Imparare le lingue senza studiare: Vi presento Claudio Santori, il fondatore di Bliu Bliu


Claudio presenta Bliu Bliu (20 Novembre 2013)

Claudio è uno dei primi imprenditori online italiani. Nel 2000, grazie ai frutti del suo lavoro su internet, si è trasferito in Finlandia. Nell’intervista di oggi parleremo di tutto ciò e di Bliu Bliu, un sito web che permette di imparare le lingue straniere in una maniera diversa dal solito. Enjoy!

Bliu Bliu: un approccio differente allo studio delle lingue straniere

Claudio, che cos’è Bliu Bliu e come funziona.

Bliu Bliu è un modo nuovo di imparare le lingue. Il sistema si adatta al livello dello studente trovando su Internet contenuti facili da capire in base alle parole che già conosco: canzoni, barzellette, notizie, contenuti facili.

Un esempio: Bliu Bliu mi propone una canzone in inglese. Mentre la ascolto posso vedere le parole e cliccare per segnalare a Bliu Bliu quali sono facili e quali difficili da capire. Bliu Bliu si adatta immediatamente e troverà subito un’altra canzone che conterrà, per la maggior parte, parole facili da capire o non troppo difficili. Invece
di fare esercizi posso imparare l’inglese passando da una canzone all’altra, imparando sempre qualche parola nuova. [Per saperne di più…]

Svedesi a Patong. E ‘sti cazzi.

svedesi a patongPatong Beach, Phuket, Thailand

Rimini Rimini

Qualche mese fa sono finito a Patong, Phuket. La spiaggia di Patong sembra Rimini. L’unica differenza è che, anziché la polpa di cocco, ti vendono la birra Singha.

Adesso, ammetto di essere andato a Rimini una sola volta in vita mia, e per di più nel ’93. Quindi non sono sicuro che a Rimini ti vendano il cocco. Però a Is Arutas, Sardegna, sì. Quindi, per osmosi, anche a Rimini.

Non fa una piega.

La svedese con il tatuaggio del drago

Ma torniamo a noi. Tre del pomeriggio. Sono lì che, ormai completamente ustionato (e ubriaco), sorseggio la mia Singha number twelve insieme al mio caro amico Zezza, quand’ecco che si avvicina una svedese assurdamente bona che appoggia un braccio all’ombrellone, sorride, e fa: [Per saperne di più…]

Come inviare una candidatura di lavoro online (ed essere presi seriamente)

candidatura lavoro

Ricevo e pubblico volentieri quest’articolo scritto da Stefano Mini, l’autore del blog Mindcheats. Enjoy!

Per molti internet significa Facebook, gatti che parlano su Youtube e l’occasionale vincita milionaria alla lotteria nigeriana.

Ma quando devono fare cose più serie, tipo rispondere a un annuncio di lavoro online, sono in difficoltà.

Mi sbaglierò, ma secondo me c’è ancora la mentalità del “wow, posso inviare cinquanta curriculum al giorno stando seduto sulla sedia, che figata!” In verità, sarebbe meglio uscire di casa e andare a consegnarli a mano alle aziende locali: non è la quantità di curriculum che invii che conta, ma la qualità.

Prova a metterti nei panni di chi assume: pubblicizza un posto libero online, e tempo una settimana il datore è sommerso da 100-200 curriculum (i numeri sono questi). Quante pensi siano le possibilità che il tuo venga letto parola per parola? [Per saperne di più…]

Come ti salvo l’azienda di mio padre: Diego Mulfari, Imbianchino 2.0

E’ un secolo che non pubblico un’intervista su NVL. Anzi, a dire il vero è un secolo che non pubblico proprio niente su NLV. Ringrazio quindi Diego Mulfari, Imbianchino 2.0, che mi ha dato lo spunto per quest’intervista.

Diego, qualche anno fa tuo padre, imbianchino di professione, stava pensando di chiudere la sua impresa. Oggi te ne vai in giro a spiegare come, grazie a internet, siete riusciti a salvarla. Spiegaci come hai fatto.

Ciao Furio!

Innanzitutto grazie per avermi ospitato su Nonvogliolavorare.it, blog con post molto interessanti e motivanti, che mi ha colpito dalla prima lettura. Dunque, la mia è una storia di passione e costanza. E’ una visione, un sogno che ho iniziato a trasformare in realtà circa due anni fa.

Nel 2011 infatti sia mio padre che io ci siamo trovati in una fase molto critica dal punto di vista lavorativo. Mio padre per un calo di lavoro, che lo stava portando quasi alla chiusura dell’attività e io che mi trovavo in aziende chiuse al nuovo, in cui non riuscivo a valorizzare le mie competenze e creatività. [Per saperne di più…]

Upsss… Scusate il ritardo

scusateilritardo

Innanzitutto vorrei dare il benvenuto ai circa trecento lettori che si sono iscritti alla newsletter in questi miei quaranta giorni di assenza. No, non stavo attraversando il deserto, non sono Gesù Cristo. Tornando a te, nuovo iscritto, ma che ti iscrivi a fare su una newsletter che non pubblica mai niente?

No, scherzo. In effetti per più di un anno abbiamo pubblicato ogni singolo lunedì, puntuali come un Rolex Made in China.

Quali sono i motivi di questa mia assenza prolungata? Ero in luna di miele.

No, non è vero. Tra l’altro la mia ex è venuta a trovarmi in Thailandia e siamo riusciti a lasciarci di nuovo, senza neanche disturbarci a rimetterci insieme prima. Ho persino versato qualche lacrima. Di coccodrillo, lo ammetto. [Per saperne di più…]

Ho sfondato la porta di casa: Ecco perché è importante

Porta Sfondata

Torno alle tre del mattino e, mentre sto aprendo la porta del mio appartamento a Chiang Mai, si spezza la chiave. Ad essere onesti non è del tutto colpa mia visto che la chiave è stata realizzata in una non meglio precisata lega metallica, certamente non tra le più resistenti.

Il risultato è comunque lo stesso: resto a fissare la porta senza poter entrare. Penso a una possibile soluzione. Primo, aspettare sino alle otto del mattino e chiedere una copia di riserva all’ingresso. Secondo, tornare in strada e trovare un fabbro (o uno scassinatore, fa lo stesso). Terzo, risolvere il problema in prima persona.

Siccome aspettare non è il mio forte e non ho idea di dove trovare un fabbro, mi comporto come m’insegnò mio padre venticinque anni fa: un calcio ben piazzato e porta spalancata.

Quello che si dice una soluzione

Ecco, questo è quello che si dice una soluzione. Mi addormento, fiero di me. [Per saperne di più…]

Vorrei il posto fisso ma non posso…

vorrei il posto fisso

“Il lavoro è un diritto,” sento dire spesso. E sino a questo punto siamo d’accordo. Però vorrei invitarti a non cadere nell’errore di confondere i sacro santi diritti dei lavoratori con il “diritto ad essere assunto,” che non esiste.

Il fatto che se uno ti assume poi deve rispettare la paga minima sindacale (anziché scrivere 1,000 Euro in busta paga e poi dartene solo 400), darti le vacanze che ti spettano (anziché farti lavorare ottanta ore a settimana pena il licenziamento), e garantirti condizioni di sicurezza che evitino gli incidenti sul lavoro, che purtroppo capitano ancora troppo spesso, sono diritti per cui ti invito a combattere, manifestare, scioperare.

Ma che uno debba assumere te piuttosto che un altro non sta scritto da nessuna parte. Perché dovrei assumerti? Perché hai una laurea? Se fosse nato nel 1981 anche mio nonno, che di mestiere faceva l’agricoltore, avrebbe una laurea. Perché sei nato in Italia? Hai idea di quanti disoccupati ci siano in Italia? Perché sei più qualificato di quell’altro? Beh, questo è tutto da dimostrare.

Faccio una precisazione perché poi sembra che sia uno stronzo senza cuore: i ragionamenti che sto per fare non sono rivolti agli operai padri di famiglia che perdono il lavoro e, vista la difficoltà di “riciclarsi” a quell’età, vivono un dramma sociale comparabile a pochi altri. No, loro – per quanto poco possa contare – hanno tutta la mia solidarietà.

Quest’articolo è piuttosto rivolto ai giovani della mia generazione che si sono arresi.

“La mia generazione ha perso,” scriveva Giorgio Gaber. Ecco, io credo che la mia può ancora vincere. A patto che si svegli.

In questo mondo ci sono due tipi di persone. Quelle che sono soddisfatte e quelle che invece non lo sono. Tra gli insoddisfatti, c’è chi protesta e chi decide di cambiare il proprio destino. [Per saperne di più…]

Un anno senza shampoo: Scopri come sto

Sono passati 378 giorni dall’ultima volta che mi sono lavato i capelli con shampoo. E, come direbbe un’amica al terzo bicchiere di vino rosso, STO BENISSIMO.

Avevo già pubblicato quest’articolo con il titolo “100 giorni senza shampoo” ma ho deciso di re-pubblicarlo per tutti coloro che hanno “scoperto” NVL dopo aprile 2013.

Si trattava di un esperimento che volevo fare da tempo. La spinta finale me l’ha data un articolo di Niall Doherty, che ha abbandonato tali alchimie moderne nel 2011.

La teoria è semplice ma convincente:

Quando i nostri capelli non sono attaccati da sostanze chimiche estranee (tipo uno shampoo prodotto chissà dove e chissà come) iniziano a secernere delle sostanze che funzionano da detergente naturale. Stessa cosa per la pelle.

Chiaramente bisogna continuare a farsi la doccia ogni giorno ; ) [Per saperne di più…]

Sulla ragazza birmana e la carenza di risorse

birmaniaBirmania!

Incontro

“Hi, ma io ti conosco! Furio, right?”

Alzo gli occhi dal libro che sto leggendo, “Le Armi della Persuasione” di Robert Cialdini, e mi ritrovo davanti una bellezza senza tempo che sorseggia tè al gelsomino al tavolo di fianco.

Capelli corvini all’altezza del sedere, collo affusolato come solo le donne che abitano queste longitudini, occhi grandi solcati da rughe di espressione appena accennate che mi portano a pensare abbia passato i trent’anni e un monile d’argento a proteggere il torace baciato dal sole di un pomeriggio di Chiang Mai. [Per saperne di più…]

Non viaggiare con me in Laos! Perché? Leggi qua…

non viaggiare con me in Laos!

…Sono appena tornato dalla stazione degli autobus di Chiang Mai quando una macchina mi investe e mi fa volare due metri in avanti. Non l’ho proprio vista arrivare. Controllo se sono ancora tutto intero o se ho lasciato qualche ossa sul marciapide. Son un attimo sotto shock ma mi sembra di avere solo qualche escoriazione. Dovrei farcela anche stavolta.

Mi alzo e cerco con lo sguardo chi mi ha investito ma la macchina è già sparita. Son of a bitch…

Ma partiamo dall’inizio

E’ domenica mattina quando scopro che devo partire per il Laos a rinnovare il visto thai entro domani. Si va a Vientiane! [Per saperne di più…]