Le 48 leggi del potere di Robert Greene: La strategia della corona

Le 48 leggi del potere

Robert Greene è, per chi non lo conoscesse, il Machiavelli dei tempi moderni. A parte Le 48 Leggi del Potere, che ho appena finito di leggere, ha scritto anche L’Arte della Seduzione (ottimo libro, ne ho parlato qui), Mastery (ovvero “L’arte di Imparare”), e altri due bestseller.

Quello che mi affascina di più dei libri di Greene, che sono tutti scritti più o meno con lo stesso stile, non è tanto il messaggio in sé, ad esempio “Vinci attraverso le tue azioni e non tramite gli argomenti” (legge del potere numero nove) o “Non apparire mai troppo perfetto” (legge del potere numero quarantasei, che non corro il rischio di infrangere…), quanto piuttosto il modo in cui tale messaggio viene trasmesso al lettore. [Per saperne di più…]

Tutti i progetti di business in cui ho fallito (oggi mi sputtano)

fallimenti businessQuando, giovane e ingenuo, pensavo di diventare fotografo…

“La maggior parte della gente sopravvaluta quello che può fare in un anno e sottovaluta quello che può realizzare in dieci anni,” Bill Gates, Fondatore di Microsoft.

Sei pronto a fallire?

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti, imprenditori senza paura che sono arrivati al successo con mosse degne del miglior Bobby Fischer, il mio scacchista preferito. Steve Jobs, Bill Gates, Larry Page & Sergey Brin (i fondatori di Google) o, tanto per restare sulla terra ferma, i cinquanta e più esempi citati da Chris Guillebeau nel suo ottimo libro “The $100 StartUp.”

Tali storie mi hanno aiutato ad avere più fiducia in me, a crederci, a lasciare il mio posto di lavoro *sicuro* e nuotare da solo nell’oceano impetuoso.

Ma quella che mi ha aiutato più di tutte è stata la storia di un perfetto sconosciuto che oggi guadagna “solo” duemila Euro al mese. Ma lo fa da libero professionista. Senza un capo. E lavorando da dove vuole (al momento si trova a Bali, Indonesia). [Per saperne di più…]

10 regole per scrivere 10,989 parole in un giorno

come scrivere

Le regole sono alla fine dell’articolo. Prima voglio raccontarti una storia.

Autopsia di una giornata qualunque

Mi alzo, accendo il pc, mangio una banana e uno yogurt alla fragola. Quelli senza zucchero erano finiti. Rispondo a una trentina di e-mail e sono già le nove.

Apro il mio editor WordPress e inizio a scrivere. Ma non di getto. No, ho promesso a un cliente che avrei preparato una guida su come calcolare i dazi di importazione. Devo fare un bel po’ di ricerca ma a mezzogiorno è pronta. 1,237 parole e dieci figure (schermate del mio pc mentre calcolavo i dazi per importare violini sul sito del Ministero dell’Economia).

Ne vado molto fiero, te la mostrerei ma sospetto che non te ne può fregà de meno. [Per saperne di più…]

Ecco perché ho tre nonne – Una storia vera

torino

La settimana scorsa ho ricevuto quest’e-mail da Filippo:

“Furio, un anno fa ti ho scritto per chiederti un parere su che cittadinanza avrei dovuto scegliere. Quando hai pubblicato la mia storia non mi sarei mai aspettato che sarebbe diventata il terzo articolo più commentato su Non Voglio Lavorare e il terzo risultato su Google.it per la parola chiave “Doppia cittadinanza italiana cinese.” Oggi volevo inviarti una storia, la mia storia, anche solo per fartela conoscere. Se la ritieni interessante ti do l’autorizzazione di pubblicarla!”

Il fatto che un lettore si fidi di me a tal punto da chiedermi un parere sulla sua cittadinanza, da un lato mi riempie di orgoglio e dall’altro mi spaventa un po. Detto questo, ho risposto:

Uppss, non sapevo che la tua riflessione sulla doppia cittadinanza fosse finita sulla prima pagina di Google… Bella la tua storia, la pubblichiamo lunedì!

Ecco la storia di Filippo: [Per saperne di più…]

Bistecche e Armonia: Lezioni d’Asia

tom yam

Come comportarsi a tavola

Venerdì sera. Esco a cena con un po’ di gente nuova, tra cui una tedesca appena sbarcata in Asia che ha il naso della mitica Steffi Graf e il sedere di Otto Van Bismarck. Tutti i commensali ordinano riso in bianco e Tom Yam al tofu, una zuppa agrodolce tipica della Thailandia che, visti i gusti culinari delle mie parti, rifiuterebbe persino il mio cane (pace all’anima sua).

Io ordino una bistecca ai ferri e un’insalata. Siamo tutti contenti. Tranne Steffi, che insiste con due teorie alquanto interessanti.

Primo. Mangiare la carne non fa bene, dovrei diventare vegetariano come lei.

Secondo. Come faccio a stare in Thailandia e a mangiare cibo di fattura occidentale? Sono un tipico turista con i paraocchi e non so quello che mi perdo. [Per saperne di più…]

Come sopravvivere tre giorni all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi

parigi charles de gaulleDove mi porteranno i miei scarponi… Paris, cielo azzurro e pedalare!

Ragazzi, oggi volevo regalarvi un articolo super pratico, ma poi ho iniziato a scrivere ed è uscita ‘sta roba qua. Spero vi piaccia. E buon Natale!

Cambio di fuso

Ventuno dicembre duemila e nove.

Mi alzo alle cinque di mattina ed esco dal mio hotel quattro stelle di Pudong, Shanghai. Presentavo una conferenza, pagava l’università. Bei tempi quelli…

Arrivo alla stazione della metro di Lujiazui e prendo il treno sino all’aeroporto. L’aereo è in orario. Perfetto. Al solito, durante il viaggio in aereo mi metto a lavorare. Sbarco all’aeroporto di Charles de Gaulle di Parigi alle cinque di sera orario locale (ma già notte per il mio corpo che arriva dalla Cina).

Sono completamente sfasato. Obiettivo: non perdere la coincidenza Parigi-Milano-Cagliari e passare il Natale in famiglia. O al bar. O entrambi.

Recupero i bagagli, prendo il trenino che dal terminal internazionale iper moderno mi riporta alla realidad europea. Terminal B, retaggio del passato. Ma i voli Easyjet per Milano Linate decollano da qui. [Per saperne di più…]

Come imparare l’inglese da casa: 12 consigli pratici

Come imparare l'ingleseQuest’articolo contiene una serie di consigli pratici per imparare l’inglese (o qualsiasi altra lingua straniera) da autodidatti. Si tratta di passi semplici e gratuiti che tutti possono implementare.

Nota che non mi sto lanciando in una serie di elucubrazioni teoriche. Al contrario, si tratta di una serie di idee che ho sviluppato negli ultimi sette anni mentre imparavo l’inglese, lo spagnolo, il francese e il cinese.

Motivazione

Il consiglio più importante che ti posso dare per imparare l’inglese è quello di trovare le giuste motivazioni. Quando finirai di leggere quest’articolo probabilmente ti sentirai super motivato/a e starai pensando di studiare cinque ore al giorno per i prossimi tredici anni.

Ma imparare una lingua straniera richiede costanza e, se non si ha abbastanza motivazione, si tende a dimenticare gli obiettivi iniziali per tornare presto alla solita vecchia routine (che al posto dello studio dell’inglese prevedeva due ore di Facebook al giorno).

  • Se non hai una motivazione forte (per esempio passare un esame o dover dare una presentazione in inglese tra due mesi) devi creartela. Fissati un obiettivo a lungo termine (ad esempio essere in grado di guardare un film in inglese senza sottotitoli) e dati un limite di tempo (ad esempio un anno).

    [Per saperne di più…]

Come vincere la paura inconfessata di chi si trasferisce all’estero da solo

vincere la paura

Di cosa parlo? Della paura di non riuscire a costruirsi una vita sociale nel paese in cui ci si trasferisce, di dover uscire perennemente da soli, umiliati e offesi.

Ovviamente se stai partendo per l’Erasmus il problema non si pone, avrai infatti la possibilità di incontrare tanti altri studenti nella tua stessa situazione. Ma cosa succede quando ti trasferisci a lavorare per un’impresa privata, magari in un paese asiatico dove tutti i tuoi colleghi sono già sposati e non hanno nessuna intenzione di socializzare al di fuori del posto di lavoro?

Si tratta di una situazione che ho vissuto in prima persona nel dicembre del 2011, quando mi sono trasferito in una città cinese di seconda fascia per lavorare in un laboratorio dove nessuno, ma proprio nessuno, era minimamente interessato ad avere un benché minimo rapporto sociale con il sottoscritto (al di fuori delle cene di lavoro e di poche altre occasioni). Per carità, bravissime persone. Semplicemente non avevamo nessun interesse in comune.

Ecco le strategie che ho utilizzato per uscire dall’impasse. [Per saperne di più…]

Trasferirsi in Thailandia senza patemi: Una guida per niente pratica

trasferirsi in thailandia

E’ possibile trasferirsi in Thailandia, o in qualunque altro paese del pianeta Gaia, senza patemi?

La risposta corta è “NO.” Quella più lunga è “NO, però con il tempo le cose migliorano. E di molto.”

Dopo Francia e Cina eccomi arrivato nella mia terza dimensione, la Thailandia appunto. Ho già discusso le circostanze che mi hanno portato nella terra dei sorrisi nel mio ultimo articolo, La tempesta perfetta, dove narro del mio viaggio ad Hong Kong al cospetto del Signore dei Visti cui rimembranze adolescenziali mi portano a comparare al Signore delle Mosche di William Golding.

In passato ho discusso di come preparare un viaggio all’estero. Per farla breve, ti serve un visto, un biglietto aereo, i vaccini adatti, un’assicurazione sanitaria internazionale, due cambi di biancheria e tanta voglia di andare. Tutto il resto fa comodo ma non è essenziale ; ) [Per saperne di più…]

La tempesta perfetta

tempesta perfettaMercato notturno a Hong Kong, la città del signore dei visti.

Cosa fai quando ti rifiutano il visto? Tu non saprei. Io me ne vado in Thailandia!

Ma andiamo con ordine…

Genesi di una tempesta perfetta

Il 24 agosto, nel bel mezzo della ristrutturazione della grafica di Sapore di Cina e della revisione completa di Cinaimportazioni.it e Chinaimportal.com (per motivi che spiegherò la settimana prossima), parto alla volta di Hong Kong per rinnovare il mio visto cinese, che scade il 26.

Notizie pervenute da vari piccioni viaggiatori mi fanno presagire il peggio (niente rinnovo del visto) così, con quella furbizia che raramente mi contraddistingue, carico tutto i valori che possiedo nel mio fidato zaino Ferrini (poveretto, ha quattordici anni) e prendo l’aereo per Shenzhen, antico villaggio di pescatori trasformatosi in capitale dell’industria manifatturiera mondiale dopo la svolta al capitalismo capitanata da Deng Xiao Ping. [Per saperne di più…]