Sei un estremista e non lo sai?

Ti raccontano che dovresti specializzarti.

Che per avere successo dovresti concentrare tutte le tue energie su una delle tue qualità invece che disperdere le tue risorse – il tempo in primis – tentando di imparare tutto allo stesso tempo.

Ciò è vero solo in parte. Anzi, spesso si tratta di un errore.

Sono cinque anni che vai in palestra e fai la dieta per avere il fisico di Arnold Schwarzenegger ma ancora non vedi uno straccio di ragazza?

Pensi davvero che la soluzione sia quella di passare ancora più tempo in palestra, spendere tutte le tue energie emotive in una dieta massacrante?

Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare di ottenere un risultato diverso, Albert Einstein

Forse quello che ti serve non è aumentare ancora la tua massa muscolare. Forse sei semplicemente timido. Forse dovresti spendere più tempo a imparare a trattare con la gente piuttosto che continuare a sudare in palestra.

L’80% dei risultati che ottieni è dovuto al 20% dei tuoi sforzi, Vilfredo Pareto

Il Principio di Pareto non è una solo teoria sofisticata. E’ la legge che governa i nostri sforzi.

In cerca di equilibrio

Quando nel 2007 iniziai a imparare lo spagnolo, in Francia, un amico rumeno che parlava francese molto meglio di me mi consigliò:

Dovresti piuttosto concentrarti sul francese, migliorare sino al punto da essere scambiato per uno di loro.

Prima di tutto non ho assolutamente intenzione di essere scambiato per un francese. E tra l’altro, ha davvero senso passare dieci anni della tua vita a inseguire una chimera? O una erre moscia?

No, preferisco dedicare un anno di sforzi al francese, migliorarmi sino al punto in cui posso comunicare senza problemi con la gente, e poi passare ad altro.

Esplorare nuove possibilità, lo spagnolo, l’inglese o, pourquoi pas, il cinese!

L’approccio è sempre lo stesso: pensa 80/20.

Pareto ha ragione: un esempio classico

La lingua cinese possiede 9,993 caratteri. Ci sono però caratteri che vengono utilizzati molto più spesso di altri. Ad esempio, se conosci i 100 caratteri più comuni sarai in grado di leggere il 41% dei caratteri presenti in un quotidiano o libro.

100 caratteri su 9,993 vuol dire l’1%. Mi spiego meglio, con l’1% dello sforzo necessario per conoscere tutti i caratteri cinesi avrai ottenuto il 41% dei risultati!

Se arrivi a conoscere i 1,000 caratteri più comuni potrai leggere l’87% dei caratteri contenuti in un quotidiano. Ovvero con il 10% dello sforzo otterrai l’87% dei risultati.

Qui non si parla neanche di 80/20, bensì di 87/10!

Se non credi che la mia analisi sia veritiera ti invito a controllare le statistiche di persona.

Si può condurre un’analisi di questo tipo in qualsiasi campo. Tornando alla metafora della palestra, un’ora alla settimana di esercizio a otto picchi (tre sedute da venti minuti l’una) ti darà quasi gli stessi risultati, a livello di massa muscolare e perdita di peso, di un’ora di pesi al giorno (testato su me stesso).

Poi certo, se vuoi diventare un body builder professionista dovrai passare le tue serate in palestra e imbottirti di anabolizzanti. Ma è davvero quello che vuoi?

Domande retoriche

A che serve conoscere tutti i caratteri cinesi se poi sei troppo timido o insicuro per comunicare in una lingua che non sia la tua?

A che serve essere ricchi sfondati se poi non hai un amico?

La mia idea è che chi si dedica esclusivamente al proprio fisico, al business, o magari alle relazioni sociali non può essere completo.

Penso che nella vita ci siano delle aeree generali in cui tutti, chi più chi meno, abbiamo infinite potenzialità di miglioramento.

Chiaramente non possiamo pretendere di diventare super esperti in tutte queste aree. Ma come ho appena dimostrato, applicando il principio 80/20 possiamo ottenere la maggior parte dei risultati in un frazione del tempo necessario per diventare dei veri esperti.

Facciamo un piccolo test

Facciamo un giochino, come diceva un caro amico alla fine dei ruggenti anni ’90. Rispondi a queste domande:

  • Sei soddisfatto del tuo lavoro e del tuo rapporto con i colleghi? E di quello che guadagni? Cosa puoi fare per migliorare la tua situazione o trovare un lavoro migliore?
  • Ti ammali spesso? Hai l’acne? Si tratta probabilmente di un problema di alimentazione. Continuo a linkare all’articolo sulla dieta perché non sarò soddisfatto sino a che non l’hai letto : P
  • Hai una vita sociale al limite della perfezione ma, al contempo, un lavoro di merda che vorresti lasciare per fondare la tua azienda? Non sai da dove iniziare? Probabilmente è perché non hai mai provato a dedicarci del tempo.
  • Com’è la tua vita sociale? Il tuo rapporto con i tuo amici? Vorresti conoscere più persone interessati? Cosa ne dici di smetterla di lamentarti sempre, sorridere di più e diventare una persona con cui le persone si trovano a proprio agio? Non devi diventare un esperto di relazioni pubbliche per riuscirci, basta un piccolo sforzo per ottenere il risultato che vuoi. 80/20!
  • Com’è il rapporto con la tua famiglia? Non è sempre colpa di tuo padre o tua madre se esistono incomprensioni che non riuscite a risolvere…
  • Hai imparato a vivere da solo o hai solo sostituito tua madre con una ragazza che ti lascerà presto perché sei un mammone rompi cazzo? No, sul serio, pensaci perché è importante… imparare a essere indipendente richiede un piccolo sforzo, ma il risultato potrebbe essere quello di salvare il tuo matrimonio. 80/20!

Chiediti quali aree hai già “conquistato.” E’ probabile che siano le stesse a cui stai dedicando, ancora oggi, la maggior parte del tuo tempo.

Poi pensa a come potrebbe essere diversa la tua vita se, anziché continuare a perfezionarti in quello che già sai fare bene, spendessi un po’ di tempo a migliorarti nelle aeree in cui sei ancora un completo principiante.

Diritto di nascita

Tutti nasciamo con una naturale predisposizione per una data aerea. E seguire i nostri interessi va benissimo. Bisogna però trovare un equilibrio.

Van Gogh era un artista dal talento immenso ma è morto a 37 anni, probabilmente suicida, sicuramente povero e in rovina.

Picasso aveva la stessa predisposizione artistica, ma è vissuto sino all’età di 92 anni, ha avuto più donne di Rocco Sifredi e fatto più soldi di tutti noi messi assieme.

Qual’è la differenza? Van Gogh sapeva solo dipingere, Picasso invece era una persona completa.

E adesso non pensare “Ma io non ci riesco.” Ci hai mai provato?

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Commenti

  1. Secondo me dipende dal DNA che ognuno di noi ha più o meno diverso da quello degli altri, se nel mio DNA c’è scritto TUTTOLOGO allora devo fare il TUTTOLOGO perchè i TUTTOLOGI sono indispensabili, se nel mio DNA c’è scritto SPECIALISTA allora devo fare lo SPECIALISTA perché anche gli SPECIALISTI sono indispensabili…

    Al di là del commento in generale sul tuo argomento, caro Ivan, ne aggiungo un’altro in particolare: ci sono 2 parole volgari che stonano, io ti consiglio di non usarle, scusami ma se non ti dicessi questo vorrebbe dire che vorrei male a te e al tuo blog, come tu vorresti male a me, se accorgendoti di qualche mia negatività, mi ci lasciassi dentro, senza cercare di tirarmi fuori…

    • Ivan dice:

      Specializzarsi va bene. Per seguire con l’esempio fatto nell’articolo, Picasso mi sembra fosse abbastanza specializzato hehe.

      Allo stesso tempo però, confrontando le due biografie, mi sembra chiaro che avesse anche trovato il tempo di sviluppare altri aspetti della sua personalità (al contrario di Van Gogh).

  2. Maria dice:

    Quando diventi madre (o padre) capisci subito che dovrai dividere ed ottimizzare tempo e risore (-:

  3. Virgo dice:

    Qualche volta il segreto si chiama anche botta da culo altro che DNA

    • Furio Fu dice:

      Mah… per me vale sempre il detto “aiutati che dio ti aiuta.”

      Se non hai niente da offrire è inutile avere culo. Alla lunga non funziona.

      Pensa a tutti quei ragazzi che nascono in una famiglia ricca, avendo quindi molte più possibilità degli altri (viaggi, studi all’estero, raccomandazioni, etc), ma anziché approfittarne semplicemente si lasciano imbruttire dal fatto di avere già tutto.

      O a chi nasce con un talento strabiliante ma non ne approfitta. Faccio un paragone calcistico. Prendi Nedved e Cassano, due calciatori dal talento immenso.

      Il primo si è sempre comportato da professionista serio e ha persino vinto il pallone d’oro.

      Il secondo, che aveva tutto per possibilità, cos’ha fatto?

  4. Andrea dice:

    …che poi, in fondo, è colpa tua se dopo 4 anni in Francia ancora non ho la r moscia.

  5. Van Ghog era un artista grandissimo e quindi maledetto.
    Invece Pablo Picasso ha deciso, dopo qualche bel quadro, che fare il commerciante; era più facile e conveniente ma questo lo ha reso solo un comune vecchio ricco uomo. Negli ultimi suoi 50anni ha prodotto una tale quantità di “schifezze” da far dimenticare “Guernica”. Produzione seriale con autografo.
    Certo basta sapere uno cosa vuole…fare per vivere. O sopravvivere.

    • Ivan dice:

      Ciao cara,

      mi piace la tua verve lievemente polemica.

      L’equazione artista grandissimo = maledetto secondo me non è sempre vera.

      Guccini, Platini e Woody Allen sono esempi di artisti secondo me grandissimi ma per niente maledetti.

      Non entro nel merito del presunto sputtanamento di Picasso perché non sono abbastanza esperto. Resta il fatto che qualche bel quadro l’ha prodotto ; )

      Detto questo, chi muore giovane e povero in canna non ha la possibilità di sputtanarsi. Si tratta di una scelta che può fare solo chi invecchia e diventa famoso.

      Van Gogh/Picasso era solo un esempio – forse neanche troppo azzeccato – per rinforzare l’idea principale dell’articolo, ovvero che con uno sforzo limitato è possibile migliorare tantissimo se stessi e la qualità della propria vita.

      Poi come suggerisci alla fine del tuo commento, “qualità della vita” e “felicità” sono concetti soggettivi e, come tali, non quantificabili. Dipende da cosa vuoi, appunto.

  6. Hai toccato un mio “nervo scoperto” e hai risposto con il pragnatismo che apprezzo. Certo in questo “campo” sei nel mio territorio!
    Quando (mai) nella storia l’Artista (vivo) è stato riconosciuto e “pagato” in vita?!
    Raramente.
    Il prezzo (inquantificabile) lo fanno (dopo) i vendori d’Aste…passano secoli.
    Hai ragione “maledetto” è aggettivo troppo soggettivo.
    Artisti e denaro sono: olio e ACQUA. ( acqua sempre Lei!!!!)
    Gillo Dorfles scrisse… “la morte dell’arte”. ( La “merd d’artiste” Dusciamp).
    Cito questo visto la tua passione per il francese :-)
    Devo fare “qualcosa” per mantenermi, posso riuscirci se faccio bene e con ottimismo
    Ciao in cinese come si dice?
    Rimettimi coi piedi a terra

    • Ivan dice:

      Sì, capisco il tuo punto di vista.

      Se potessi scriverei solo non-sense storie invendibili come queste due:

      http://www.saporedicina.com/diventare-playboy-a-saigon/‎

      http://www.saporedicina.com/avvelenati-e-asfissiati-in-xinjiang/

      Purtroppo però devo anche mangiare quindi quello che sto tentando di fare io è una sorta di sdoppiamento di personalità:

      a) scrivere e pubblicare le storie che mi piacciono senza aspettarmi nessun compenso economico

      b) sviluppare dei business redditizi che mi consentano di vivere dove e come voglio (svelerò alcuni dei miei progetti nelle prossime settimane qui sul blog)

      Comunque ripeto, c’è chi ci riesce anche da vivo. De Andrè, Bukowski o Tarantino sono, ad esempio, artisti (secondo la mia definizione tutta personale di “artista”) che se la sono cavata (o se la cavano) piuttosto bene anche da vivi.

Parla alla tua mente

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