Scrivere un curriculum vitae europeo in italiano, inglese o spagnolo

curriculum vitae europeo

Se sai già cos’è un curriculum vitae europeo e stai solo cercando un modello o esempio da scaricare, alla fine di quest’articolo trovi i link per scaricare il curriculum vitae europeo in italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco in formato Word.

Si tratta dei modelli ufficiali rilasciati dal sito di Europass.

Se invece vuoi saperne di più, leggendo quest’articolo imparerai:

  • Cos’è un curriculum vitae europeo e perché dovresti almeno darci un’occhiata.
  • Gli errori più comuni che si commettono al momento di inviare un curriculum e la maniera per evitarli.

Cos’è il curriculum vitae europeo (o Europass)?

L’Europass – cioè l’ex curriculum vitae europeo, – è un modello pre-compilato che ti offre la possibilità di costruire un curriculum standardizzato in modo da evitare di omettere informazioni importanti.

Anche se hai la necessità di personalizzare il tuo curriculum vitae (magari perché sei un designer grafico e nel tuo campo è prassi comune inviare curriculum “artistici” o perché invece intendi proporti per una posizione statale che richiede un modello preciso) ti consiglio di dare un’occhiata all’Europass per capire quali sono le informazioni chiave da inserire in un buon curriculum.

Gli errori più comuni al momento di preparare un curriculum vitae

Se esistono già dei modelli ufficiali scaricabili gratuitamente perché, ti starai forse chiedendo, sento il bisogno di scrivere quest’articolo?

La risposta è che conosco ancora tanta gente che non sa come scrivere un curriculum vitae decente e invia a un possibile datore di lavoro delle robe assurde, di solito troppo lunghe e incasinate perché il cacciatore di teste possa raccapezzarsi.

Come dice un mio amico a proposito di chi si presenta a un tavolo di ubriachi con una lattina di Coca Cola, “stai già partendo con dieci punti in meno.”

Ecco gli errori più comuni che, al momento di inviare un curriculum, ti fanno partire già con dieci (venti?) punti in meno:

Scrivere un curriculum troppo lungo

Il curriculum vitae europeo (scaricabile alla fine di quest’articolo) non ha solo due pagine per casualità o perché chi lo ha concepito quel giorno avesse altro da fare.

E’ così corto perché è stato ideato per andare dritto al punto. In un mondo perfetto un cacciatore di teste (cioè il responsabile delle risorse umane di una data impresa, ovvero chi si occupa dei reclutamenti) sorriderebbe sempre e avrebbe due ore da dedicare al tuo curriculum.

La verità è che probabilmente è oberato di lavoro, sta combattendo contro una crisi emorroidale che neanche dieci pastiglie di Arvenum sono riuscite a lenire ed è sotto pressione perché l’ultima segretaria che ha assunto si è emozionata e, mentre tentava di prenotare un volo Milano-Shanghai, ha fatto cadere il passaporto del grande capo nel caffè latte.

L’unico modo per ricevere un po’ di attenzione è quello di inviare un curriculum che vada dritto al punto (possibilmente entro le due pagine).

Hai presente il raggio laser di Mazinga Z? Ecco, uguale.

In un curriculum vitae non c’è spazio per divagazioni, abbellimenti neo-classici e doppi aggettivi riferiti allo stesso sostantivo. Aggettivi? Dimenticateli perché già sono di troppo in un romanzo. Figuriamoci in curriculum!

Non personalizzare il curriculum a seconda della situazione

Il contesto è tutto. Te lo voglio spiegare con una metafora. Diciamo che sei all’Hollywood di Milano e che hai adocchiato una tipa tutta agghindata che beve champagne al bancone.

Tu sei pure vestito bene (o almeno credi) ma, a parte quello, non assomigli certo a Brad Pitt. Sai che hai solo una possibilità per attirare la sua attenzione ma, anziché incuriosirla tirandole una ciocca di capelli e chiedendole se sono finti (giusto per fare un esempio, non che io ti consigli di farlo davvero : P) le sorridi ed esclami “Ciao, vieni qua spesso?”

No caro mio. Quello che succederà sarà che lei, che questa linea l’ha già sentita duecento volte (a notte), ti guarderà dall’alto in basso, farà una smorfia e tornerà a succhiare champagne dalla sua cannuccia macchiata di rossetto.

Non sto dicendo che “Ciao, vieni qua spesso?” non può funzionare. Anzi, se dici la stessa frase alla stessa ragazza mentre sta leggendo un libro da Starbucks in ciabatte probabilmente lei ti darà il suo numero.

Perché da Starbucks si sente sicura e, parte te, non c’è nessuno che va a romperle le balle con frasi stupide.

E’ il contesto che fa la differenza.

Tornando a noi, se stai inviando il tuo curriculum al M.I.T. per quel posto da ricercatore in matematica che hai sempre sognato (non ti invidio!) dovresti dare la precedenza alla qualità e quantità delle tue pubblicazioni scientifiche e alla tua capacità di reperire fondi governativi.

Non dico che devi evitare di accennare al fatto che sei molto bravo nel networking e quando vai ai party sei una persona piuttosto socievole. Però, per il reclutatore del M.I.T., queste non sono esattamente delle priorità.

Al contrario, se aspiri a un posto da P.R. all’Hollywood di Shanghai (sì, gli italiani sono sempre in espansione e, alle volte, ciò non è affatto positivo) è probabile che delle tue pubblicazioni su Science o Nature se ne fottano.

Anzi, ti consiglio di non accennarvi affatto perché potrebbero ritenerti un secchione o, peggio, troppo qualificato.

You are overqualified my dear!

Sì, mi rendo conto che sto esagerando. Però non si tratta di un’ovvietà. Tanti tendono infatti ad inviare lo stesso curriculum ad aziende diverse, che magari si occupano di settori complementari ma comunque differenti.

Ecco, si tratta di un errore. Dovresti sempre personalizzare il tuo curriculum a seconda del posto di lavoro che vuoi ottenere.

Lo so che sembra vago. Vediamo un esempio:

Quando nel 2009 inviai il mio curriculum a un’università cinese misi l’accento sul fatto che la mia esperienza passata (astrusi algoritmi che non sto qui a descrivere) sarebbe potuta tornare utile nel contesto della decongestione del traffico nelle autostrade (un tema molto caldo in Cina).

Quando, sempre nel 2009, venne il momento di propormi per una posizione in Giappone, cambiai invece la mia proposta mettendo in evidenza come avrei potuto lavorare nel campo della domotica (le case del futuro tanto care ai giapponesi).

Accettarono di assumermi in entrambi i posti. Alla fine scelsi la Cina e partorii un’altra serie di astrusi algoritmi.

Non correggere lo spelling e/o la grammatica

Un’altra maniera sicura per partire già con dieci punti in meno è quello di commettere errori grammaticali che ti fanno sembrare stupido (io sono un esperto nel riuscirci).

Adesso non pretendo che consulti l’Accademia della Crusca a ogni piè sospinto (si dice così?).

Però utilizzare le funzioni “correggi lo spelling” e “controlla la grammatica” di Microsoft Word o Open Office (un programma gratuito con le stesse funzionalità di Word) per evitare di fare la figura dello sgrammaticato ti costa al massimo cinque minuti e ti fa sembrare molto più intelligente : P

Non allegare nessuna lettera di raccomandazione

Questo punto non può realmente essere annoverato come un errore quanto piuttosto come un’occasione persa per distinguerti dalla tua concorrenza (cioè i figli di buona donna che vogliono rubarti il TUO posto di lavoro ideale).

Le ragazze: snobbano sempre chi non si fa,
e se non c’hai a ragazza, non passare in città,
perché le donne vogliono vedere prima chi ti scopi,
chi invece gira sempre da solo, non piace mai alle… ragazze

Magari Fabri Fibra ti risulta indigesto. Però ha ragione.

Riprendiamo la metafora precedente. Diciamo che ti presenti all’Hollywood solo come un cane con la dermatite o, al contrario, in compagnia della sorella di Belen e di altre tre stangone.

Non pensi anche tu che in questo secondo caso la ragazza che sorseggia champagne al bancone sarebbe più propensa a darti il suo numero di telefono o a lasciare il locale in tua compagnia per “andare a mangiare qualcosa”?

Sì chiama social proof. E funziona. Perché pensi che i siti web si preoccupino di inserire sulla pagina principale frasi del tipo “Visto sul New York Times“?

Il giorno che il New York Times mi dedica un articolo lo metto su anch’io un bel banner “Visto sul New York Times!” Magari al posto della mia linguaccia qui a lato!

Il punto è che tendiamo a fidarci di più di chi ci viene raccomandato da qualcuno di influente. Anche se per lo più a livello subconscio, la stima che abbiamo per il raccomandante si trasferisce al raccomandato.

Come si traduce il concetto di social proof al momento di inviare un curriculum vitae? Semplice, con una o due lettere di raccomandazione.

Chiedi una lettera di raccomandazione a un tuo ex professore dell’università (preferibilmente quello con cui hai fatto la tesi) o al tuo ex datore di lavoro.

O, se hai vent’anni e hai appena finito il liceo, a un tuo insegnante.

Ah, prima che ti vengano strane idee. Qui non siamo in chiesa. Quindi lascia perdere il nepotismo.

Quando parlo di lettera di raccomandazione non mi sto riferendo al pretendere di essere assunti al comune perché si è cugini della moglie dello zio del sindaco. NO. Mi sto riferendo a una semplice lettera, firmata ad esempio dal tuo relatore di tesi, che riassume brevemente le tue capacità professionali e attesta la tua serietà nel lavoro.
Niente di più e niente di meno.

Hint: Se pensi che non ci sia nessuno che sia disposto a raccomandarti forse dovresti porti la seguente domanda:

Sono gli altri che sono tutti stronzi o forse è anche un po’ colpa mia se nessuno vuole farmi ‘sto favore?

Scarica i modelli del curriculum vitae europeo

Degna conclusione

Non Voglio Lavorare è un sito web che tenta di occuparsi di argomenti il più seri possibili nella maniera più irriverente che il suo autore, Furio detto Ivan, riesca a concepire.

Se pensi che questo articolo ti sia stato utile condividilo su Facebook in modo che anche i tuoi amici possano imparare a scrivere un curriculum vitae decente e/o rimorchiare una stangona all’Hollywood di Milano.

[Photo Credits: http://www.flickr.com/photos/squarcina/ (Flickr’s Commons)]

Iscriviti e Scarica gli e-Book, è Gratis!
Iscriviti e scarica "21 risorse gratuite per imparare l'inglese online" e "Perdere 10 Kg: Le ricette"

Commenti

  1. Veramente un bell’articolo. Pieno di suggerimenti utili ed interessanti. Grazie mille e complimenti!

  2. Gingi dice:

    Un altra maniera sicura per partire già con dieci punti in meno è quello di commettere errori grammaticali che ti fanno sembrare stupido.

    L’apostrofo! :)

    (non è detto con cattiveria, mi è solo sembrato divertente che proprio in quella frase vi fosse l’errore grammaticale più stupido del mondo :D)

  3. Alex dice:

    Ciao ho appena scoperto il tuo blog e sto divorando diversi articoli…davvero bel lavoro complimenti! volevo solo consigliarti una cosa che professoroni (di una business school che ho fatto ad Hangzhou pochi mesi fa) ci hanno detto: lasciar perdere Europass che ha un formato triste e poco funzionale, diciamo pure che il raggio laser di Mazinga non colpirebbe il bersaglio…soprattutto se si intende fare dei CV per imprese cinesi. Ci hanno dato dei documenti che aiutano a scrivere i CV con suggerimenti, esempi grafici ecc tratti da Harvard, MIT e via dicendo ed effettivamente l’europass non si avvicina neanche lontanamente! scusa se mi sono dilungato era solo un consiglio a te e ai tuoi lettori! ciao!

    • Furio Fu dice:

      Ciao,

      grazie per il commento! Per quanto riguarda l’Europass, concordo che non siano il massimo a livello grafico, penso però che rappresentino una buona checklist, sopratutto per chi è agli inizi e non sa bene come fare o COSA inserire nel CV.

      Personalmente utilizzavo un template LaTeX scaricato da internet e modificato da me, ma appunto non si tratta di una soluzione facilissima da implementare : )

  4. salman dice:

    ciao , scusa forse una domanda stupida ma è meglio fare il curriculum in inglese o in italiano ? (per cercare lavoro in italia)

  5. europass, personalizzato, lettera di “referenze”, lettera di presentazione si lettera di presentazione no… provate tutte, la realtà è che chi lavora oggi non scrive neanche i curriculum, perché ha chi gli trova il posto di lavoro, zio, cognato, parenti e amici con conoscenze. Chi invece è a casa in costante ricerca come me, ogni giorno mette a posto un curriculum che sa già finirà nella spazzatura…

    • Furio Fu dice:

      mah… io nel 2010 inviai 10 curriculum e ottenni 3 lavori (ne accettai solo uno chiaramente) senza l’aiuto di nessuno. E come me tanti altri ogni anno.

      Non arrenderti,

      F

  6. Luigi dice:

    Ottimi spunti da tenere in considerazione…

    Va detto anche che il Curriculum Vitae va adattato di volta in volta in base al tipo di Lavoro per il quale ci si candida.

    L’unica cosa sulla quale non mi trovi d’accordo è l’uso del Modello EuroPass, che non il massimo dal punto di vista strutturale, infatti sono molte le aziende ed i selezionatori che non amano questo modello di Curriculum.

    Navigando su Google ho trovato anche quest’altra guida dove ci sono altri spunti interessanti:

    http://www.bloglavoro.com/2014/10/07/come-fare-o-scrivere-un-curriculum-vitae.htm

    diciamo che su quest’argomento si potrebbe scrivere un Libro Intero…..

  7. polpetta dice:

    Salve a tutti io invece mi trovo a Tenerife e ho bisogno di un consiglio per scrivere un buon curriculum in spagnolo cosa consigliate?? Che programma devo usare grazie

  8. Tang Liping dice:

    Ciao

    Per caso potresti pubblicare anche lo schema di curriculum e di lettera di presentazione in cinese ? :-)

    Grazie

    Ciao

    TLp

Trackbacks

  1. […] Poi c’è da dire che non sono più in vena di pubblicare guide pratiche come quella su come imparare l’inglese, su come perdere 10 Kg o su come preparare un CV. […]

Parla alla tua mente

*