Svedesi a Patong. E ‘sti cazzi.

svedesi a patongPatong Beach, Phuket, Thailand

Rimini Rimini

Qualche mese fa sono finito a Patong, Phuket. La spiaggia di Patong sembra Rimini. L’unica differenza è che, anziché la polpa di cocco, ti vendono la birra Singha.

Adesso, ammetto di essere andato a Rimini una sola volta in vita mia, e per di più nel ’93. Quindi non sono sicuro che a Rimini ti vendano il cocco. Però a Is Arutas, Sardegna, sì. Quindi, per osmosi, anche a Rimini.

Non fa una piega.

La svedese con il tatuaggio del drago

Ma torniamo a noi. Tre del pomeriggio. Sono lì che, ormai completamente ustionato (e ubriaco), sorseggio la mia Singha number twelve insieme al mio caro amico Zezza, quand’ecco che si avvicina una svedese assurdamente bona che appoggia un braccio all’ombrellone, sorride, e fa:

“Hi guys, do you like party?”

“Sometimes.” Sorrido.

“Ok cool, perché stasera c’è una festa fighissima a due passi da qui, vi andrebbe di venire?” Insiste.

“Hmmm dovremo vederci con qualche amico ma forse si può fare.”

Faccio il prezioso. Se c’è una cosa che ho imparato sulle ragazze e che se si accorgono che sei troppo interessato troppo presto, allora sarai classificato sfigato a vita. Le ragazze sono come i gatti. Escluse quelle che aderiscono alla nuova moda di non rasarsi le gambe, che sono più pelose dei gatti.

In ogni caso, la svedese continua imperterrita:

“Come’on guys, you MUST come to this party!” Dai ragazzi, dovete assolutamente venire alla festa!

Autocritica

Rido di me. Per un momento ho pensato che fosse genuinamente interessata a parlare con noi. Decido di metterla alla prova:

“Ok, arriviamo alle 11. Dov’è?”

“E’ in spiaggia, fanno 1,000 Bath a testa.” Circa 25 Euro. Neanche al Tiger, il locale più figo di Patong, ti fanno pagare tanto. Figurati pagare una cifra simile per una festa del menga dove, probabilmente, non ci sarà l’ombra di una svedese. Solo una sfilza di idioti raccattati sotto un ombrellone e qualche puttana fallita che non è riuscita ad entrare al Tiger.

“Funziona?” le dico.

“Funziona cosa?”

“La tua tattica.”

“Che tattica?”

“Convincere la gente ad andare a una festa e, dopo che accettano, informarli del fatto che dovranno pagare una cifra assurda.”

Lei fa un sorriso di circostanza e se ne va.

Le armi della persuasione: Impegno e coerenza

Qualche anno fa, giovane e ingenuo, mi sarei fatto sicuramente fottere dalla svedese (e purtroppo solo in senso metaforico).

Ecco come funziona: Quando una persona prende un impegno, come ad esempio andare a una festa, ci sono molte più possibilità che lo rispetti. La ragione è che, tutti, tendiamo a voler preservare un’immagine coerente di noi stessi.

Supponiamo che la ragazza fosse arrivata e ci avesse detto:

“Salve ragazzi, stasera c’è una festa in un locale qua vicino, il biglietto costa 1,000 Bath. Siete interessati?”

Gli avremo detto subito di no, così come il resto della spiaggia. Ma lei, non so se perché istruita a dovere dal suo capo o per talento naturale, è molto più subdola: ti spinge a dichiarare di adorare i party (madornale cazzata, ma chi direbbe di no a una ragazza del genere?) e, non contenta, insiste perché tu ti comprometta ad andare alla festa.

Solo a quel punto ti informa che il biglietto per la “festa in spiaggia” costa quanto quello per la finale dei Mondiali. E tu, che non vuoi fare la figura dello spilorcio – dopotutto hai appena detto che adori i party e che andrai a quello di stanotte – tiri fuori il portafoglio, paghi, e solo dopo bestemmi.

Come difendersi?

Chi utilizza queste tattiche da venditore – perché pensi che i venditori d’auto alzino sempre il prezzo all’ultimo istante, dopo che tu hai già detto di voler acquistare la macchina? – non merita nessun rispetto.

Io, da qualche anno a questa parte, ho deciso di comportarmi esattamente come ho fatto con la svedese. E tu?

p.s. Se hai trovato quest’articolo interessante ti consiglio Sulla ragazza birmana e la carenza di risorse, dove parlo di un’altra arma di persuasione.

[Photo Credits (Flickr Commons): www.flickr.com/photos/sukanto_debnath/]

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Commenti

  1. Ecco, ho scritto un articolo sull’equivoco del principio di coerenza di Cialdini:
    http://www.psicoperformance.com/equivoco-principio-di-coerenza-cialdini/
    grazie per l’ispirazione :-)

  2. elvira dice:

    Sei un grande Furio…ti ho scoperto per caso cazzeggiando nel web… mi piace il tuo modo di scrivere, ironico, graffiante, diretto, divertente e vero… sembra di ascoltare un piacevole amico… dal quale trarre insegnamenti e consigli preziosi sulle cose della vita… in effetti di specchietti per le allodole è pieno il mondo… grazie sono molto contenta di leggerti…:-)

  3. Maria dice:

    Ti adoro! Scrivi di più,please!!
    Ps: grazie x la segnalazione del libro

  4. L'orangotango dice:

    Ovvio che non mi faccio fregare, mai fatto! Anzi se è una pure bbona ci sto più attento perché so che c’è qualche trucco. Forse avrebbe più possibilità una brutta che mi dice le cose chiaramente secondo me…

  5. Ma come mai non conoscevo questo sito, una vera perla. Intravedo possibili risvolti futuri

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