Migliora la tua fotografia digitale – Intervista ad Alberto Cabas Vidani di FotoComeFare.com


Uno dei tanti tutorial pubblicati da Alberto.

Continuiamo la nostra serie di interviste con ragazzi che sono riusciti o stanno riuscendo a guadagnarsi da vivere facendo quello che amano.

Oggi conversiamo con Alberto Cavas Vidani, il fondatore di FotoComeFare, un sito web che promette di insegnarti a utilizzare la tua fotocamera digitale.

Conosco FotoComeFare dal 2011 e lo reputo uno dei siti web più completi, tra quelli che si occupano di fotografia digitale in lingua italiana. Quindi dateci un’occhiata se v’interessa il tema.

Al solito mi piace svelare come nascono le mie interviste. In questo caso galeotto fu il gruppo Google+ di Nomadi Digitali, un portale per cui dovrei iniziare a scrivere regolarmente da questo mese (shhhh, è un segreto!!!).

Dopo vari scambi di opinione qui su NVL ho scoperto che Alberto è il fondatore di FotoComeFare. Il resto è storia!

p.s. Questa è un’intervista monster da 4.334 parole, circa dieci pagine di un romanzo. Se sei interessato alla fotografia consiglio la prima parte, se invece ti interessa scoprire come Alberto sia riuscito a creare un sito web economicamente redditizio lavorandoci part-time (sì, di notte) e, più tardi, pubblicare un e-book da commercializzare sul sito, ti consiglio di andare avanti sino alla fine. Hey, it’s up to you!

Come nasce FotoComeFare

Alberto, grazie per aver accettato di condividere la tua esperienza con i lettori di NVL. La “fotografia” è un argomento vasto, vastissimo. Spiegaci a che tipo di pubblico si rivolge il tuo sito web e che tipo di risorse o servizi offri ai lettori.

Innanzitutto, grazie a te per avermi proposto quest’intervista ed offerto quest’occasione di far conoscere il mio lavoro. Il pubblico a cui si rivolge FotoComeFare si è espanso nel tempo. All’inizio scrivevo solo delle cose che conoscevo, di ciò che sapevo fare con la fotocamera. Quindi, trovavi solamente articoli utili ai fotografi principianti.

Per fortuna sono migliorato rapidamente come fotografo e ho potuto fornire contenuti di livello via via superiore. Inoltre hanno cominciato a collaborare diversi fotografi, chi regolarmente chi una tantum, e anche loro hanno elevato il livello del discorso.

Direi che ora FotoComeFare è un sito dedicato ai fotografi principianti ed ai cosiddetti amatori evoluti. Sostanzialmente, qualsiasi fotografo non professionista può imparare qualcosa e può ricevere ispirazione dai contenuti del sito.

Le risorse principali disponibili sono ovviamente gli articoli pubblicati quasi quotidianamente. Il tipo di contenuto più frequente sono i tutorial, guide che insegnano qualche concetto o qualche tecnica fotografica o di fotoritocco. Trovi però anche commenti alle foto inviate dai lettori e racconti sulla genesi di foto scattate da professionisti (molto utili per capire come si fa sul serio).

Alla fine dello scorso anno, poi, ho pubblicato il mio primo e-book, una guida per comprendere tutte le caratteristiche delle fotocamere e degli obiettivi ed imparare a sceglierli al meglio, risparmiando tempo e denaro.

Nel momento in cui pubblicherai questa intervista probabilmente sarà anche già uscita la traduzione che ho curato di un fantastico doppio e-book sulla fotografia di strada.

foto come fareLa postazione di lavoro di Alberto.

Quando e perché hai fondato FotoComeFare?

Nel 2007 mi sono laureato in informatica e nel gennaio 2008 ho iniziato il dottorato, sempre in informatica. L’avevo scelto non per i soldi (ovviamente) o per temporeggiare in attesa di capire cosa fare di me; bensì come primo passo per una carriera nella ricerca, un campo affascinante a cui mi sarebbe piaciuto dedicare la mia vita.

Le cose non sono decisamente andate come pensavo. Troppi aspetti sono stati ben più che deludenti.

Nel frattempo, a fine del 2009 mi sono sposato e molte cose si sono sommate: la delusione per la strada che avevo intrapreso, la consapevolezza di non sopportare alcuni aspetti “pratici” della vita che stavo conducendo (ad esempio il fare il pendolare), la voglia di vivere al massimo il mio rapporto di coppia e la famiglia, la voglia di indipendenza (anche economica).

Così ho cominciato ad indagare su modi alternativi di lavorare, di come guadagnarsi da vivere onestamente ma al di fuori degli schemi che tutti danno per scontati.

E sono incappato in un libro, che probabilmente conosci. Si tratta di 4 Ore alla Settimana di Tim Ferriss. Posso dire che questo libro mi ha cambiato la vita, sembra un cliché ma è vero.

È un testo che molti prendono per un’americanata, a partire dal titolo. Ma i concetti di base e i valori che esprime sono rivoluzionari. Soprattutto, è un libro che ti dimostra come sia possibile un’altra vita, una vita in cui lavori su qualcosa che ti piace, in cui lavori per vivere e non vivi per lavorare, in cui puoi crearti un lavoro che si intersechi con le tue altre attività.

Inoltre, e questo non fa male, è un libro che spiega anche come lavorare di meno e guadagnare di più. Ascoltando molte interviste a “nuovi” imprenditori, ho scoperto che in tanti hanno vissuto questo libro come me.

[Furio: Concordo con la tua analisi. Ferriss a volte la fa troppo semplice però si tratta di un gran libro, sopratutto per chi ha bisogno di un cambio di mentalità dopo anni vissuti a pensare che il “posto fisso” è un una gran cosa, mentre invece spesso rappresenta solo un giogo e un intralcio alle nostre reali potenzialità.]

A partire dagli spunti che ho ottenuto da 4 Ore alla Settimana ho esplorato il web, come mio solito, e sono incappato nel blogging professionistico. Al contempo, mi ero appassionato di fotografia digitale, anche perché per il matrimonio mi avevano regalato una fotocamera reflex.

Partendo da zero, grazie ad internet e un paio di libri avevo rapidamente superato le tipiche tappe iniziali dell’evoluzione di un fotografo. Mi ero però accorto, come spesso accade, che la qualità e la quantità delle risorse in inglese era tremendamente superiore rispetto a quelle in italiano.

Certo, c’erano molti siti che parlavano di equipaggiamento, in particolare news, ma forse nemmeno uno che si presentasse come risorsa per chi voleva imparare la fotografia, almeno ad un livello amatoriale.

Diversi siti in inglese sull’internet marketing mi avevano anche insegnato il valore dei contenuti gratuiti, dell’insegnamento dedito e sincero attraverso un sito che porta poi a guadagnare del denaro. Avevo conosciuto molti siti che fornendo contenuti gratuiti erano diventati le fonti di reddito principali per i loro creatori. Inoltre, sapevo di essere capace a spiegare.

Così è nato FotoComeFare, il 20 ottobre del 2010, dalla concomitanza di tre fattori: la mia neonata passione per la fotografia, il mio desiderio di creare una fonte di reddito online che fornisse qualcosa di utile e la consapevolezza della mia abilità nello spiegare le cose.

[Furio: Segnatevi quest’ultima frase perché è la sintesi di quello che si dovrebbe fare: 1) Scegliere una nicchia che ti appassioni (perché gli ostacoli sono tanti e senza passione si rischia di mollare) 2) Fornire qualcosa di utile (e per cui la gente sia disposta a pagare, ad esempio una guida di fotografia) 3) Occuparsi di un argomento per cui pensi di avere delle reali capacità (ad esempio spiegare agli altri come utilizzare una fotocamera).]

Da quello che ci dici è chiaro che non sei un fotografo professionista. Ciò ti ha creato qualche imbarazzo almeno agli inizi?

Devo dire di no. Ho aggirato il problema limitandomi a scrivere di cose che so. All’inizio parlavo di concetti base che ormai avevo già digerito. Poi ho introdotto Lightroom, il mio programma di post-produzione preferito su cui ormai ho pubblicato decine di video tutorial. Poi, man mano che approfondivo la mia abilità e le mie conoscenze, ne scrivevo.

L’imbarazzo c’è sempre, almeno un po’, anche a causa dei miei sempre presenti problemi di autostima… Però, da subito i lettori hanno cominciato a dimostrarmi quanto apprezzavano i miei contenuti e a dirmi quanto erano migliorati grazie ad essi. Ciò mi permette di passare sopra al fatto di non essere un professionista.

[Furio: Ecco, al prossimo che mi scrive “ma io non so fare niente” mordo un’orecchia (come Tyson). Alberto ha fondato FotoComeFare poco dopo essere entrato in possesso della sua prima fotocamera reflex. Io ho iniziato Sapore di Cina che parlavo cinese a stento (e ancora non parlo per niente bene e posso scrivere solo 600 caratteri). A patto di accettare i propri limiti, ammetterli onestamente e continuare a lavorare e a migliorarsi ogni giorno, non bisogna essere dei super esperti. Le altre sono cazzate… ehmmm sono scuse, volevo dire.

“Ma Furio, cosa fai se un giorno arriva un sinologo e ti dice che non sei capace?”

A parte che nessuno si permette. Ma, se dovesse succedere, gli suggerirei molto educatamente di 1) Pubblicare un articolo sul mio sito 2) Di fondare il suo sito web così vediamo quant’è bravo : )]

Fotocamere & affini

Cos’è una fotocamera reflex e a chi la consigli?

Una fotocamera reflex è una fotocamera a lenti intercambiabili, che all’interno del corpo macchina ha uno specchio che permette di vedere nel mirino l’immagine come la vede l’obiettivo.

Per molti, però, la reflex è la fotocamera con cui fare foto migliori, in automatico, quando sei deluso dalla tua macchina attuale. Ma non è così. Se vuoi fare belle foto basta anche avere una compatta con i controlli manuali. L’importante è saperla usare.

Inoltre, al giorno d’oggi, con l’avvento delle mirrorless la reflex non è più l’unica scelta per fare foto di elevata qualità (ammesso che lo fosse prima). Per non parlare dei fotografi che mettono in mostra i loro scatti fatti con lo smartphone

Consiglierei la reflex a chi ha voglia di fare un po’ più sul serio con la fotografia, a chi ha voglia di smettere di scattare in automatico, non teme l’ingombro della reflex e dell’equipaggiamento, ha qualche soldo in più da spendere e non rifugge la post-produzione.

Canon o Nikon? hehe

L’articolo sul confronto Canon – Nikon è, da sempre, il più letto sul mio sito. Ed è uno dei primi che ho pubblicato. Questo perché tantissima gente cerca “Canon o Nikon” su Google ed il mio sito è quello che esce per primo.

[Furio: Il potere di Google… non credete a chi vi dice che Google non conta più e che basta aprire una pagina Facebook. A parte che Facebook non è vostro e vi possono chiudere il business quando vogliono. Ma la gente sta su Facebook per cazzeggiare (io pure). L’80% di chi è veramente interessato a quello che fate vi troverà tramite Google.]

Ma in realtà il messaggio dell’articolo è probabilmente il contrario di quello che tutti cercano: non ha alcun senso chiedersi se è meglio Canon o Nikon prima di acquistare una macchina fotografica.

Può succedere che un determinato prodotto di uno dei due marchi sia migliore dell’analogo del concorrente. Ad esempio, può essere che un 24-70 della Canon sia meglio del 24-70 della Nikon ma al contempo i flash Nikon siano migliori dei Canon. I due marchi si equivalgono.

Inoltre, devi considerare i passi da gigante fatti dagli altri marchi nel mercato della fotografia. Pensa ad esempio a Sony per le reflex.

Fotografo e libro di fotografia preferiti?

È una risposta banale, ma al momento il mio fotografo preferito è sicuramente Henri Cartier-Bresson. È uno dei padri della fotografia moderna, quindi è difficile che non piaccia. Io però rimango assolutamente spiazzato dalla sua capacità di creare geometrie perfette da scene tratte dalla vita reale. Infatti è anche uno dei primi e più illustri esponenti della fotografia di strada (street photography) e di reportage.

Per quanto riguarda il libro preferito, non ne ho nessuno in particolare. Ne ho letti molti (infatti c’è un’intera pagina dedicata a loro sul sito) ed i migliori sono stati in grado di insegnarmi cose importantissime in campi diversi, quindi non riesco a confrontarli.

Però potrei dire che ho un legame quasi affettivo con i primi libri che ho comprato. Si tratta della raccolta dei primi tre volumi de Il libro della fotografia digitale di Scott Kelby. Oltre a contenere tantissime dritte per un fotografo principiante, sono scritti con uno stile divulgativo e scanzonato che per me è la sintesi di come si può insegnare tantissimo senza essere accademici e noiosi.

Che poi è anche l’obiettivo che mi sono posto per il mio sito.

Portare al successo e finanziarsi con un sito web

Il tuo sito è riuscito, in pochi anni, a farsi un nome nel campo della fotografia, una nicchia dove c’è una concorrenza spietata essendo i fotografi (sia amatori che professionisti) ben propensi a spendere i loro soldini nell’acquisto di guide e attrezzature sempre nuove. Qual’è la tua “formula” per il successo?

Per rispondere a questa domanda, devo premettere che non sono in grado di dire se il mio sito si sia fatto un nome, so che il numero delle persone che lo legge ogni giorno è piuttosto elevato e conosco i loro feedback.

Devo anche contraddirti, nel senso che i fotografi non sono proprio sempre propensi all’acquisto di guide. Mi sembra di aver notato che molti non si fanno problemi a spendere € 500 per un obiettivo mentre valutano lungamente una spesa di € 25 per un libro o di € 200 per un workshop di alto livello.

[Furio: Hai ragione, io sono uno di quelli : P]

Detto questo, dal mio punto di vista, soprattutto all’inizio la concorrenza per quanto riguarda i siti in italiano per imparare a fotografare era abbastanza scarna. Parlo soprattutto di siti che usassero un linguaggio divulgativo adatto a tutti anche per parlare di problemi complessi. E parlo di siti in cui gli autori fossero disposti a rispondere ai commenti e alle e-mail velocemente e approfonditamente.

Come saprai, la formula per il successo non esiste. Ti posso elencare quelli che secondo me sono stati i fattori finora in grado di attrarre nuovi lettori e di tramutare quelli esistenti in veri e propri fan:

  • La capacità di spiegare in maniera chiara ed amichevole anche i concetti più diretti.
  • La generosità nell’insegnare cose per cui altri si fanno pagare.
  • La continuità dell’impegno, sia nello scrivere diversi tutorial ogni settimana, sia nel rispondere alle e-mail e ai commenti, sia nel migliorare continuamente il sito.
  • L’umiltà di ammettere quando non sai qualcosa.
  • La conoscenza delle esigenze dei lettori.
  • L’uso dei molteplici canali, come i social media ed il video.
  • La conoscenza di varie tecniche e strumenti per avvicinare e far rimanere le persone sul sito (SEO, social media e relative applicazioni, copywriting, WordPress, gestione di mailing list, eccetera).

[Furio: Per chi non lo sa, SEO significa “Ottimizzazione per i motori di ricerca” ed è l’arte di far arrivare il tuo sito web sulla prima pagina di Google per parole chiavi interessanti tipo “Guida di fotografia” o “Corso di fotografia;” Copywriting è l’arte di scrivere in maniera convincente ed avvincente (scusate la rima); WordPress è il programma che dovreste utilizzare se volete fondare un sito web.]

Come vedi, la maggior parte di questi fattori è più legata ad abilità personali e relazionali piuttosto che a conoscenze tecniche che si imparano in qualche setta di eletti. Infatti, ho notato che se metti in pratica le cose che funzionerebbero in un rapporto nella vita reale, queste fanno anche funzionare il tuo blog.

Certo, devi anche possedere le conoscenze tecniche che citavo nell’ultimo punto. E soprattutto, devi mantenerti sempre aggiornato e possibilmente su siti in inglese.

Con che frequenza aggiorni il tuo sito? Ti sembra che la frequenza di pubblicazione sia un fattore che contribuisce in maniera importante al successo di un sito web?

Inizialmente, direi per il primo anno, scrivevo due o tre articoli a settimana. Si trattava sempre di tutorial, di video tutorial o di post più filosofici sulla fotografia. Non si trattava mai di semplici news o rimandi a post di altri blog.

Poi, circa un anno dopo la sua nascita, al sito hanno cominciato a collaborare diversi fotografi: alcuni li ho chiamati io, altri mi hanno trovato. Così, ho potuto aumentare la frequenza di pubblicazione fino a un post al giorno o quasi.

Sicuramente la frequenza di pubblicazione contribuisce al successo di un sito. Però ho letto parecchio sul tema e conosco esempi di siti dalle frequenze più disparate.

Quando pubblichi post lunghi ed estremamente ricchi di contenuti, essi tendono ad attrarre link, sia dai social media che da altri siti (anche se questo è tristemente un po’ meno vero in Italia, visto quanto siamo indietro).

Ci sono siti che pubblicano questo tipo di post, si limitano ad un paio di articoli al mese, ed hanno lo stesso un enorme successo, sia dal punto di vista delle visite che degli introiti.

Se pubblichi news, probabilmente devi uscire più volte al giorno, perché i tuoi contenuti hanno una data di scadenza molto breve.

Nel mio caso particolare, a dire il vero, non ho fatto delle misurazioni scientifiche ma passare da tre a cinque articoli la settimana non ha cambiato radicalmente il numero totale di visite. Invece, so per certo che la regolarità è importante perché Google preferisce i siti aggiornati con costanza.

Qualche settimana fa su Sapore di Cina ho intervistato Julien Leyre, il fondatore del Marco Polo Project che, tra le altre cose, mi spiegava quanto sia difficile auto-finanziarsi. Ho qualche esperienza nella gestione di un sito web che viene aggiornato regolarmente, e mi sembra abbastanza evidente che tu debba passare diverse ore al giorno a lavorare al tuo sito. Ecco, in che modo ti finanzi?

Mai come in questa mia esperienza di FotoComeFare ho provato quanto è vero il detto “il tempo è denaro”. Se non vuoi investire soldi, devi investire tempo e viceversa.

Una cosa molto bella del marketing on-line (del “fare soldi on-line”) è che l’investimento iniziale è ridicolo. Con qualche euro al mese puoi avere l’hosting ed il dominio, WordPress è gratuito, il design puoi farlo da solo e i contenuti li scrivi da solo a costo zero. Tutto questo fare “da solo” ovviamente richiede del tempo.

Fino al marzo del 2012, quando ho concluso finalmente il dottorato, il blog è stata un’attività molto part time. Ciò significa che facevo tutto di sera o nel weekend.

Poi, ho cominciato a dedicarmici quasi a tempo pieno (nel frattempo seguo un paio di altri siti e ho altre attività).

Per finanziarmi, all’inizio ovviamente ho speso di tasca mia ma pian piano ho creato diverse fonti di guadagno cercando di rispettare i lettori. Parlo della pubblicità contestuale, in particolare Adsense di Google, dei circuiti di affiliazione, come Amazon, e dei programmi di affiliazione più specifici legati ad ebook e corsi sulla fotografia e sul fotoritocco.

Poi, alla fine del 2012 ho finalmente prodotto il mio primo ebook: costa molto poco ma comunque è un altro rivolo che si aggiunge al flusso dei guadagni.

Come ha reagito tua moglie quando le hai detto che avresti abbandonato la carriera accademica per dedicarti a insegnare fotografia online?

Mia moglie è stata la persona che più mi ha supportato dall’inizio. Prima di tutto, ha appoggiato la mia scelta di abbandonare il mondo accademico perché era evidente quanta sofferenza stesse portando.

In secondo luogo, vedendo come andava il sito lavorandoci part-time, ne intuiva le potenzialità.

Terzo, sapeva bene che avevamo una riserva economica sufficiente a coprirci di fronte a qualsiasi disgrazia e che comunque avrei potuto sempre prendere qualche lavoro da informatico.

Cosa ti senti ti consigliare a chi sta pensando di intraprendere la carriera del marketing online nel 2013? C’è ancora spazio o secondo te è troppo tardi per iniziare?

Credo che questa domanda sia stata fatta ogni giorno negli ultimi dieci anni (almeno). E probabilmente è stata fatta in altri ambiti nel corso della storia.

Come tante cose nuove, l’ambito dell’internet marketing era un po’ un selvaggio West all’inizio. A tanti era sufficiente azzeccare, spesso per fortuna, il momento giusto per creare un sito utile, anche molto basilare, piazzarci sopra Adsense e fare i milioni (non sto esagerando).

Queste opportunità di diventare ricchi con poco sforzo e in pochissimo tempo sono ovviamente sempre di meno in questo ambito anche se tristemente sono la cosa che in tanti cercano. Se però segui i siti di riferimento in questo settore, ti rendi conto di quante persone vivano di internet marketing o usino internet per incrementare i guadagni derivanti dalla loro attività offline. In genere, poi, queste persone riescono anche a creare delle attività più compatibili con la vita quotidiana.

L’ho sentito la prima volta da Brian Clark, di Copyblogger, ma probabilmente altri l’hanno detto prima: “il momento giusto per iniziare è adesso”.

[Furio: hehe con tutto il rispetto per Brian Clark, si tratta di un proverbio cinese: “Il momento migliore per piantare un albero era vent’anni fa. Il secondo miglior momento è adesso”]

Non perché adesso ci siano particolari congiunture positive, ma semplicemente perché non è mai troppo tardi. Però se non fai niente sicuramente stai sprecando qualche occasione.

L’importante è non farsi paralizzare dai calcoli, dal rischio, che comunque può essere ridotto moltissimo, ed essere sempre pronti a cambiare. Cambiare il proprio sito, cambiare per abbandonare un’idea fallimentare, cambiare per migliorare.

Pubblicare un e-Book

Ho notato che hai pubblicato un e-Book, Conoscere e scegliere Reflex e Obiettivi per la fotografia digitale, che vendi sul tuo sito a 9 Euro a copia. Quali sono le difficoltà maggiori per realizzare un prodotto del genere (la parte creativa, la realizzazione del PDF, la gestione dei pagamenti, dimmi tu)?

Desideravo da un po’ sperimentare la creazione di un prodotto tutto mio e finalmente ci sono riuscito alla fine del 2012. Come puoi immaginare, la parte creativa, quella di creazione dei contenuti, non è difficile anche perché lo fai ogni settimana sul blog.

Questo non vuol dire che sia anche rapida: a seconda di quanto lungo vuoi che sia il tuo ebook, può richiederti parecchio tempo. La parte tecnica della realizzazione dell’ebook, se sai cercare su Google o hai esperienze pregresse (per esempio perché hai scritto la tesi), non è difficile.

Contrariamente a quanto in molti scrivono, anche creare la versione per il Kindle Store (ora non più disponibile) non ha richiesto tanto tempo (alcune ore).

Per la vendita ho usato e-Junkie, un punto di riferimento tra i software per il carrello elettronico. È estremamente economico e di facile integrazione. Purtroppo l’interfaccia è in flash, una dannazione, ed alcuni elementi testuali non sono in italiano quindi ho dovuto arrangiarmi a tradurlo. Di nuovo, niente di difficile da fare ma ha richiesto un paio di giorni.

La gestione dei pagamenti mi ha fatto più innervosire. Purtroppo, per ogni vendita devi emettere una fattura. Però, per rendere il processo di acquisto più fluido possibile, non richiedo nessun dato tranne quelli che arrivano dal conto PayPal degli acquirenti.

All’inizio, sembrava che questi dati non bastassero ma il commercialista poi mi ha rassicurato. La parte noiosa, che sa veramente di perdita di tempo, è quella della fatturazione. Una volta la settimana, devo raccogliere i rapporti da e-Junkie e creare le fatture. Per fortuna uso alcuni software che mi rendono la procedura un po’ più veloce, ma se potessi non farlo sarebbe meglio.

[Furio: Eh avercene di problemi come quello di non riuscire a contare le fatture. Mi ricordi un po’ quel mio amico che dice “ho troppe donne, mi fanno impazzire” : P]

Diciamo che complessivamente il lavoro può essere lungo ma non difficile. e-Junkie infatti costa 5$ al mese.

La cosa difficile è azzeccare l’argomento e vendere qualcosa che la gente voglia comprare.

[Furio: Amen! Ragazzi basta con le scuse che non so programmare e non so fare questo e non ho soldi. Al giorno d’oggi la tecnologia è l’ultimo dei problemi e i finanziamenti iniziali pure. Alberto si fa un culo così da tre anni, un giorno sì e l’altro pure. Ecco il *segreto* del suo successo. Tutto il resto è noia.]

Opportunità

Se potessi tornare indietro al 2010, a quando cioè hai fondato il tuo sito, cosa faresti di diverso?

Credo che comincerei prima a fare quello che ho intenzione di cominciare a fare adesso, ovvero investire più soldi nel blog. Ciò non vuol dire chiedere prestiti o andare in giro a parlare con gli investitori.

Magari potrei far fare alcuni lavori di design e manutenzione in outsourcing, mentre finora ho fatto tutto io. Da qualche parte ho sentito un detto che all’incirca recita “per fare soldi devi spendere soldi”. Su internet, per fortuna per fare molti soldi basta investire pochi soldi.

Chiudiamo con un po’ d’ispirazione. Molta gente pensa che i soldi siano la chiave per entrare in contatto con persone interessanti ed ottenere lo stile di vita che sogna. Da quando ho aperto i miei siti ho però realizzato che, quando crei qualcosa di interessante, diventi una persona interessante per definizione. A quel punto non hai più bisogno di “soldi” per avere accesso a persone o luoghi stimolanti. Le opportunità iniziano a fioccare da tutte le parti. Cosa ne pensi? Hai avuto un’esperienza simile?

Senza dubbio, solamente i soldi non ti portano a questi risultati. Oppure lo possono fare ma devono essere veramente veramente molti.

Internet funziona come amplificatore per tutto quanto riguarda le relazioni e le interazioni tra le persone. Ciò significa che, per esempio, se hai un piccolo negozietto di provincia puoi vendere i tuoi prodotti in tutto il mondo, se sei un consulente non sei limitato a offrire i tuoi servizi alle persone che vivono entro una certa distanza, eccetera.

Nella vita reale, se ti dimostri generoso prima o poi qualcuno contraccambierà in qualche modo. Su internet questo vale ancora di più. Puoi essere generoso con i tuoi contenuti o con qualsiasi altra idea ti venga e primo o poi entrerai in contatto con qualcuno e dalla vostra relazione nascerà un’opportunità. Noi due ci siamo conosciuti via commento, ad esempio.

Parlando di FotoComeFare nello specifico, due dei fotografi che hanno collaborato di più, Emiliano delli Zuani e Giorgio Trucco, non sono stati chiamati da me. Mi hanno contattato loro perché hanno trovato il sito e gli è piaciuto lo stile con cui scrivevo di fotografia.

Sostanzialmente, più esponi il vero te stesso in modo utile alle persone, più crei opportunità per te stesso. A tal proposito, a chi vuole contattarmi consiglio di mandarmi un messaggio su Facebook o Twitter.

p.s. Mi sono appena accorto che sono alla quarta intervista e ancora non si è fatta avanti nessuna signorina! Timide? Scrivetemi se pensate di avere una storia che possa interessare i lettori di NVL : )

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