Sulla ragazza birmana e la carenza di risorse

birmaniaBirmania!

Incontro

“Hi, ma io ti conosco! Furio, right?”

Alzo gli occhi dal libro che sto leggendo, “Le Armi della Persuasione” di Robert Cialdini, e mi ritrovo davanti una bellezza senza tempo che sorseggia tè al gelsomino al tavolo di fianco.

Capelli corvini all’altezza del sedere, collo affusolato come solo le donne che abitano queste longitudini, occhi grandi solcati da rughe di espressione appena accennate che mi portano a pensare abbia passato i trent’anni e un monile d’argento a proteggere il torace baciato dal sole di un pomeriggio di Chiang Mai.

Chiaro che ci conosciamo, ho voglia di dirle, tu sei quella gran figa che lavora alla scrivania del palazzo di vetro che c’è all’intersezione tra la Soi 15 e la Soi 12. Sono due mesi che voglio parlarti ma c’è sempre quella vetrata spessa 10 cm a ostacolarmi. E poi non alzi mai la testa dal pc, perché mi torturi mon amour?

“Hi, how are you doing?” Dico invece. Sono stupito, non ricordo di averle mai parlato. Però lei conosce il mio nome. Si tratta di un fatto incontestabile. E non penso che questa bella ragazza nata nel triangolo d’oro sia tra le lettrici di questo blog…

“Ohhhh, non ti ricordi di me? Hahaha,” rivelando una risata sguaiata che stona con il suo portamento degno della regina della sacra foresta di giada e cobalto.

“Well… so che lavori nell’ufficio laggiù,” temporeggio in cerca di una spiegazione plausibile mentre indico una direzione imprecisata.

“Davvero non ti ricordi? Ci siamo visti sabato scorso al Yellow Bar.”

“Ahhhhh sì sì adesso mi ricordo,” mento senza ritegno.

“Hahaha,” lei esplode in un’altra risata sopra le righe prima di continuare con la ricostruzione della serata:

“Abbiamo parlato per due minuti, poi è arrivata la tua ragazza e sei andato via con lei.”

Precisazione: no mamma, non mi sono fidanzato; trattavasi di ricca turista di Bangkok rimorchiata davanti al kebabbaro e, se può aiutare a ricostruire l’atmosfera, al suono di “Danza Kuduro.”

“Hehe sorry for that.”

“Hahahaha no problem, anyway, è stato bello rivederti, devo tornare a lavoro adesso… Hope to see you soon, Byeeeee,” e se ne va.

Dubbi

Più ripenso alla storia che ti ho appena raccontato, più mi ritrovo affascinato dall’illogicità della mente umana. O per lo meno dalla totale mancanza di logica messa in mostra, ancora una volta, dalla mia, di mente.

Uno. Come ho fatto a dimenticarmi di una ragazza così? Due. Perché non le ho chiesto il numero di telefono? Tre. E sopratutto, perché non ho voglia di prendermi a calci nel culo per non averle chiesto il numero di telefono?

Coincidenze

Lo so che non pubblico dal 18 dicembre ma, vista la mia perenne mancanza di tempo di questo periodo, non avevo in programma nessun articolo di fine anno per NVL. Invece sono qui, alle 11:27 di domenica notte, a partorire ‘sta roba qua.

Quello che mi spinge a scrivere questa storia oggi stesso è il libro che stavo leggendo quando mi ha interrotto la ragazza che, per la cronaca, è birmana e si chiama… no, non lo so come si chiama.

Le Armi della Persuasione” è un saggio scritto da un ricercatore a mio avviso geniale, Robert Cialdini, che ha passato la vita a studiare il comportamento umano e, in particolare, come e perché si finisce per dire di sì.

Quali sono queste “armi”? E’ presto detto: Reciprocità, Impegno e Coerenza, Riprova Sociale, Autorità, Simpatia e Scarsità o, come l’ho chiamata nel titolo di questo articolo visto che la parola “Scarsità” mi suona male, “Carenza di risorse.”

Cialdini è un folle perché per studiare i meccanismi della persuasione ha fatto di tutto, compreso vendere aspira polveri porta a porta e macchine usate.

E la risposta ai miei dubbi arriva dritta dalle pagine del libro che ho appena citato e che stavo leggendo quando è arrivata Miss Birmania.

Carenza di risorse

Hai mai lasciato una ragazza e poi, quando lei si è trovata un altro, ti sei pentito? Ecco, benvenuto nel club. Se ti può consolare, tale pentimento non è reale; è dettato dalla nostra reazione intrinseca alla “carenza di risorse.”

Sinché la ragazza stava da sola tu potevi continuare a convincerti che “L’ho lasciata io, la riprendo quando voglio.” Ma, dopo che lei si è trovata un altro, la situazione cambia radicalmente. Adesso non è più “libera,” non puoi più riprendertela “quando vuoi.”

Avviso per tutte le femministe rompiballe: no, questa non è discriminazione sessuale, il discorso vale anche per le feminucce che lasciano il proprio maschietto. Le armi della persuasione non discriminano in base al sesso.

Tornando all’esempio, nonostante la ragazza che hai lasciato sia sempre la stessa, il suo “valore” aumenta quando non ti è più possibile averla. Si tratta quindi di uno scherzo giocato dalla tua mente, uno scherzo che deriva da migliaia di anni di evoluzione.

In generale le risorse “scarse” sono più desiderabili perché non solo sono le prime a finire, ma anche e sopratutto perché sono le migliori. Ergo la nostra naturale propensione ad ottenerle.

Non sei convinto? Prova a trovare un posto all’ombra dove piantare la tua tendina in un campeggio della Sardegna due giorni prima di Ferragosto. No way. Al massimo puoi accomodarti al sole: l’ombra è una risorsa scarsa e, in quanto tale, finisce in fretta.

Scarpe numero 39 durante i saldi? No guardi signora, di quel modello ci è rimasta solo una 46!

Panino con bistecca di manzo alla festa di San Giovanni? Andati, se vuoi c’è la salsiccia di maiale…

Biglietto per il concerto di Battiato all’anfiteatro romano? No, però se si accontenta di Gigi D’Alessio abbiamo ancora 235 biglietti in poltrona foderata in pelle di cobra nepalese.

Errrrr… no grazie, andrò al cinema.

Ma che c’entra la birmana? Sì, scusate il vaneggio. Ecco la mia interpretazione.

Dottor Ing. Furio interpreta Professor Cialdini

Uno. Non ricordo di aver parlato con la birmana al Yellow Bar perché incontro un sacco di gente ma, sopratutto, perché ero già con una ragazza, tra l’altro molto interessante. Quindi in quel contesto le altre donne non rappresentavano, per il mio inconscio, una risorsa scarsa e, di conseguenza, desiderabile.

Due. Al contrario, quando passavo davanti al suo ufficio e la vedevo lì a lavorare, senza mai degnarmi di uno sguardo e comunque intoccabile a causa della vetrata a prova di pallottola che ci separava, la stessa ragazza assumeva, ai miei occhi, un valore ben maggiore.

E se te lo stai chiedendo, no, al bar non l’avevo riconosciuta perché il Yellow Bar è uno dei luoghi più bui della terra e tra l’altro lei aveva addosso un trucco pesantissimo che la rendeva molto più brutta della ragazza acqua, sapone e monili d’argento che ammiravo da dietro la vetrata.

Tre. Quando l’ho incontrata di nuovo al bar non le ho chiesto il numero di telefono perché lei sembrava così interessata a me e, tra l’altro, lavora all’angolo. Quindi la situazione non presentava abbastanza urgenza (ovvero “carenza” di tempo) da spingermi ad agire subito.

Dopotutto adesso che ci conosciamo posso sempre passare davanti al suo ufficio, bussare al vetro e farle vedere un biglietto con su scritto “Mi dai il tuo numero?” o “Ciao principessa birmana, che fai stasera?” con buone speranze di successo.

Si tratta infatti di una di quelle mosse idiote che, non si sa per quale ragione, le donne adorano. O almeno le donne che non hanno letto Cialdini…

Buon Anno, Ragazzi e Ragazze!

[Photo Credits: www.flickr.com/photos/druidabruxux/]

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Commenti

  1. Marco dice:

    Furio come ti trovi a Chiang Mai? Quanto ci resterai? (rima non voluta)

    • furio dice:

      haha bella la rima!

      Si sta bene, un po’ piccola per i miei gusti. Parto tra un mesetto ma non dirlo a nessuno, è un segreto : P

      • Marco dice:

        Davvero? Ma nel senso che continuerai a viaggiare o troverai un posto nuovo dove abitare? (ops, giuro che la smetto) No, sul serio, è già il momento di stabilirti a Hong Kong? Taiwan?
        ps: Buon anno – ah ma tu sei già nel 2014

        • furio dice:

          Per adesso vado in Italia che manco da troppo tempo. Poi bisognerà programmare il prossimo passo : )

  2. Jappo dice:

    Ciao Furio,
    quello di cui parli in questo articolo è un grande libro, che ho letto pochi mesi fa e che mi son promesso di studiare a fondo. La mia prof di chimica delle superiori me l’aveva consigliato quasi un anno fa quando appena avevo finito di leggere un libro che mi aveva regalato: Freakonomics: http://it.wikipedia.org/wiki/Freakonomics

    L’altro ieri ho iniziato a leggere “the 7 habits of higly effective people”: http://en.wikipedia.org/wiki/The_Seven_Habits_of_Highly_Effective_People
    e devo dire che anche se sono solamente all’inizio sta promettendo bene, non è sugli stessi argomenti di “Influence” di Cialdini, ma mi pare sia comunque un libro che porta ad una crescita personale.

    • Furio Fu dice:

      Ciao caro,

      ho letto entrambi i libri che consigli. Tra l’altro ho appena re-iniziato a leggere “7 habits of highly effective people” di cui probabilmente parlerò qui sul blog. Casualidad? haha

      Ti consiglio “The art of seduction” e “The 48 laws of power” di Robert Greene!

  3. Jappo dice:

    “The 48 laws of power” è nella lista dei desiderata dopo che ho letto il tuo articolo sulla “strategia della corona” ma dato che ho già un po’ di libri a far la fila dovrà attendere.
    L’Arte della Seduzione mi pare un po’ meno interessante a prima pelle… ne vale davvero la pena?

    • Furio Fu dice:

      A me è piaciuto di più L’Arte della Seduzione; devo dire che sono molto simili. Qui trovi una recensione simile a quella sulla “strategia della corona”: http://www.saporedicina.com/arte-della-seduzione/

      • Jappo dice:

        se la metti così… aggiungo anche questo alla lista.
        Spero solo che se li scarico sul kindle ti arrivi comunque la commissione da Amazon.
        Grazie ancora e buon ultimo dell’anno!

        • Furio Fu dice:

          haha sì penso arrivi lo stesso. Appena ho tempo mi leggo l’ultimo di Greene, che se non sbaglio si chiama “Mastery”

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