Come dimenticare la nostra ex ragazza (o il nostro ex)

Sarà un dono delle muse?

Attento alle tue idee, diventano azioni
Attento alle tue azioni, diventano abitudini
Attento alle tue abitudini, diventano il tuo carattere
Attento al tuo carattere, diventa il tuo destino

Scrivo quest’articolo un po’ per caso, interrompendo qualcosa di ben più importante che stavo facendo (vabbé lo ammetto, stavo facebookiando).

Si tratta probabilmente di una congiunzione astrale. O per chi crede negli antichi miti, di un dono delle muse.

Sì, perché oltre a cazzeggiare su Facebook stavo anche ascoltano “Nati per subire” dei Zen Circus.

Inoltre sono inciampato per caso su una vecchia citazione (quella all’inizio dell’articolo) e, subito dopo, ho iniziato a leggere l’ultimo post di Seth Godin, intitolato “Una leggenda nella mia testa” (in inglese).

Rivangare nel passato

Seth ci ricorda che più rivanghiamo nella nostra memoria, più il ricordo di un’esperienza passata si discosta dalla realtà, assumendo sembianze mitologiche.

Così capita che, anche se a marzo erano ben chiare le ragioni per cui avevamo deciso di mettere fine alla nostra relazione sentimentale, a maggio ce ne se siamo dimenticati.

Ci tornano invece alla mente solo i bei momenti condivisi nel cuore della nostra relazione, o magari all’inizio, quando anche due giorni con la febbre a quaranta – ma in compagnia della nostra amata/o – corrispondevano a un momento di condivisione gioiosa.

E così i nostri pensieri si moltiplicano come il peso di una valanga alpina, prendendo il controllo della parte irrazionale della nostra mente e trasformandosi in qualcosa di diverso, in nostalgia dei tempi andati.

Dalla mente al braccio

E poi, riprendendo la citazione all’inizio di quest’articolo, i nostri pensieri diventano azioni, abitudine.

Nella fattispecie l’azione corrisponde a una chiamata alla nostra amata o presunta tale. Magari dopo qualche settimana di amichevole stalking sui social network.

Dopo un approccio impacciato e un po’ codardo:

“Ciao, ti chiamavo solo per sapere come stavi”

si passa a sondare le acque:

“Sai, mi sento un po’ giù…”

che, spesso indipendentemente dalla risposta, diventa un:

“Uhhhhhh mi manchi”

A questo punto le cose sono due.

Tornare assieme

O anche la nostra amata – o amato – si trova nella stessa situazione di merda (ehmmm volevo dire di stallo) e allora il tutto si risolve con un:

“Vabbé torniamo assieme che è meglio.”

E se son rose (s)fioriranno.

Non nego che ciò possa essere un bene. Forse si trattava davvero della persona della nostra vita e non ce n’eravamo accorti per superficialità o perché tutti, con il tempo, tendiamo a dare per scontate e trascurare le nostre relazioni.

Rendendole banali. Monotone. Spaccacoglioni.

Ma più spesso il tornare assieme è solo un palliativo alla nostra situazione di stronzi autosuggestionati dal nostro ipotalamo. E dopo due settimane di mano nella mano ci accorgiamo che in effetti avevamo ragione ad esserci lasciati, che questa storia non poteva andare avanti per questo, codesto e quell’altro motivo.

E il ciclo ricomincia sinché non impariamo a controllare i nostri pensieri e quindi le nostre azioni.

Je ne t’aime plus mon amour

Il problema vero però è quando, durante la famosa chiamata del “mi manchi,” la nostra ex ragazza/o ci manda affanculo, educatamente spiegandoci che se la nostra relazione è finita era perché lei (lui?) si voleva sposare e noi no, o magari perché si abita a 273 Km di distanza ed è inutile farci del male con feroci trasferte settimanali che ci avvelenano il sangue di bile.

Sì, anche se ci costa ammetterlo la nostra presunta anima gemella è stata più scaltra e, anziché pensare a noi sino a trasformarci in un eroe mitologico dotato di unicorno lucente e perfetto, è andata in cerca di più verdi lidi e si è già trovata un compagno più adatto a lei (o a lui).

In questo caso è facile farsi sopraffare ancora una volta dalla nostra mente.

La nostra relazione passata – ormai irrecuperabile – tende a diventare mito.

Un idillio dove tutto era perfetto e che è finita solo perché Dio – o chi per lui – ha deciso che noi non possiamo essere felici.

Siamo destinati a soffrire per sempre.

I nostri pensieri diventano azioni, abitudini e, infine, destino.

E allora giù lacrimoni e sbornie colossali, che non aiuteranno a risolvere il dilemma epocale ma almeno ottenebrano la mente, impedendoci di pensare.

Gli amici servono per questo. O no?

E quindi cosa dovrei fare?

Non sono un esperto di relazioni. Se così fosse sarei un tronista – no, non ho il fisico – o uno di quei giornalisti tronfi che pretendono di spiegarci il senso della vita dall’inserto “Salute” di Repubblica o dalle pagine di GQ.

Ma il mio punto di vista è che se sei già arrivato allo stadio di mitizzazione c’è poco che tu possa fare. A parte piangerci su e riiniziare a vivere.

Studia. Lavora. Guarda la tv. Vai al cinema. Fai Sport. Ma non pensarci.

E, sopratutto, trova qualcun altro che occupi lo spazio vuoto lasciato nella tua mente e nel tuo cuore.

Commenti. Opinioni. Consigli. Esperienze personali. Siete tutti benvenuti : )

Iscriviti e Scarica gli e-Book, è Gratis!
Iscriviti e scarica "21 risorse gratuite per imparare l'inglese online" e "Perdere 10 Kg: Le ricette"

Commenti

  1. Puffo dice:

    Siempre es un error volver con un ex. No merece la pena. Mejor “fuera lo viejo y dentro lo nuevo”.
    ;)

    • Ivan dice:

      haha vos sos como Rikarena:

      “cuando el amor se daña es mejor cambiarlo
      en vez de repararlo
      cuando el amor se daña
      ya no hay vuelta para atrás”

      En la mayoría de los casos pienso que tengas razón. Y me parece que esa es la idea general que sale de este articulo. Mejor acabar pensar en tu ex y buscar otro, no?

      Pero no quise excluir totalmente la otra posibilidad porque conozco gente por la cual ha funcionado. Mi opinión es que a veces, aunque te quieras, haces errores que cagan tu relación por inexperiencia o laziness.

      Eso se puede corregir y en ese caso tal vez aun hay vuelta para atrás.

      Claro, volver solo porque te sientes triste y solo es una estupidez.

      Saludos!

  2. Bobie dice:

    non tornerei col mio ex ragazzo, mai.
    Però ogni tanto ci ripenso, invidio un po’ le relazioni che dall’adolescenza o dall’università vengono portate avanti senza problemi (alcune proprio no, dipende dai casi…).
    Mi piace il pensiero di poter condividere determinati ricordi e ricordi di fasi della vita con la persona che è stata tuo compagno.
    Mi dispiace quando le relazioni finiscono malissimo, che non ci si saluta più, che non ci si parla più e a volte anche le amicizie in comune si spengono.
    Forse è questo: all’inizio pensavo che il desiderio di rivedere il mio ex ragazzo fosse dettato da una passione che non si era ancora spenta, ma in realtà è come dici tu. Nella nostra memoria i ricordi dei bei momenti passati insieme diventano le basi di una storia epica che chissà per quale strano motivo si è interrotta.
    In realtà, solo dopo un po’ d’anni ho capito che il desiderio di poterlo vedere proveniva solo dal fatto che una strada interrotta è come un film che ti stava appassionando lasciato a metà.
    E’ il nostro essere inconsapevoli voyeuristi di noi stessi che ci frega. Perciò ricevere sue notizie, sapere che sta bene, poter vedere di persona se è cambiato oppure no, forse è solo il riflesso e lo strascico del desiderio di sapere come se la cava il tuo personaggio preferito di una serie di cui nessuno è riuscito a finanziare l’ultima stagione. Forse :)
    anyway, complimenti per quello che fai. ti seguo.

    • ivan dice:

      Ciao Bobie,

      grazie per aver condiviso la tua esperienza. Mi piace molto la tua metafora del film interrotto.

      Sull’istinto voyeuristico concordo a pieno. Tra l’altro, come accenno nell’articolo, Facebook ha moltiplicato le possibilità di poter “spiare” quello che fanno i nostri ex

      Non mi piace demonizzare i social network, se usati bene hanno la loro utilità come la radio e la televisione. Però, parlando di voyeurismo, sono sicuramente una tentazione in più.

      • Bobie dice:

        maledetto facebook.
        in realtà credo che alcuni di noi abbiano l’istinto voyeuristico più sviluppato di altri.
        alcuni di noi chiedono spudoratamente notizie, altri fanno i lurkers, altri spiano e commentano cercando di riallacciare relazioni.
        Ecco, io mi trovo nel mezzo, fra queste definizioni.
        Io i social network li definisco una vetrina, in tutti i sensi:l’idea di facebook mi piace molto, l’ho seguito sin dall’inizio, credo per colpa della mia indole alla quale accennavo prima.
        In finale il titolo del post è ‘Come dimenticare la nostra ex ragazza’.
        Dimenticare è un termine molto forte, io lo avrei intitolato ‘Come eliminare dalla lista delle papabili donne della nostra vita la propria ex ragazza’.
        Ma è poco d’impatto, no?

        • ivan dice:

          Sì, anch’io ho un account Facebook dal 2007, quando in Italia ancora non lo aveva (quasi) nessuno.

          Personalmente mi piace utilizzare i social network in maniera molto attiva, nel senso che preferisco creare contenuti piuttosto che vedere quello che fanno gli altri o condividere foto di LoLCaT.

          Poi certo, ho un debole per le citazioni, meglio se sarcastiche e provocatrici.

          Per quanto riguarda il titolo, ti sei risposta da sola.

          Io scrivo per essere letto.

          Se il titolo non invoglia la lettura, indipendentemente dalla bontà dei contenuti, l’articolo non lo legge nessuno.

          Purtroppo comporre titoli, o headlines, è uno dei mestieri più difficili che ci siano. Faccio quel che posso : )

  3. Nali dice:

    A volte il destino è veramente sornione…si è appena ripresentato il mio ex spagnolo dopo 3 anni di silenzio, poi apro la posta e ci trovo questo articolo! più che il tronista forse puoi fare il cartomante…cmq è consolante leggersi nei pensieri e commenti altrui, fa sentire meno astrologicamente perseguitati ;-)

    • ivan dice:

      Ciao Nali,

      come aspirante tronista (ma anche come cartomante) ti confermo che un uomo che si ripresenta dopo tre anni lo fa solo perché si sente tristemente solo.

      Si trova nello stadio dei pensieri che diventano azioni haha

  4. Miguelito dice:

    Per esperienza personale, posso dirti che concordo in pieno con il tuo articolo.
    Aggiungerei però un altro aspetto, non trascurabile, del perché spesso gli/le ex diventano eroi mitologici.
    Alla base di questo aspetto vi è, a mio parere, la mancanza di una completa sincerità e franchezza nei confronti di chi, sino a poco tempo prima, rappresentava il centro del nostro universo, quello strano essere che accompagnava ogni nostra azione e pensiero.
    Mi spiego meglio; ciascuno di noi (chi più, chi meno) durante quell’atto finale rappresentato dalla fine della nostra relazione, tende ,in misura diversa, a voler conservare quella figura mitica che tanto aveva colpito il/la nostro/a (ormai) ex partner, e lo fa cercando di nascondere al massimo i propri difetti e molto spesso proprio quegli errori che hanno portato alla crisi irreversibile. Nessuno ha interesse a veder intaccato il proprio connotato mitico, quasi con la speranza (un pò egoistica) che quella idea possa durare per sempre nell’altra persona.
    Basterebbe un pizzico di sincerità in più e di narcisismo in meno per aiutare l’altro/a ad abbandonare quella idea di eroe mitologico e magari aiutandolo/a a recuperare quel po’ di autostima perduta col tempo, proprio perché la stima veniva alimentata dal partner.
    A mio parere l’autostima è un elemento fondamentale nel momento della “ricostruzione” perché aiuta a crearsi un nuovo mito,l’Io, a discapito del vecchio, che risulta fondamentale superare.
    Ecco, secondo me restituire all’altro la sua autostima sarebbe davvero un bel gesto.

    • ivan dice:

      Ciao Miguel,

      finalmente anche un contributo maschile alla conversazione : P

      Bravo, il tuo intervento rivisita la faccenda dal punto di vista contrario. Di chi cioè viene lasciato e, per dimenticarsi del partner, avrebbe forse bisogno di vederne più chiaramente i difetti.

      Ma secondo me il “mostrarti i miei difetti” nel momento in cui lascio la mia ipotetica ragazza non può sortire grandi effetti perché lei tenderebbe a vederlo come un mio “trattarla male” perché se ne vada.

      Forse bisognerebbe essere tutti un po’ più sinceri sin dall’inizio della relazione perché, come si dice, il primo anno è un po’ falso nel senso che tendiamo tutti un po’ a nasconderci. Poi saltano fuori le magagne hehe

  5. gabriele dice:

    Se il Destino lo vorra’ vi incontrerete altrimenti non servira’ a niente cercarvi.

  6. marco dice:

    Interessante, istruttivo, propedeutico, insomma trovo questo articolo ed anche i commenti (in particolare Bobie e Miguelito) essere un validissimo aiuto per chi, dopo una relazione finita, tende a mitizzare la ex (o “il” ex) restandone così condizionato nell’affrontare la vita che continua.

    Grazie a tutti voi.

Parla alla tua mente

*