Idee non convenzionali per raggiungere i nostri obiettivi 2013

raggiungere obiettivi

Oggi è l’ultimo giorno dell’anno e immagino che i più motivati staranno già scrivendo i loro piani di riscossa per il 2013.

Perdere quindici chili entro maggio così da diventare un maschione da spiaggia, realizzare finalmente il sito web che ci garantirà l’indipendenza economica, diventare campioni provinciali di scopone scientifico e così via.

In ogni modo, circa un anno fa su KevinHogan.com ho letto di una teoria, per me abbastanza rivoluzionaria, su come raggiungere i nostri scopi.

Ci ho pensato spesso ma non l’ho mai sperimentata personalmente. Oggi è venuto il momento di metterla in pratica.

Quello che già sapete è che…

Siamo abituati a pensare che per realizzare i nostri obiettivi a lungo termine (scrivere un libro, dare vita a un’impresa di successo, fare il giro del mondo in treno) si debbano fare piani precisi, magari riassumere i nostri obiettivi su un foglio di carta da appendere al frigorifero in modo da vederlo ogni giorno.

Poi finisce che ci lasciamo distrarre da quel processo chiamato vita e finiamo per dimenticarci del biglietto sul frigorifero, che nel frattempo è finito sotto il tavolo. Oppure il nostro cervello ha semplicemente imparato ad ignorarlo.

“Ma non era il momento giusto”

“Ma mi ha lasciato la mia ragazza”

“Ma mi sono venute le emorroidi”

“Ma mi hanno licenziato”

Tutte scuse plausibili.

Il problema è che quel gran progetto che avevi da tempo e che finalmente eri riuscito a mettere nero su bianco e a formalizzare in una serie di passi da seguire – appesi al frigorifero – è tornato in un cassetto.

Come ogni anno.

L’ufficio di Albert Einstein

Tornando all’articolo che ho letto un anno fa, Kevin ci fa notare come Albert Einstein e tanti altri personaggi che hanno raggiunto traguardi inimmaginabili per noi mortali avessero qualcosa in comune: un ufficio apparentemente disordinato ma che in realtà era pieno di libri e altri oggetti in grado far scattare la scintilla creativa.

Immagini di supereroi, calendari di belle donne, poster di eroi dello sport, foto autografate di celebrità o libri ricchi d’ispirazione.

Stephen Hawking per esempio lavora davanti a un poster di Marilyn Monroe e a uno dei Simpson.

Cosa manca?

Nelle scrivanie dei grandi geni non c’è traccia di diplomi, certificati e premi.

Perché?

Si tratta di reliquie passate, e pensare a quello che abbiamo già raggiunto non ci fa bene.

Mi viene in mente l’immagine di un calciatore che ha già vinto tutto, che si sente appagato e che non riesce più a dare il massimo. Ecco, anche nel nostro piccolo, l’appagamento è qualcosa che dobbiamo evitare.

Le grandi menti si circondano di stimoli che sono disponibili nell’immediato e che funzionano da scintilla per grandi idee e le azioni che ne conseguono.

Quindi smetti di lavorare davanti a un muro bianco. Senza stimoli corri il rischio di finire a corto di idee.

Ripensando ai miei due mesi a casa di Folan e alla quantità abnorme di lavoro che sono riuscito a concludere, non posso fare a meno di pensare all’ambiente in cui stavo lavorando (si tratta dello sfondo che si può vedere nel video all’inizio di quest’articolo).

Fai la tua mossa…

…che io faccio la mia.

Il giorno che deciderò di diventare una persona stanziale, magari di comprarmi una casa (sempre se avrò i soldi, muto di trent’anni no grazie) potrò anch’io costruirmi il mio studio come Folan, Albert Einstein, Stephen Hawking e Kevin Hogan.

Ma al momento mi sto spostando ogni due mesi circa e anelo a possedere meno di quindici chilogrammi di roba (Mastro Don Gesualdo nella stessa situazione sarebbe morto di dolore).

Come posso quindi costruirmi il mio ufficio con stimoli visivi?

Ci ho pensato un po’ e sono giunto alla seguente conclusione.

Il mio ufficio è il mio portatile. Quindi l’unico posto che posso decorare è lo sfondo del mio computer.

Questa settimana, approfittando delle vacanze in Sardegna, ho così creato il mio “altare ispirazionale,” ci ho fatto una bella foto e l’ho piazzata sullo sfondo del mio portatile.

Ecco il risultato:

obiettivi

Cosa c’è nel mio altarino?

Libri dei miei autori preferiti (Bukowski, Ellroy, Welsh, Ammaniti, Borges, etc.), quasi tutti in lingua originale a ricordarmi che niente è impossibile (mai e poi mai dieci anni fa avrei immaginato di riuscire a leggere un romanzo in francese, inglese o spagnolo).

Libri di scrittura creativa, libri di Robert Greene, Dale Carnegie o Napoleon Hill che mi ricordano che c’è tanto che posso ancora fare per migliorarmi.

Il mappamondo che studiavo da bambino, vecchi cd musicali, un obiettivo fotografico, un mazzo di carte, una bottiglia di birra da collezione (piena) che mi ha regalato Tonio quindici anni fa e un profumo D&G (che uso quando vado in giro per locali) che mi ricordano che nella vita non c’è solo il lavoro (ammetto di essere un po’ soggetto all’autismo quando inizio a scrivere).

E tu, hai già costruito il tuo angolo “ispirazionale”?

Buon Anno, Ragazzi e Ragazze!

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Commenti

  1. stefano gay dice:

    Ciao Ivan, ho visitato il tuo sito e leggo con piacere i tuoi post. Ho rimandato fino ad ora la semplice azione di scriverti per ringraziarti, ma, visto che il mondo non è finito il 21 scorso ed oggi è la fine dell’anno (non per i cinesi), lo faccio adesso. Apprezzo molto il tuo sito sapore di cina (ho intrapreso lo studio del cinese e per questo ti ho conosciuto) ed apprezzo molto i tuoi post; anche io sono un ingegnere, un po’ più stagionato e con un passato più convenzionale del tuo, e ti faccio i miei migliori auguri di gran successo ! Buon anno ! :-)

  2. ciao Ivan.
    io ti adoro!!!! :)

    Leggo sempre con voracità i tuoi articoli…sono una disordinata, pazzoide che non riesce mai a concludere nulla.

    Buon anno a te e continua, non fermarti perchè ho fame del tuo blog!!!!!!!!!!!

    Ciaooo

    Alice

    • Ivan dice:

      Mentirosa!

      Non è vero che non concludi nulla.

      Ho visto le foto e le illustrazioni sul tuo sito per gli interessati).

      Sono bellissime.

      Manco a dirlo, il ritratto che mi è piaciuto di più è quello di una cinese. O forse è coreana? : p

  3. andre dice:

    auguri e Buon anno a tutti!

  4. Ciao Ivan! Giustissimo quel che dici, l’ordine personale in uno stato di caos apparente. Anche io nomade e senza spazi miei, abitando con marito e figlia, il mio portatile è il mio mondo!!Non avevo mai pensato di renderlo la mia fonte di ispirazione. Buon proposito per l’anno nuovo: concretizzare il mio disordine nel mio virtual studio!
    buon anno!! ;-)

    • Ivan dice:

      Ciao Daniela,

      appena finirai di organizzare il tuo virtual office fammi sapere i risultati della tua virtual questua : P

  5. September Moon dice:

    Ciao Ivan! niente di più vero! una delle cose più importanti ogni volta che ho cambiato casa è stata quella di decidere dove posizionare la scrivania in cui studio, sempre in funzione della vista! e quando non è stato possibile ho dovuto rimediare con una pila dei miei libri preferiti, con un’immagine, una frase che mi ispira, il caro regalo di un’amica… insomma anche se è solo un tavolino… è il mio regno!

  6. Puffo Verde dice:

    Yo lo voy construyendo día a día… Y es cierto que es importante, me inspira y me anima a seguir trabajando para alcanzar mis objetivos.
    2013 va a ser un gran año!!!!!

    ;)

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