Come e perché la crisi ci fa bene

crisi

Un brusco risveglio

Nel libro La sfida delle 100 cose, che ho recensito qualche settimana fa, l’autore Dave Bruno si pone la seguente domanda:

“Cosa succederebbe se rinunciassimo al consumismo in massa? Non sarebbe un disastro per la nostra economia? Gli economisti non ci insegnano forse che l’unica strada che porta al benessere è quelle della crescita continua?”

A me la domanda sembra alquanto retorica, e rispondo:

Basta con questa colossale stronzata che ci hanno venduto i pubblicitari. Io rifiuto l’idea che chi non consuma in maniera smodata stia recando un danno all’economia.

Ma scusate, la famosa crisi che stiamo attraversando dal 2007 non è stata causata proprio dal nostro consumismo sfrenato?

Siamo convinti che comprare in massa il nuovo modello dell’iPhone faccia del bene all’umanità? O stiamo solo rimpinguando il portafoglio di pochi manager e azionisti?

Mi chiedo invece come sarebbe andata se avessimo utilizzato quei $$$ in maniera più costruttiva. Magari investendo in un’impresa che un giorno dia lavoro ad altre persone. O anche solo pagandoci un viaggio enogastronomico in Emilia o in Campidano in modo da aiutare l’economia locale.

Ecco, non starei contribuendo all’economia in un modo migliore?

Continuo a pensare – lo dico dal 2007 – che questa cosiddetta crisi, ovvero il rallentamento dell’economia, fosse un passaggio doloroso ma obbligatorio per tornare a uno stile di vita più frugale e sostenibile.

Che il brusco risveglio che stiamo vivendo fosse l’unica maniera per accorgerci che l’andamento dei listini di borsa e dell’economia più in generale non può essere quello di un ramo d’iperbole che cresce all’infinito.

Pagano sempre gli stessi

Certo, come al solito a pagare sono le fasce più deboli della popolazione.

In primis gli anziani che si vedono tagliare pensioni già esigue e i “giovani” come me che, per la prima volta dal dopoguerra, si scoprono più poveri dei loro genitori.

Ma quanto ci conviene vivere nel passato?

Cosa guadagniamo con la cultura del “tanto non c’è lavoro” e del piangerci addosso?

Chi ha causato questa crisi?

Risulterò forse impopolare ma questa crisi l’abbiamo causata noi con le nostre azioni e i nostri debiti sconclusionati.

Anche se in ultima istanza sono stati il fallimento di alcune banche d’investimento americane prima e lo stato pietoso dei conti pubblici europei poi a farci accorgere che il nostro stile di vita votato al consumo non era più sostenibile, questa crisi è figlia dei debiti non onorati dai possessori di carte di credito e di case che non potevano permettersi di pagare (i famigerati mutui subprime).

La crisi è – secondo me – figlia della nostra ingordigia. Del consumismo.

Sì. Le banche ci hanno offerto il credito facile. Ci hanno convinto che potevamo comprarci la lavastoviglie – asciugatrice – massaggiatrice da 3,000 Euro anche se non potevamo permettercela. Che l’avremo pagata in futuro.

Bastava solo firmare una cambiale da 753 comode rate mensili.

Peccato che le cambiali hanno iniziato a moltiplicarsi e in tanti non riuscivano più a pagarle. Sino a che le banche hanno iniziato a fallire a causa dei debiti non onorati.

E allora gli stati sono corsi a salvare le banche, fottendosi a loro volta. Sì, perché le banche non possono fallire o si blocca il credito alle imprese e va tutto a puttane. E’ triste. E’ un ricatto ai cittadini. Ma è anche la realtà dei fatti.

Il risultato è che oggi ci aumentano le tasse. Cosa che ci fa incazzare.

Siamo di fronte a una scelta

Potremo quindi continuare a lamentarci del governo di turno – tanto non ce ne sarà mai uno che ci andrà bene – o blaterare ad minchiam che è meglio non votare.

Come se lasciare la scelta di chi ci governa agli altri fosse una decisione saggia e ponderata. Mah. Io ho i miei dubbi anche su questo.

Ecco perché la crisi ci fa bene

“Un paese sviluppato non è quel posto dove anche i poveri hanno la macchina; bensì quello in cui anche i ricchi utilizzano i trasporti pubblici,” Sindaco di Bogotà, Colombia.

Vorrei provare però a vedere il rovescio della medaglia. Sì, perché secondo me alla lunga questa crisi ci farà bene.

Oggi, grazie alla mancanza di risorse che prima davamo per scontate, stiamo imparando a non indebitarci. A spendere i soldi in maniera più oculata.

Prima le scarpe bucate si buttavano. Oggi sento sempre più spesso chi si lamenta perché non ci sono più i ciabattini di una volta.

Ecco come tanti mestieri che erano svaniti per mancanza di mercato potrebbero rifiorire.

La nostra nuova coscienza, dettata dalla crisi, ci dice che buttare un paio di scarpe perché il tacco di quella sinistra è da rifare è uno spreco imperdonabile. E indebitarci per comprarne un nuovo paio in cinque comode rate uno sbaglio ancora più grosso.

Meglio andare dal ciabattino.

Questa crisi ci sta aiutando a capire che stavamo vivendo uno stile di vita al di sopra delle nostre possibilità.

Prendiamo come esempio il mercato immobiliare di un piccolo centro abitato della Sardegna (parlo di quello che conosco ma sospetto che altrove si assista allo stesso fenomeno).

Negli ultimi vent’anni si sono costruire case sempre nuove, sempre più in periferia. Con il risultato che il centro storico, i cui immobili erano posseduti dalle persone più anziane del paese, è andato mano a mano spopolandosi. Raggiungendo livelli di fatiscenza a cui, essendoci abituati, abbiamo smesso di far caso.

Oggi i giovani stanno invece riscoprendo l’arte del restauro. Sì, perché costa molto meno acquistare e ristrutturare una vecchia casa del centro storico che comprare un terreno edificabile e costruire una casa dalle fondamenta.

Con il risultato che non si erode più la campagna e il centro storico si ripopola di giovani coppie.

Delle grida dei bambini.

Ecco, ti sembra così brutto rallentare un po’?

Iscriviti e Scarica gli e-Book, è Gratis!
Iscriviti e scarica "21 risorse gratuite per imparare l'inglese online" e "Perdere 10 Kg: Le ricette"

Commenti

  1. Simona dice:

    Quanto sono d’accordo con te!!!…io ho vissuto due anni in viaggio con 2 gonne, 2 vestiti, 2 pantaloni, 4 magliette e poco più..e oltre ad essere leggera nello spirito… non avevo bisogno di nulla di più..e continuo a vivere così…cambiare le abitudini è essenziale per vivere!

Trackbacks

  1. […] è un po’ il seguito di Come e perché la crisi ci fa bene, pubblicato qualche settimana […]

Parla alla tua mente

*