Come inviare una candidatura di lavoro online (ed essere presi seriamente)

candidatura lavoro

Ricevo e pubblico volentieri quest’articolo scritto da Stefano Mini, l’autore del blog Mindcheats. Enjoy!

Per molti internet significa Facebook, gatti che parlano su Youtube e l’occasionale vincita milionaria alla lotteria nigeriana.

Ma quando devono fare cose più serie, tipo rispondere a un annuncio di lavoro online, sono in difficoltà.

Mi sbaglierò, ma secondo me c’è ancora la mentalità del “wow, posso inviare cinquanta curriculum al giorno stando seduto sulla sedia, che figata!” In verità, sarebbe meglio uscire di casa e andare a consegnarli a mano alle aziende locali: non è la quantità di curriculum che invii che conta, ma la qualità.

Prova a metterti nei panni di chi assume: pubblicizza un posto libero online, e tempo una settimana il datore è sommerso da 100-200 curriculum (i numeri sono questi). Quante pensi siano le possibilità che il tuo venga letto parola per parola?

Più o meno nessuna.

Dopo questa botta di pessimismo, veniamo alla parte incoraggiante: trovare lavoro online è possibile, basta sapere come fare. Ecco i consigli più importanti per inviare una candidatura online che venga presa sul serio.

1 – Invia l’email alle aziende, direttamente

Leggo un blog sul lavoro, vado nella sezione commenti e la trovo infestata di “Cerco lavoro part o full time tanta voglia di fare fatemi sapere grazie arrivederci Marco.” Stessa cosa sui gruppi LinkedIn.

Assumeresti una persona del genere?

Esistono in Italia decine di portali che ti permettono di mettere online il tuo curriculum, e migliaia di disoccupati lo fanno. Le possibilità di trovare lavoro con questo sistema sono prossime allo zero: tu puoi mettere il tuo curriculum su quanti database vuoi, ma se ci sono mille curriculum e due datori, le tue chance sono irrisorie.

Esiste solo un modo per farsi notare quando si cerca lavoro online: l’email diretta al datore o reclutatore. Niente moduli semplici, niente database o messaggi di speranza lasciati qua e là su internet. La vetusta email alla persona giusta funziona meglio.

Quando c’è un’azienda che assume e pubblica l’annuncio online, fai di tutto per risalire all’email personale di chi seleziona i curriculum. Puoi cercare su Google, ma ci sono anche altri metodi:

  • Telefona all’azienda.
  • Contatta un dipendente.
  • Cerca il profilo LinkedIn del datore.

Lo so, non è facile, e per questo i tuoi sforzi saranno apprezzati. Il teorema è: meno è semplice, meno persone lo fanno, più verrai notato per averlo fatto.

2 – Impara a formattare l’email

Ricevo regolarmente email del tipo “in allegato il mio CV attendo risposta grazie buongiorno”.

La lettera di presentazione ragazzi, la lettera di presentazione! Non devi trascurarla solo perché l’invio è online, anzi diventa ancora più importante: determina la prima impressione del datore, perché è il testo dell’email a cui alleghi il curriculum. Se non è positiva, potrebbe cancellare l’email senza scaricare l’allegato.

Ancora più che con un invio cartaceo la tua cover letter deve essere breve, asciutta e con paragrafi corti.

Alcuni errori di formattazione comuni sono:

  • Avere pubblicità del provider in fondo all’email: inviati un messaggio di prova per verificare che non ce ne sia.
  • Avere un nickname nel campo “mittente” invece del proprio nome e cognome.
  • Usare immagini o font strani che riducono la compatibilità (e la pazienza). Il testo semplice va più che bene.
  • Trascurare le regole della buona educazione su internet: metti la maiuscola dopo il punto, usa il testo nero, niente abbreviazioni, pochi grassetti e corsivi, niente testo sottolineato, NON SCRIVERE IN MAIUSCOLO. E te lo ripeto, vai a capo spesso.
  • Allegare un curriculum che non sia in formato .doc o .pdf (io invio tutti e due i formati insieme, il resto è inutile).
  • Usare un indirizzo email del tipo “[email protected]”: tu prenderesti sul serio uno che si fa chiamare Bucciamarcia?

A proposito dell’ultimo punto, l’unico formato email accettabile è [email protected] A meno che tu non voglia usare una tecnica sconosciuta che farà veramente (ma veramente) impressione con qualsiasi invio online…

L’indirizzo di posta personale, qualcosa del tipo [email protected] Costa meno di un euro al mese con Tophost, e fai un figurone. Per il costo di una pizza e coca cola l’anno, non mi sembra un investimento fuori di testa.

3 – Fai un follow-up

“Follow-up” significa contattare il datore, possibilmente per telefono, due giorni lavorativi dopo aver inviato la candidatura.

Il pensiero standard del datore che legge un altro noioso curriculum email è: “eccone un altro che sta tutto il giorno a inviare CV a caso.” Per quanto bella sia la tua lettera di presentazione, non andrai da nessuna parte se non vieni preso sul serio.

Se dopo qualche giorno il datore riceve una tua telefonata in cui chiedi se ha letto il tuo curriculum e ha domande ulteriori da farti, capirà che stai facendo sul serio. Ti interessa la posizione, sei motivato e pronto a farti il mazzo per lavorare.

È un trucchetto semplice che fa sempre la sua sporca figura, soprattutto con aziende piccole e professionisti.

4 – Non usare internet

Anche se il mio stipendio me lo faccio online (o forse proprio per questo), sono consapevole dei limiti della tecnologia. Internet ha reso fin troppo facile l’invio di una  candidatura, al punto che la tua si perderà fra migliaia di altre. I pochi che si prendono la briga di usare i mezzi tradizionali risaltano, perché dimostrano fin da subito di essere motivati.

Internet dovrebbe essere la tua ultima risorsa per cercare lavoro, da sfruttare solo quando hai finito gli altri canali. Il modo migliore per presentarsi a un’azienda è di persona (in caso di un negozio che espone l’annuncio), o con l’invio cartaceo seguito da telefonata due giorni dopo.

Sfrutta internet per trovare aziende locali che assumono, poi vai a trovarli. Se possibile, contatta uno o due dipendenti per farti dare dei consigli su come approcciare il datore. Ci metterai più tempo, ma otterrai più colloqui in questo modo.

Solo quando ti è fisicamente impossibile usare i mezzi tradizionali dovresti inviare una candidatura email, non come scorciatoia per evitarti la seccatura dell’invio tradizionale: è proprio quella seccatura che fa la differenza fra un curriculum letto e uno eliminato.

Stefano Mini è blogger, imprenditore, viaggiatore, allevatore di lama e musher (tiè). Fra le sue cose serie, leggi i suoi consigli per compilare un curriculum.

[Photo Credits (Flickr Commons): www.flickr.com/photos/crunchcandy]

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Commenti

  1. Marcello dice:

    Condivido buona parte dei suggerimenti forniti dall’articolo, ad eccezione dell’importanza dei portali.
    Sopratutto per lavori qualificati, i portali rappresentano un buono strumento per gli HR che possono permettersi di fare una prima grossa scrematura effettuando delle ricerche incrociate: età, voto di laurea, università, esperienze lavorative etc.

    • Ciao Marcello, grazie del commento. Può essere che, come dici tu, in alcuni settori sia utile iscriversi ai portali del lavoro per farsi notare dai datori. Soprattutto per lavori molto di nicchia con pochissima offerta, dove ci sono pochi curriculum a fare concorrenza.

      Mi spiego: se voglio un lavoro come tecnico informatico di base, ci saranno già centinaia di curriculum uguali al mio, diversi dei quali più belli. Qui ho poche speranze. Ma se sono un programmatore SAP con 10 anni di esperienza, avrò meno concorrenza perché in pochi lo sanno fare. Quindi sì, le possibilità aumentano.

      D’altra parte, si potrebbe dire che un programmatore SAP non ha particolari difficoltà a trovare lavoro a prescindere dal canale utilizzato. :D

      L’anno scorso ho fatto un esperimento con questi portali, inviando il mio curriculum. Il mio lavoro era mediamente qualificato: marketer con esperienza in USA e una start-up in attivo. Però di risposta non ne ho avuta nemmeno una, da qui ho dedotto che non ne valeva la pena.

      Ripeto, magari esistono dei mercati in cui è meglio usare i portali, ma nelle mie ricerche non ne ho trovato nemmeno uno. Tu che ne dici?

      • Marcello dice:

        Ciao Stefano, sicuramente dipende dal settore. Tieni conto però che compilare i campi richiesti da 1-2 di questi portali richiederà una mattinata a dire tanto, e il mantenimento è minimo. Ti viene offerta invece la possibilità di ricevere avvisi periodici per lavori selezionati secondo i parametri che hai impostato, di applicare tramite il portale (in genere applico poi anche direttamente sul sito dell’azienda) e di aggiungere CV e lettera motivazionale.
        Nel mio ambito, quello finanziario, più volte sono arrivato al colloquio in questo modo, ma non bisogna certo aspettarsi di ricevere un feedback positivo ad ogni applicazione.
        Per quanto riguarda i profili migliori, questo è un problema a monte. Se cerco un posto di lavoro dove diverse persone significativamente più competenti di me applicano, allora vuol dire che sbaglio la ricerca: o sto sparando troppo in alto, oppure non è il mio settore. In questi casi, a parte segnalazioni (per non dire raccomandazioni), c’è poco da fare…

        • Siamo in un settore simile (tu finanza io marketing), eppure abbiamo avuto esperienze molto diverse con questi portali. Anche fra le persone che conosco, nessuno ci ha trovato lavoro. Per questo sono arrivato alla conclusione che quella mattinata può essere meglio spesa con il networking, uno strumento che a lungo termine può fare miracoli. O nell’aggiornamento professionale.

          Grazie del commento e per aver fornito uno spunto in più. :)

        • Furio dice:

          Nel campo in cui lavoravo io (l’università) quello che funzionava meglio erano le newsletter: ovvero tu ti iscrivevi, ad esempio, alla newsletter della IEEE e ogni mese ricevevi una email contenente le offerte di tutte le migliori università del pianeta. Una sorta di digest.

          A ‘sto punto toccava a te inviare cover letter e curriculum (che poi è quello che suggerisce Stefano nell’articolo).

          Non so però se tali newsletters esistano anche in altri campi o se, invece, il settore accademico rappresenti un’eccezione

          • Fra le università sì, esistono newsletter succose e le consiglio, ma sono molto di nicchia. Per altri settori, non ho mai visto newsletter serie. Di sicuro non ce ne possono essere di generali, magari altri settori specifici hanno network di qualità.

          • Furio dice:

            Sip, immaginavo che l’università fosse un settore a parte.

  2. francesca dice:

    La maggior parte degli annunci pubblicati su internet non danno il nome del datore di lavoro ma spesso e volentieri solo l’agenzia interinale che se ne occupa…. e credo proprio per evitare che le ditte siano sommerse dai CV… in questo caso che si fa???

    • A volte con una ricerca Google dell’annuncio si trovano le fonti, dopo un po’ diventi esperta a trovare il vero datore. ;)

      Altrimenti se non c’è niente, una candidatura anonima è meglio di niente. Puoi comunque personalizzare la lettera di presentazione con le specifiche richieste del bando, che è già molto.

  3. Anna dice:

    Ciao, ho appena scoperto questo sito molto educativo direi, mi hai proprio ,,aperto” gli occhi per quanto riguarda il modo di candidare per un posto di lavoro.Una prima domanda: se io voglio andare personalmente al datore per lasciare il mio curriculum, oppure telefonare, cosa devo fare si ricevo le risposte del tipo: Signorina il cv lo dovete lasciare nel nostro sito nella sezione cosi cosi cosi…?
    e poi una mia curiosita, è vero che per le candidature si deve rispondere da parte dei resurse umane a prescindere dalla risposta? cioè si deve dire anche no ci dispiace…qualcosa dal genere…
    Aspetto la tua risposta…e complimente per quello che fai per noi :)
    P.S. chiedo scusa per gli errori grammaticali, tra l altro non sono italiana…

    • Ciao Anna. In Italia è difficile bypassare queste procedure per le grandi aziende, sono MOLTO rigidi. Se riesci a trovare il numero o contatto Linkedin del dirigente del reparto dove vuoi lavorare bene, altrimenti ci puoi fare poco. Per le risorse umana meglio non passarci affatto quando possibile. Per questo è molto più “divertente” fare colloqui per piccole aziende, piuttosto che grosse. Ci sono più possibilità di distinguersi.

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