Bistecche e Armonia: Lezioni d’Asia

tom yam

Come comportarsi a tavola

Venerdì sera. Esco a cena con un po’ di gente nuova, tra cui una tedesca appena sbarcata in Asia che ha il naso della mitica Steffi Graf e il sedere di Otto Van Bismarck. Tutti i commensali ordinano riso in bianco e Tom Yam al tofu, una zuppa agrodolce tipica della Thailandia che, visti i gusti culinari delle mie parti, rifiuterebbe persino il mio cane (pace all’anima sua).

Io ordino una bistecca ai ferri e un’insalata. Siamo tutti contenti. Tranne Steffi, che insiste con due teorie alquanto interessanti.

Primo. Mangiare la carne non fa bene, dovrei diventare vegetariano come lei.

Secondo. Come faccio a stare in Thailandia e a mangiare cibo di fattura occidentale? Sono un tipico turista con i paraocchi e non so quello che mi perdo.

La lascio dire. Le conosco quelle della sua specie (pseudo-tolleranti-spacca-maroni). Inoltre gli altri due ragazzi che sono a cena con noi sono due tipi simpatici, non si meritano una mia sFuriata.

Ma Steffi persevera. Due, tre, quattro commenti all’acido lattico.

E così a un certo punto sorrido e le dico:

“Uno, quel riso in bianco che stai mangiando è composto da carboidrati raffinati che, appena entrati in circolo, si trasformano in zucchero costringendo il tuo pancreas a rilasciare insulina per purificare il tuo sangue. Questo significa che, a meno che tu non abbia appena compiuto uno sforzo anaerobico degno di nota, la reazione chimica che hai innescato si tradurrà nella produzione di grasso corporeo e in uno sbalzo ormonale simile alla depressione di cui probabilmente non ti rendi neanche conto perché sei assuefatta.

Due, nessun uomo dovrebbe toccare il tofu visto che la soia contiene una quantità enorme di estrogeni e abbassa il livello di testosterone. Eccezion fatta per chi aspira a entrare nel coro delle voci bianche, ma non è il mio caso. Non per il momento.

Tre, affanculo al tom yam thailandese, il kimchi coreano e il mapodofu cinese. Abito in Asia dal 2010. Me la meriterò una bistecca ogni tanto o devo tirare avanti a forza di zuppe all’estrogeno in modo da entrare in letargo allo scoccare dei miei primi trentaquattro anni di vita? Fammi sapere così mi adeguo.”

Morale della favola?

Furio è un maleducato.

Su questo non ci piove.

Ma la realtà è che la storia che ho appena raccontato è vera solo a metà. Alla tedesca ho spiegato che non sono un turista fai da te, abito in Asia dal 2010 e, stanco delle zuppe, preferisco mangiare all’occidentale.

La risposta che ho scritto sopra rispecchia però quello che ho pensato.

E quindi? Morale della favola

Non giudicare gli altri?

Ma figuriamoci, il buonismo lo lascio al papa e a chi condivide immagini di bambini africani malnutriti su Facebook senza però muovere un dito per aiutarli.

La morale della favola non esiste. Però questa storia mi ha portato a sviluppare una riflessione personale che volevo condividere con te. Una riflessione sull’Asia e su come può cambiarti questo strano continente.

La società occidentale è basata sulla competizione. Un esempio stupido, chi è la ragazza che viene inquadrata appena viene proclamata Miss Italia? Ma ovviamente la nuova reginetta.

Beh, in Asia non è così. Qui inquadrano le ragazze che hanno “perso.” E non solo durante la premiazione, sono infatti sempre i “perdenti” a monopolizzare l’attenzione durante qualsiasi concorso. Si tratta di un modo per “rendergli” la faccia che hanno “perso” a causa dell’eliminazione e preservare quindi l’armonia tanto cara ai fratelli d’oriente.

La società dell’estremo oriente – Cina, Giappone o Thailandia non fa troppa differenza, – si regge invece sul concetto di armonia, ovvero sul considerare il bene comune al di sopra di quello dei singoli.

p.s. Prima che qualche anima buona mi accusi di plagio, l’esempio delle miss è spudoratamente copiato da questo bellissimo articolo pubblicato su China Mike (in inglese).

Cosa c’entra con la tedesca e le bistecche?

“C’entra e ci esce anche,” esclamerebbe un campidanese.

Il fatto è che tre anni e mezzo d’Asia hanno riprogrammato il mio cervello. Se Steffi mi avesse incontrato cinque anni le avrei snocciolato i tre punti che ho elencato in alto. In Europa è infatti socialmente accettato difendere le proprie ragioni, anche a costo di offendere qualcuno e turbare l’armonia della serata.

Dai, le discussioni a viso aperto sono il nostro sport quotidiano. In caso contrario non passeremmo il tempo a discutere di politica o, peggio, fantacalcio.

In Asia invece quello che conta, almeno nelle apparenze, è preservare l’armonia comune. Non nego che tale tratto culturale mi mandi spesso in bestia (ne ho già discusso in “Quando un cinese ti fa perdere la faccia” e “I want to help you: questioni di faccia”), sopratutto perché portato all’estremo genera falsità e menzogna.

Allo stesso tempo, se utilizzata con parsimonia, la cultura della faccia ha molti lati positivi.

Che senso aveva offendere una tedesca che è appena arrivata in Asia? O mettere a disagio i cari ragazzi che mi avevano invitato a cena? E per cosa poi? Ribadire la mia superiorità dialettica e nutrire così il mio ego?

No, a volte è meglio sorridere e lasciar correre. Anche se non nego che sul momento sia piuttosto difficile.

Chiudo con una citazione che non ha niente a che fare con quest’articolo

“C’è un segreto noto agli scrittori affermati che gli aspiranti scrittori non conoscono. Eccolo: il difficile non è scrivere, bensì sedersi e iniziare a scrivere” Steven Pressfield

Perché questa citazione?

Perché quando ho iniziato a scrivere, alle 20:34, la mia intenzione era quella di pubblicare uno status su Facebook sulla schifosissima zuppa tom yam. Poi una riga tira l’altra ed eccoci arrivati, alle 20:57, a 957 parole, ovvero due pagine e mezzo di un romanzo o un articolo su NVL.

Vuoi scrivere? E allora siediti e inizia adesso! L’importante è preservare l’armonia ; )

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Commenti

  1. Maria dice:

    Bell0 iniziare la settimana con i tuoi post! E viva l’armonia (-:

  2. Rossella dice:

    Ciao Furio,
    Trovo che tu sia veramente intelligente e in gamba, grazie per condividere le tue preziose riflessioni
    Rossella

  3. Emilio dice:

    Sei proprio cambiato!
    Non ti tiravi mai indietro per discutere animatamente di politica e calcio (Guai a toccarti la Juve!) :-) In effetti è meglio non “abboccare” con chi crea discussioni inutili, per il solo gusto di avere la ragione. Come dice il saggio: “Non discutere con un idiota la gente potrebbe non notare la differenza”.

  4. furio dice:

    La dialettica mi ha sempre interessato. Le discussioni al bar ci stanno perché alla fine non si offende nessuno. Dipende dal contesto ; )

Trackbacks

  1. […] [Furio: Se abiti in Cina starai annuendo. Se invece non sei troppo familiare con il concetto di "faccia" ti invito ad approfondire qui e qui]. […]

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