicista professionista senza saper neanche due accordi di chitarra perché, nel campo della musica, ci è facile valutare i nostri limiti. Del resto non abbiamo mai suonato…

Con la scrittura è diverso. Tutti tra elementari e medie abbiamo scritto una quantità orripilante di “temi.” E buona parte di noi si diletta tuttora a scrivere e-mail e minchiate senza senso su Facebook. Quindi pensiamo tutti – o quasi – di essere degli scrittori in erba.

“Perché a vent’anni è tutto ancora intero, perché a vent’anni è tutto chi lo sa, a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età,” Francesco Guccini, Maestro di Vita.

Non ti sto facendo una critica. Anzi sì, ma la sto facendo prima di tutto a me stesso. Vuoi scrivere? Bene, sappi che hai tutto il mio appoggio. Inizia da qui. Ma non metterti in testa di pubblicare un best seller entro un anno.

Creare un’agenzia di viaggi a basso costo

Non puoi permetterti di pagare 1,500 Euro per un pacchetto “tutto compreso” con un’agenzia di viaggi ma hai comunque bisogno di aiuto per visitare la Cina? Non c’è problema, ci pensiamo noi. Per la modica somma di 100 Euro ti troviamo il volo più economico, ti aiutiamo a costruire il tuo itinerario di viaggio e ti inviamo il nostro e-Book “Viaggio in Cina.”

Quest’idea è venuta fuori in un ristorante xinjianese di Shanghai, su per giù dopo aver ordinato la quindicesima birra nera. Tre italiani rampanti e un po’ stempiati disposti, per un sovrapprezzo di 35 Euro, anche a venire a prenderti all’aeroporto internazionale di Pudong, Shanghai.

“E’ una proposta che non pothhhrai rifiutare,” Don Vito Corleone, in arte Il Padrino.

Abbiamo portato avanti il progetto per circa tre settimane, era già tutto predisposto. L’indice dell’e-Book (più vari capitoli già completati), il nome del sito, i motori di ricerca per i viaggi e gli hotel, l’account Skype da cui dispensare consigli e orpelli vari. Non se n’è fatto niente semplicemente perché – sempre al ristorante xinjianese e sempre dopo la quindicesima birra, ci siamo resi conto che si trattava di una minchiata.

No dico, ma tu viaggiatore indipendente saresti disposto a pagare 135 Euro cash per qualche indicazione su come acquistare un biglietto aereo, un itinerario che ti puoi costruire benissimo da solo e un sardo rompicoglioni che viene a prenderti in aeroporto e poi ti accompagna in centro con la metro?

Se mi facessi una proposta del genere io ti manderei affanculo. Ecco. L’ho detto.

Diventare un webdesigner freelancer

Quest’idea brillante mi è venuta in mente perché volevo un lavoro indipendente dalla mia posizione geografica. Nonostante abbia addirittura costruito un sito che mi è costato ben tre settimane di lavoro (a Febbraio 2013, quando mi trovavo a Bangkok) e abbia realizzato qualche sito web per conto terzi, di cui due gratis per farmi “pubblicità” che non è mai arrivata, l’idea non ha funzionato perché non sono portato per fare il freelancer.

Per carità, c’è tanta gente che fa bei soldini con il webdesing. Il mio problema?

Se fai il freelancer non hai più un capo. Ne hai centinaia, e il loro nome corrisponde a quello dei tuoi clienti. Io mi rifiuto di trattare con gente che pensa di potermi pagare tre Euro all’ora. No bello se vuoi un sito lo devi p-a-g-a-r-e. Un altro problema insormontabile è stato il fatto che la maggior parte dei clienti voleva parlare con me faccia a faccia.

Mi fa: “Ma quando torni in Sardegna? Così mi fai il sito!” E io:

“Mica devo essere là per farti il sito, ecco dieci esempi, quale ti piace? Partiamo da lì e poi lo personalizziamo.”

“Ma no, vedi, è che il mio progetto è speciale, devo spiegarti, senti ma quando torni in Sardegna?”

“Ma vaffanculo và.”

Dopo varie discussioni di questo tipo il progetto è andato in letargo. Forse per sempre.

Creare un sito di viaggi sulla Sardegna

L’idea: creare un sito dedicato alla Sardegna, ma non un sito di notizie o attualità come ce ne sono tanti. No, io volevo girare per le spiagge, visitare gli hotel, i ristoranti, le sagre paesane. E poi condividere sul sito le mie esperienze sotto forma di recensioni.

“Perfetto, volevi fare i soldi con le pubblicità,” starai pensando.

Ma neanche per il cazzo. Le pubblicità non rendono più da un pezzo. No, il mio piano diabolico era quello di contattare gli hotel e i ristoranti che avevo recensito e proporgli l’affare seguente: per i primi sei mesi la recensione è gratis. Poi, se vuoi che mantenga il link al sito web della tua attività fanno 10 Euro al mese. In anticipo e tramite PayPal. Grazie.

Credevo così tanto nel progetto che avevo anche comprato il dominio, SoloSardegna.it. In effetti l’acquisto del dominio è stato un colpo gobbo. Mi piace così tanto che continuerò a pagare i miei bei 10 Euro all’anno e non lo venderò mai. Lo erediterà il mio primogenito. Ma solo se è un maschietto (no, scherzo, anche se è una femminuccia hehe).

L’idea non è andata in porto perché non abito in Sardegna da quasi dieci anni. Che cosa volete che ne sappia io degli hotel di Alghero? Non mi ricordo neanche come si chiama il campeggio vicino al Nurapolis! E dov’era il Why Not? A Terralba? O a Uras? Boh!

Mi sembra comunque un’idea interessante, tra l’altro adattabile a tutte le provincie italiane, sopratutto le più turistiche. Prima che ti precipiti a comprare SoloBasilicata.it okkio che un sito del genere inizierà a fare soldi solo dopo due anni di duro lavoro, quando cioè avrai traffico e credibilità.

Comunque l’idea mi sembra talmente buona che, visto il successo di Sapore di Cina, sto pensando di “riciclarla” con i ristoranti e gli hotel cinesi. Magari puntando sulle attività gestite da espatriati ché non ho voglia di combattere con i cinesi. Quelli al massimo mi danno un piatto di ravioli, altro che 10 Euro.

Diventare un fotografo professionista

Dulcis in fundo.

Questa è la più divertente perché è anche la più improbabile.

Dopo aver letto la storia di un fotografo italiano che guadagnava 5,000 Euro al mese girando per il mondo e vendendo le sue foto a basi di dati quali iStockPhotos anch’io decisi, nonostante la mia conoscenza del tutto amatoriale della fotografia, di diventare un fotografo da “stock.”

Nota bene che tali siti fanno una marea di soldi perché quando ti serve una foto sotto licenza (da utilizzare, ad esempio, sul tuo sito web) è li che devi andare. Giusto per restare in casa mia, noi paghiamo 1.5 Euro per ogni foto presente sul blog di Cina Importazioni. Tali foto sono vendute sotto licenza quindi non andiamo incontro a nessuna infrazione di copyright.

Mi serve la foto di un container? Benissimo, vado sulla base di dati (iStockPhoto, DepositPhotos, etc), digito la parola chiave “container” e mi appaiano 1,283 foto professionali di container. Scelgo la foto che mi paice di più, clicco su “scarica” e ottengo la foto. Il credito mi viene scalato dai 50 Euro che ho versato al momento dell’inscrizione. Tempo dell’operazione? Dai due ai tre minuti. Non fa una piega.

I soldi della mia foto andranno divisi tra i gestori del sito di stock photos e il fotografo che ha scattato la foto. Dove sta l’inghippo? Primo. I siti migliori – quelli dove puoi fare davvero i soldini, – accettano solo foto molto ma molto ben fatte. Secondo. E’ una questione di numeri. Per viverci deve farti accettare tantissime foto sul sito. Terzo. La concorrenza è spietata, chi va i soldi ha iniziato nel 2007. Quarto. Dovrai rassegnarti a scattare foto di oggetti e persone in tenuta da lavoro (dovrai pagare dei modelli). Il motivo è che sono i siti e i magazine aziendali a comprare questo tipo di foto. Quindi è inutile che proponi foto “da strada” (le uniche che mi piace scattare) o del tuo gatto.

Ho fallito miseramente perché non ho la pazienza di studiare fotografia a livello professionale per poi scattare foto a un container. Scrivere sì. Sono pronto a dieci anni di sacrifici. Fotografare? No way.

Ah, dimenticavo. Ero così convinto che questo progetto sarebbe andato in porto che ho investito 300 Euro in un corso di fotografia e ho aperto ben due siti dedicati alla fotografia. Il corso l’ho mollato dopo due mesi perché mi ero rotto le balle. I siti anche perché non ci andava nessuno.

Quanto mi sono costati tutti questi fallimenti?

Pochi soldi (a parte il corso di fotografia) e tanto, tantissimo tempo. Ti ho infatti svelato solo i progetti su cui ho investito più tempo e almeno qualche soldo, ma ce ne sono almeno altri venti sui quali ho fatto delle ricerche preliminari senza poi comprare un dominio web, scrivere la bozza di un e-book o iscrivermi a un corso.

Da quando ho smesso di iniziare un nuovo progetto ogni due settimane le cose hanno però iniziato a girare per il verso giusto. E’ partito Cina Importazioni e Sapore di Cina si è trasformato da un semplice blog personale in uno dei siti di riferimento per chi vuole viaggiare o lavorare in Cina.

Sì, lo so che l’ho sparata grossa. Ma i fatti parlano da sé e io lascio le false modestie a chi non vuole metterci la faccia.

Il modello di business di Non Voglio Lavorare

Mi dispiace deluderti ma non esiste. NVL nel primo anno di vita ha guadagnato la bellezza di 80 Euro perché qualche anima buona ogni tanto acquista uno dei libri che consiglio su Amazon.it (che mi paga il 10% del ricavato come premio per avergli inviato il cliente). Se ad esempio clicchi sul secondo link di quest’articolo e acquisti “The $100 StartUp” mi fai guadagnare la bellezza di 1.5 Euro (da cui dovrò sottrarre le tasse). Se te lo stai chiedendo, per te il prezzo del libro è lo stesso.

Gli 80 Euro che ho guadagnato non sono neppure sufficienti per pagare il dominio internet, il design e l’affitto del server che ospita il sito.

Ma NVL non è un fallimento. Non è nato per fare soldi.

NVL è il mio grido di battaglia.

Di cosa mi pento?

Di nulla.

Sono partito da zero, senza sapere niente di business, marketing o webdesign. E, particolare molto più importante, senza avere la benché minima mentalità da imprenditore. Nessuno, a casa mia, aveva mai avviato un’attività commerciale. Nessuno aveva mai neanche considerato l’ipotesi. Neanch’io.

Non sono neanche stato spinto dalla necessità. Non ho mai avuto fame e non so cosa significhi la parola disoccupazione. Ho firmato il mio primo contratto di lavoro tre giorni prima di laurearmi.

Non è stata tutta fortuna ma in ogni caso il destino è stato troppo buono come. La mia famiglia è un gioiello. A 24 anni avevo la carriera già segnata. Una vita da piccolo borghese assicurata.

La “pacchia” è durata trent’anni. Pure troppo.

Ecco perché ho deciso di sparigliare. Ripartire. Nell’ultimo anno ho commesso tanti errori, perso tanto tempo, fallito tante volte. Sbaglierò ancora. Perderò altro tempo. Fallirò di nuovo. Forse ci vorranno altri sette anni per realizzare i miei progetti. E se sarò costretto a dare ripetizioni di matematica per mantenermi nel frattempo lo farò a testa alta.

Perché una cosa è sicura. Non avrò rimpianti. Mai.

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Commenti

  1. Ahahah in questo articolo mi ci ritrovo molto. Anche se ormai credo di avere capito cosa voglio fare nella vita. Ho avuto una dittae di organizzazione eventi….. con mia sorellla. ma in Sardegna non era possibile e pensabile guadagnare facendo un lavoro che la maggior parte delle persone considera un divertimento solo perchè lo fai con passione e lo fai per far divertire gli altri..
    Poi ho avuto la ditta di foto e video sempre con mia sorella ma vuoi la zona povera (oristanese), vuoi la crisi, vuoi la concorrenza, vuoi la scarsa capacità imprenditoriali “a momenti poco perseverante”, vuoi le tasse, alla fine abbiamo chiuso tra i debiti e ancora ci lecchiamo le ferite con terrore al pensiero di quel periodo e al pensiero di una partita iva.
    Dopo qualche anno di pausa diciamo pure di pseudodepressione postfallimento, ho iniziato per caso a fare plastilina e ho capito quasi subito che è questo che voglio fare nella vita. Alla veneranda età di 36 anni, ma sapevo che non c’è età per capire la propria strada. Da almeno 3 anni ci investo tempo e i soldi per i materiali e ogni tanto faccio qualche laboratorio per bambini e qualche corso per adulti, ma ancora troppo pochi per dire che sto guadagnando da questo lavoro…
    La mia intenzione ora è diventare illustratrice di libri per bambini. Potrà sembrare banale (oltre che difficile perchè il mercato è saturo) ma io non disegno, io creo personaggi tridimensionali di plastilina e siamo in pochi a farlo. Questa quasi esclusività mi fa ben sperare.
    E poi qualche settimana fa ho ricevuto una mail da una casa editrice interessata ai miei lavori che mi ha inorgoglito non poco. Sono sulla strada giusta. Ovviamente non ti racconto i miei (mille) fallimenti perchè questo non è il mio blog e perchè ci vorrebbe un sito apposta ahahah. Perdonami se mi sono dilungata ma mi hai ispirato il commentone.
    Ciao Ivan

  2. furio dice:

    Ciao cara,

    grazie per aver condiviso la tua storia (che io conoscevo già perché ne avevamo discusso via chat mentre mi trovavo in un hotel a Bangkok haha).

    Penso che, a parte chi si è già ritrovato un’impresa avviata in case, siano in pochi quelli che non hanno mai fallito. Anzi, se non ricordo male il 90% delle imprese chiude entro i primi tre anni.

    Per quanto riguarda il tuo progetto attuale, che conosco perché vedo le foto su Facebook, sembra anche a me che sei sulla strada giusta perché si tratta di un progetto originale e, sopratutto, di qualità.

    La mia vicina di casa qui a Chiang Mai si guadagna da vivere scrivendo e-book per bambini che poi vende su Amazon. Capisco che tu non voglia scrivere ma piuttosto illustrare.

    Magari potresti trovarti un partner scrittore (anche contattando chi si occupa già di libri per bambini) e proporgli una collaborazione. Lui scrive, tu illustri e poi pubblicate i libri a nome di tutti e due.

    Buona fortuna : )

  3. Sì, io scrivo. dopo il primo anno di plastilina, è nata la prima fiaba. ora sono alla quarta e quando le scrivo penso ai miei animali che esistono giò, visto che ho affrontato le tematiche solite: fattoria, giungla, bosco e mare. Ho anche scritto filastrocche in italiano e in sardo. Sono in attesa che l’editore, sardo, si sblocchi. Visto che ad aprile mi ha detto che mi avrebbe pubblicato una fiaba in sardo, scritta in italiano da me e tradotta da loro. Peccato che non sappia ancora se pubblicherà quella della fattoria o del bosco e quindi non posso preparare le illustrazioni a vuoto, visto che comunque saranno un costo, le faccio fotografare in studio questa volta. Avevo condsiderato il fatto dell’e-book ma non ho approfondito. Posso chiederti qualche consiglio?

    • furio dice:

      OK, allora non hai bisogno di un partner. Sì chiedimi pure via e-mail. Ti preannuncio che neanch’io sono un esperto però ho iniziato a informarmi perché nel 2014 vogliamo pubblicare 2 e-Book.

      In generale pubblicare con un editore è più prestigioso mentre con gli e-Book si fanno molti più soldi perché mentre l’editore ti darà solo il 10% con gli e-Book la percentuale sale al 70%.

      Personalmente preferisco puntare sugli e-Book per temi più pratici e su un editore “tradizionale” per un eventuale progetto artistico, ovvero un romanzo nel mio caso.

      Dipende molto dagli obiettivi.

  4. ok, all’email del blog? o quale?

  5. Luca dice:

    Quello che hai raccontato, mi fa sperare che prima o poi anche io avrò la forza o la necessita’ di dover intraprendere un lavoro veramente autonomo.
    Attualmente sono 28 anni che faccio un lavoro con rapporto subordinato anche se da 10 anni sono in società con la proprieta’, ma diciamo che sono saturo sia dei clienti che dei soci, spero di riuscire a maturare questa decisione, il vincolo e’ come sempre l’aspetto economico.
    Ti leggo sempre con molto interesse, riesco a cogliere nei tuoi racconti spunti di riflessione che mi fanno mettere in discussione.

    • furio dice:

      Una cosa che ho imparato è che non esiste mai il “momento perfetto” per cambiare. Inoltre mi piace questo proverbio cinese:

      “Il momento migliore per piantare un albero era dieci anni fa. Il secondo momento migliore è adesso” ; )

  6. aleguara87 dice:

    Leggo con interesse i tuoi articoli, mi fanno sperare e mi danno coraggio, in questa fase della mia vita dove nulla è certo e che la voglia di intraprendere un lavoro autonomo viene snobbata dalla situazione economica che stiamo vivendo in italia!

  7. furio dice:

    : )

  8. Marco dice:

    A me l’idea dell’agenzia viaggi a basso costo non sembra male… cioè in un Paese “facile” da visitare ovviamente non funzionerebbe, ma in uno dove bisogna districarsi parecchio sì – immagino che se lo offrissi in Yemen la gente sarebbe disposta a pagare. La Cina in effetti si trova un po’ in mezzo. Chissà.

  9. Marco dice:

    Sono sempre io, che poco fa ragionavo sull’idea dell’agenzia viaggi.
    Finito ora di leggere il tuo post… che dire, mi ci ritrovo per un buon 90%… dal libro di Guillebeau alla prova stock fotografico, c’è solo da spostare i soldi spesi x il corso, che io ho investito in un corso di scrittura online, mai finito…
    Che dire… se come credo verrò presto a vivere in Cina – essere fidanzato con una cinese rende la cosa molto molto probabile – e magari proprio a Shanghai (vivi ancora lì, giusto?), farei volentieri quattro chiacchiere davanti a una birra nera.
    Complimenti per i tuoi siti, li terrò d’occhio.
    Buona fortuna e buona Cina!

    • furio dice:

      Ciao Marco,

      no, sono in Thailandia al momento. In Yemen vacci tu a vivere : P

      • Marco dice:

        In Thailandia a tempo indeterminato? Guarda che lo Yemen a parte la sicurezza è un posto molto affascinante… :) http://www.wanderingearl.com/why-i-travel-to-yemen-for-my-vacation/

        • furio dice:

          Naaa, lo Yemen lo lascio ai malati di avventura.

          Io preferisco la vita: voglio potermi muovere liberamente e poter parlare con le ragazze che mi passano davanti senza rischiare che mi taglino una mano haha

          Sulla Thailandia, tempo indeterminato è una parola grossa hehe

          Vorrei rientrare qualche mese in Italia ché manco da tanto, poi si vedrà.

          La Cina mi ha un po’ rotto, troppi problemi con i visti, l’inquinamento etc. Se t’interessa il tema ne ho parlato su Saporedicina.com (l’articolo mi sembra si chiami “Cosa mi mancherà della Cina”)

          Mi attirano molto Taiwan e Hong Kong.

          • Marco dice:

            Ora me lo leggo. Mi ricorda quando lasciai Berlino e scrissi in un vecchio blog “Cosa mi mancherà di Berlino”. Ma è un peccato che lasci la Cina…hai vissuto sempre a Shanghai o in altre città?
            Hong Kong ispira anche me ma ho letto che è 1) molto cara; 2) con un mercato del lavoro abbastanza saturo; 3) beh, c’è il discorso del cantonese… Ti risulta? Di Taiwan so poco…

          • furio dice:

            Ho vissuto a pechino, hangzhou e shanghai.

            Hong Kong è cara solo per quanto riguarda gli affitti, diciamo che devi metterer in conto almeno 500 euro al mese, per il resto assomiglia a Shanghai.

            Il mercato del lavoro non m’interessa in quanto lavoro in proprio (e su internet, vedi http://cinaimportazioni.it)

            Sì, il cantonese è la lingua principale però i caratteri sono quelli cinesi (anche se tradizionali) e l’inglese è molto più diffuso.

            Taiwan è un’isola tropicale colma di donne bellissime dove si parla cinese. Inoltre è meno inquinata è più “civilizzata” della Cina. Diciamo che ha diversi requisiti che mi attirano ; )

  10. Marco dice:

    Interessante… beh allora sì, sia Hong Kong sia Taiwan potrebbero essere due buone opzioni… ti sei trovato bene ad Hangzhou? se ne parla molto ora come un buona meta per chi va a cercar fortuna in Cina e vuole evitare Pechino e Shanghai per risparmiare… io ci sono stato qualche giorno in vacanza, ho dei bei ricordi ma non mi era sembrata troppo dinamica…

  11. Marta dice:

    oh no! quando ho letto dell’agenzia viaggi ho detto: ma e’ perfetto! proprio quello che cercavo!!
    Al momento sto lavorando e vivendo a Dalian e per le vacanze di ottobre vorrei andare a kunming e lanciarmi nel tour: kunming-dali-lijiang-shangrila ma la mia psd card non funziona online e sto impazzendo per prenotare il tutto e verificare la fattibilita’ di andare da una citta’ all’altra dato che i biglietti dei treni sono gia’ finiti! te li avrei pagati eccome quei 100 euro!!

    • Furio dice:

      Sì ok, per qualcuno andrebbe anche bene; ma fare quel lavoro là (ricerche personalizzate, prenotazioni etc) per 100 Euro significa ridursi in schiavitù ; )

      Comunque su Saporedicina.com trovi a) un articolo sullo Yunnan con tutti i miei ostelli preferiti b) una serie di 9 articoli sul mio viaggio in Yunnan/Sichuan/Guanxi (la prima parte copre il tuo itinerario sino a Lijiang, poi io sono andato al Lago Lugu)

  12. Hai un blog proprio carino :)

Parla alla tua mente

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