Commetti anche tu questi errori grammaticali che ti fanno sembrare stupido?

Durante questo articolo tenterò di rendermi il più ridicolo possibile, svelando alcuni degli errori grammaticali che commettevo e commetto regolarmente.

Perché lo faccio?

Ricordi quando dal mio pulpito virtuale – ergo questo blog – predicavo che l’unico modo per crescere è quello di uscire dalla propria zona di comfort?

Ecco, non scherzavo. Un aspirante autore di fama iper galattica come me dovrebbe evitare errori grammaticali perché, per usare una metafora a me cara:

“Un errore grammaticale in un buon libro è come un dente cariato nel sorriso di una bella ragazza.”

Quindi ho deciso di auto-punirmi con questo articolo, nell’intento che il mio subconscio sgrammaticato percepisca il messaggio.

Lettera dal fronte

Venerdì scorso ho ricevuto quest’email:

Caro Ivan,

Mi permetto di scriverti in privato perché ho notato che fai spesso lo stesso errore grammaticale e, visto che spero di poter leggere un giorno il libro che hai scritto, ho pensato che potrei cominciare a contribuire alla sua gestazione con questa piccola osservazione.

Mi sono accorta che quando utilizzi verbi della 3°coniugazione al passato remoto, metti la terza persona singolare invece della prima.

Ad esempio scrivi “non ci riuscì” invece di “non ci riuscii,” e ancora “quando salì sul palco” invece di “quando salii.”

Ringrazio Chiara per avermi fatto notare uno strafalcione di tal fatta.

Analfabetismo di ritorno

Vedi cara, è difficile spiegare…

Ho fatto il liceo scientifico. Me la cavavo abbastanza bene sia in italiano che in latino. Non mi sognerei mai, ad esempio, di sbagliare un periodo ipotetico del tipo:

“Ma se io avrei (avessi!!!) previsto tutto questo forse farei lo stesso”

Il problema è che cinque anni di ingegneria e altri cinque passati in Francia senza scrivere una parola di italiano mi hanno reso vulnerabile al famigerato analfabetismo di ritorno.

Il quale, inesorabile, ha colpito con più forza di una spada laser maneggiata da uno Luke Skywalker giovane e forte.

Aggiungi al mix sette anni passati a parlare inglese, spagnolo, francese e cinese.

E un pizzico di confusione donatami dal mio bilinguismo naturale.

Sì, perché in Sardegna adattiamo spesso la struttura grammaticale del sardo a quella dell’itaGliano (sono ben diverse). Spesso senza rendercene conto, in barba a Dante e all’Accademia della Crusca.

Furio sgrammaticato

Ecco una carrellata delle amorevoli bacchettate ricevute negli ultimi mesi (o almeno quelle che sono riuscito a ritrovare):

Ti confondi spesso tra GLI e LI. Per carità, niente che una maestra di prima elementare non possa correggere.

Grazie Emanuela!

Qual’è l’errore più comune che commetti quando scatti le tue foto?”
C’è un apostrofo di troppo… sarà mica un refuso del cinese?

Thanks Paolo!

Mi chiedo se davvero voglio (voglia!) portarmi a casa questa pazza furiosa

Merci Valentina!

Mi introduco a due tipe al bancone che però non sembrano troppo interessate a un italiano esagitato

Haha questa è bellissima perché è un refuso dall’inglese “I introduce myself,” che poi vorrebbe dire “mi presento…”

Gracias Massimo!

Occhiverdi è kazakistana (kazaka!) e sta tornando in patria dopo un anno di studi a Wuhan.

谢谢 Tore!

Hai scritto “que” al posto di “che.” Tre volte.

Altro refuso straniero, questa volta desde Suramerica.

Obrigado Memole!

Ah, che fatica . . .

Dovrei arrendermi?

Non tutti ti faranno notare gli errori in maniera educata e costruttiva. C’è chi si nutre di odio. Ad esempio, capita di ricevere email o commenti del tipo:

“E tu, con tutti questi errori che fai, vorresti fare lo scrittore? Ma non farmi ridere…”

Tralasciamo il fatto – anzi no – che utilizzare il verbo “fare” tre volte nella stessa frase non ti fa fare una bella figura.

Un mio caro amico bogotano sostiene che chiunque ti attacchi senza motivo apparente sia sessualmente represso. Non so se sia vero ma, come cura preventiva all’odio generalizzato, suggerisco:

  • Trovarsi una ragazza , un ragazzo, o entrambi.
  • Passare meno tempo da McDonald e più tempo a cucinare.
  • Guardare meno comizi politici e ascoltare di più Bob Marley e Fabrizio De Andrè.
  • Respirare lentamente.

Punta sempre in alto. Non lasciare mai che la paura di renderti ridicolo si frapponga tra te e i tuoi progetti. Continua a lavorare e a migliorarti. I risultati arriveranno.

p.s. se hai notato un errore di grammatica su questo sito lascia un commento qui sotto ; )

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Commenti

  1. gianluca dice:

    Complimenti per lo spirito autocritico e per aver accettato le correzioni o le critiche mosse; non è mai facile. E’ una cosa che apprezzo enormemente. Mi piace quello che scrivi; trovo in te quello che non ho avuto il coraggio di fare io.

  2. Ivan dice:

    Ciao Gianluca,

    grazie per il commento. Quest’articolo l’ho scritto di getto dopo che ho ricevuto l’email che ho inserito nel post. Ammetto che non è stato uno dei più facile hehe

    p.s. ricordati che sei sempre in tempo per cambiare.

    Il mio non è stato un atto di coraggio. Diciamo che mi spaventavano di più i rimpianti che sicuramente avrei avuto se non ci avessi provato : )

  3. tore dice:

    Solo battitura niente errori gli scacchisti,quelli veri, non sbagliano mai.Forse.

    • Ivan dice:

      Spassky qualche errore lo fece, ai suoi tempi ; )

      Certo, lui aveva la scusa di doversi misurare con Fischer . . .

  4. costantino dice:

    Mi stavo chiedendo, sai se per caso esiste una grammatica sardo inglese con i dvd per studiarlo…….. l’inglese, naturalmente….
    Ciao, Costantino

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  1. […] Un altra maniera sicura per partire già con dieci punti in meno è quello di commettere errori grammaticali che ti fanno sembrare stupido (io sono un esperto nel riuscirci). […]

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