Come vincere la paura inconfessata di chi si trasferisce all’estero da solo

vincere la paura

Di cosa parlo? Della paura di non riuscire a costruirsi una vita sociale nel paese in cui ci si trasferisce, di dover uscire perennemente da soli, umiliati e offesi.

Ovviamente se stai partendo per l’Erasmus il problema non si pone, avrai infatti la possibilità di incontrare tanti altri studenti nella tua stessa situazione. Ma cosa succede quando ti trasferisci a lavorare per un’impresa privata, magari in un paese asiatico dove tutti i tuoi colleghi sono già sposati e non hanno nessuna intenzione di socializzare al di fuori del posto di lavoro?

Si tratta di una situazione che ho vissuto in prima persona nel dicembre del 2011, quando mi sono trasferito in una città cinese di seconda fascia per lavorare in un laboratorio dove nessuno, ma proprio nessuno, era minimamente interessato ad avere un benché minimo rapporto sociale con il sottoscritto (al di fuori delle cene di lavoro e di poche altre occasioni). Per carità, bravissime persone. Semplicemente non avevamo nessun interesse in comune.

Ecco le strategie che ho utilizzato per uscire dall’impasse.

Muovi il culo

Se l’unico tragitto quotidiano che compi è quello da casa a lavoro e in ufficio non c’è nessuno che ti dia corda sarai destinato alla solitudine. O peggio, ad accontentarti di andare in giro con persone – magari i tuoi colleghi di lavoro, – che non condividono i tuoi interessi e che non ti permettono di divertirti come vorresti.

Dice il saggio: meglio soli che male accompagnati.

Couchsurfing

Couchsurfing.org è un sito nato per mettere in contatto viaggiatori di tutti i tipi con persone che sono invece disponibili ad ospitare, gratuitamente, tali viaggiatori in casa propria.

Nonostante io non abbia mai utilizzato il sito per farmi ospitare (troppi problemi, preferisco mantenere la mia indipendenza e andare in ostello), mi è capitato di ospitare saltuariamente qualche surfer.

Ma le potenzialità di Couchsurfing vanno molto al di là del trovare un posto letto gratuito. In pressoché tutte le città del pianeta è infatti presente uno zoccolo duro di Couchsurfers che organizza riunioni settimanali. Gli obiettivi di tali riunioni possono variare, dallo scambio linguistico a una semplice serata al pub. E’ però il tipo di persona che si presenta a tali riunioni che le rende così interessanti. Normalmente si tratta di:

  • Espatriati: in Asia di solito sono loro ad organizzare le riunioni.
  • I locali interessati a conoscere stranieri per i motivi più svariati, dal migliorare la propria padronanza dell’inglese al trovare un fidanzato (o una fidanzata) esotico, per così dire.
  • I viaggiatori. Se il tuo scopo è quello di farti degli amici nella città in cui ti sei appena trasferito probabilmente tale categoria non t’interesserà troppo. Però sono i viaggiatori, sempre diversi, che contribuiscono a rendere le riunioni di Couchsurfing sempre interessanti e diverse dalle precedenti.

Cosa succede se nella città in cui ti sei trasferito nessuno si prende la briga di organizzare riunioni settimanali?

Semplice, fai come ho fatto io nel 2011, ed inizi ad organizzarle tu. Ricordo che alla prima che organizzai si presentò solo una ragazza, ma alla seconda già eravamo in dieci. Dopo alcuni mesi l’evento era diventato talmente normale che non c’era più neanche bisogno di organizzare i meeting, nel senso che la gente ogni venerdì si ritrovava nello stesso bar alla stessa ora.

Datti agli hobby

Non tutti gli hobby sono creati uguali. Se ti dai all’uncinetto probabilmente non incontrerai tanta gente. Ma se ti iscrivi a un corso di lingua o ti unisci a una squadra di football americano, probabilmente riuscirai a crearti un gruppo di amici che condividono i tuoi interessi.

Un altro sito web piuttosto interessante è Meetup.com, dove puoi unirti a gruppi che si specializzano negli interessi più disparati. Dal gruppo di corsa campestre a quello degli scacchi. Le potenzialità sono infinite.

Sii propositivo

Non devi per forza diventare il centro della festa. Però se incontri una persona con la quale pensi di poter andare d’accordo e sviluppare un’amicizia a lungo termine chiedile il numero di telefono, invitala a pranzo, fai un po’ te. La mia esperienza è che se esci di casa e incontri gente di continuo la selezione avviene in maniera piuttosto naturale.

Uscire da soli

Ok, questa tattica richiede uno sforzo maggiore in quanto, a causa della natura sociale degli essere umani (dovuta al fatto che nell’era primitiva chi si trovava da solo era destinato a morire giovane), presentarsi in un bar o in un club in estrema solitudine è per noi motivo di imbarazzo.

O mio Dio, cosa penserà di me la gente? Riuscirò a trovare qualcuno con cui parlare?

La verità è che io adoro uscire da solo perché mi trasformo. Se sono già in compagnia di altre persone non devo infatti impegnarmi, posso benissimo adagiarmi sugli allori e interagire solo con i miei amici, senza dover quindi spingermi al di fuori dalla mia zona di comfort andando a parlare con sconosciuti (e quindi correndo il rischio di essere rifiutati).

E’ uscendo da solo che, dal punto di vista sociale, do il meglio di me. Vado nei bar e nei locali e attacco bottone con gente a caso. Devo dire che è una tattica che funziona più per trovare ragazze che amici però hey, non di sola amicizia vive l’uomo : P

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Commenti

  1. giovanni dice:

    come sempre i tuoi articoli sono sempre molto interessanti

  2. Giuseppe dice:

    Concordo sul concetto dello spingersi al di fuori della propria zona di confort, io spessissimo sono vittima della mia pigrizia e della tendenza ad essere “abitudinario a tratti” nel senso che sono abitudinario per un periodo, per esempio nelle ultime settimane faccio colazione sempre con i croissant all’albicocca, ma è una passione che sta volgendo al termine. Nella fase precedente alternavo tra un inzuppata di saccottini alla fragola e una di croissant integrali, prima ancora adoravo il contrasto pan di stelle/macine… Col tempo mi son reso conto che questa stramberia caratterizza quasi tutte le mie scelte e oggi l’ho battezzata così: “abitudinario a tratti”.

    • furio dice:

      hmm penso sia normale in effetti. Sì, è una forma di pigrizia che si oltrepassa solo quando ti stuffi haha

  3. Frida dice:

    Questo articolo non poteva non catturare la mai attenzione…
    Sono “inciampata” nel tuo sito mentre ero alla ricerca di informazioni circa il visto per la Cina e guarda un po’ cosa scovo….un Matto Vero, con la “emme” e la “vi” maiuscole perche’ per me si tratta di un complimento…mi rispecchio nel tuo ideale di “nonvogliolavorare”, mi sono concessa un anno sabbatico girando alla scoperta dell’Indocina e ora sono “in transito a casa”…indecisa e spaventata da cosa voglio e cosa cerco, in bilico tra un misterioso salto nel buio da affrontare con pochi risparmi, l’idea di insegnare inglese ed italiano all’estero come nuova carriera per staccarmi dalla vita di sempre, una ricerca frenetica di amore, emozioni e scoperte che da quando ho fatto il mio lungo viaggio (fuori e dentro di me) temo di non poter trovare qui dove sono cresciuta…. L’eta’ che avanza, i dubbi, gli affetti, la routine, le prospettive…. Un insieme confuso di pensieri che mi sta irrigidendo e non mi sta facendo capire in che direzione muovermi. Il tuo sito e’ stato un segno… Si credo faro’ click su skyscanner. Bangkok, citta’ impressa nel mio cuore. Hong Kong. Shangai. 2 metropoli da scoprire. Il resto verra’ da se’…..grazie.

    • furio dice:

      wow se adesso il sito diventa pure un “segno” inizio a montarmi la testa : P

      Grazie per la testimonianza e buona fortuna con il tuo viaggio…

      a est a est a est si va… cantava Augusto Daolio haha

  4. barbara dice:

    sei proprio forte!! mi ritrovo in alcune delle tue situazioni descritte qua e là nel blog e mi vien da ridere per come sdrammatizzi!!! se tu non fossi in Cina, ti proporrei un incontro… ciao!!

Parla alla tua mente

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